Tu domandi? E io ti banno!

In questo pirotecnico Paese, spesso, se chiedi maggiore chiarezza, ti insultano, poi ti ignorano e infine bannano.

Il 22 dicembre vi ho raccontato di un premio che si chiama InediTO. Premio indetto dall’associazione Il Camaleonte di Chieri (Valerio Vigliaturo è il presidente). Se cercate in rete, trovate questo.

Proiettati verso il mondo dell'editoria

Il concorso “talent-scout che scopre nuovi autori e li proietta verso il mondo dell’editoria attraverso un ricco montepremi” in realtà – e mi limito a leggere il bando – ha una tassa di iscrizione (30 euro più 20 per partecipare a ogni altra sezione) che corrisponde alla quota per associarsi al Camaleonte.

Pubblicazione Premio Inedito

Il Camaleonte, oltre alla quota, detiene i diritti materiali di sfruttamento del testo (cioè guadagna sulle eventuali vendite). E precisare che la paternità dell’opera rimane all’autore è superfluo, la paternità è dell’autore! È un diritto morale inalienabile e intrasmissibile. Incomprensibile, invece, la parentesi “diritto d’autore”. Comunque, oltre ai diritti di commercializzazione Il Camaleonte fa da intermediario con gliPubblicazioni uno “editori qualificati”, quindi svolge anche il ruolo di agenzia letteraria (cioè, in caso di pubblicazione, prende una percentuale sulle royalty che sono sempre sue).

L’editoria verso cui l’autore talentuoso verrà proiettato? È ignota, perché nel bando non esiste l’elenco degli editori che partecipano o sostengono questa iniziativa. Se volete conoscere quali case editrici hanno pubblicato i vincitori, andate nella Pubblicazioni duesezione “pubblicazioni” e fatevi una idea.

Ricco montepremi? Sì, ricco, che va però agli editori e non agli autori, perché i premiati ricevono un “contributo per la pubblicazione” che appunto va alla casa editrice convenzionata che lo incasserà in caso voglia pubblicare l’autore.

Premi Premio Inedito

Nel bando ci sono poi delle curiose richieste. Se guardate per esempio nelle istruzioni per le varie sezioni, in quella relativa ai testi cinematografici si legge che possono gareggiare sceneggiature entro le 150mila battute, circa 50 pagine... ma qualsiasi sceneggiatore o aspirante tale sa bene che esistono convenzioni precise per impaginare uno script (quella americana è ormai la più comune). Pertanto la formulazione è quantomeno inconsueta.

Formati opere IndiTO

Comunque sia, fin qui mi pare che la chiarezza non sia il tratto distintivo di un bando che, peraltro, “potrà subire integrazioni durante lo svolgimento” di un concorso che si autoproclama “punto di riferimento in Italia tra i premi letterari per opere inedite”.

Cosa vogliamo? Io e chi si è interessato alla vicenda – autori, lettori, scrittori… – vorremmo soltanto chiarire alcuni dubbi. Vorremmo capire e conoscere le percentuali con cui lavora Il Camaleonte, cosa accade se nessun editore pubblica i testi vincitori (cioè dove finiscono i soldi?), quale è la rosa di editori interpellati, la percentuale di agenzia richiesta dall’associazione per la rappresentanza, quanto spetta all’autore e se gli spetta qualcosa… se si consiglia o sconsiglia un premio, sapere come funziona è il minimo, no?

Inoltre chi lavora in editoria sa che quando gli autori danno alle case editrici contributi per la pubblicazione di solito sovvenzionano l’editoria a pagamento. Vogliamo chiarire anche questo punto. Tutto qui. Perché ci lascerebbe di sasso scoprire che l’eap è patrocinata dal Ministero e dal Cepell.

Interrogativi leciti visto che si tratta di un concorso aperto al pubblico, quesiti che ho rivolto anche ai giurati: mi ha risposto soltanto Valentina Diana, che ringrazio peraltro, che non aveva le informazioni necessarie per replicare alle nostre domande e che, comunque, non ritiene un problema se un autore paga un editore per pubblicare e se il bando non piace, basta cercarne un altro, no?

Certo. L’eap è legale, lo sappiamo anche noi, e pure che ciascuno è libero di fare ciò che vuole. Basterebbe solo che nel bando del Premio InediTO tutto fosse limpido così da permettere agli autori di scegliere consapevolmente se il concorso gli interessa o no, e cosa aspettarsi.

Le domande le abbiamo rivolte direttamente anche al premio che, prima di bannarmi, ha “risposto” così (le parole sono di Valerio Vigliaturo, presidente del Camaleonte) per poi svanire.

La risposta di Valerio Vigliaturo

Assordante, invece, il silenzio di chi avrebbe il potere di ottenere chiarezza ma non ha alcun interesse a farlo. E questa non è una novità.

19 Risposta

  1. Barbara

    uhauhauahuahauhauahauhauha
    Scusa, m’è scappata una risata…
    Da bannata cronica, quando vuoi ti offro un caffè e una ciambella. Benvenuta nel clan! 😀

    • Sì, alla ciambella dico sì! E pure al caffè. 😉
      Ma, per il cielo santissimo, non basta spiegare per bene come funziona e amici come prima?! Tanto chi vuol partecipare partecipa.

  2. Barbara

    E comunque…
    “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.”

    Se poi si sono presi la briga di bannare un utente, significa che la pista è quella giusta.
    Elementare, Watson!

  3. Sto leggendo il libro della Taylor. Dire che è raggelante è poco. Editing assente, storia incasinata, a tratti incomprensibile e al limite dell’inutile in salsa di consecutio ad vanveram. Ne parlerò compiutamente quando lo avrò finito (e credetemi, ci vuole tanta buona volontà per terminarlo). Chi lo ha pubblicato (Fernandel) ha ricevuto il “premio” che ha vinto l’autrice (oltre un migliaio di euro: lei lo ha vinto, ma l’editore lo intasca). Ecco, detto tutto. Speriamo che qualcuno si renda ancora conto che l’editoria deve mantenere una propia diginità.
    Quanto al ban, è la soluzione più facile del mondo, come quella di minacciare querele e dare dell’incompetente agli altri.

  4. Massimo Rainer

    sabotatrice!!!

  5. El cugino especialista del Parente che...

    AAA Multa! Siamo nel 2016 e nel 2016 non sono più ammesse lagnanze, mugugni, accanimenti… Come concordato e sottoscritto di là, solennemente, per l’intiero anno appena sbocciato:
    “NON lamentiamoci delle cose che non ci piacciono”. 😉 😀

    El

  6. Un bell’articolo. Complimenti. Lo condivido subito perché queste situazioni vergognose devono finire. Prendere in giro così le persone con dei sogni e un talento è da farabutti.

    • Titti, grazie. Che poi, qui si tratta solo di chiarire… Semplice, no?

      • E’ vero, a volte basta proprio poco se si è onesti; se invece si è disonesti allora si fa come i politici…

  7. […] Sorgente: Tu domandi? E io ti banno! […]

  8. Barbara

    Ti ho condiviso su tutti i social…
    Se tutti facciamo lo stesso, magari riusciamo a generare maggior pubblico per questo caso. A me sta alquanto sulle scatole che di mezzo ci sia – al solito – l’impiego del denaro pubblico (Regione Lombardia, Città di Torino e Ministero per i Beni e le Attività Culturali) senza che ci sia la DOVUTA trasparenza.

  9. Il fatto che ti abbiano bannata non fa che confermare i dubbi sulla malafede.

  10. Questi sono dei prestigiatori praticamente…ehehhe io riferirei al mago Silvan.

  11. L’ha ribloggato su EVAPORATA®e ha commentato:
    ASPIRANTI SCRITTORI (sperando che abbiate già imparato a non cadere in queste trappole) vi suggerisco di leggere e masticare bene, digerire ed espellere dopo aver imparato bene come funzionano gli accalappiasognatori.

  12. Interessante il ban… soprattutto la scritta scopri di più! Di più cosa?

  13. […] Premio InediTO: tu domandi? Io ti banno! […]

  14. […] Premio InediTO: tu domandi? Io ti banno! […]

Lascia un commento