Editoria: a caccia dei fondi per la traduzione

Si chiama Europa Creativa aiuta ogni anno da 50 a 70 editori europei a tradurre e promuovere 400-500 libri. Quali sono le novità del bando?

L’Italia è un Paese esterofilo, basta dare uno sguardo allo spazio che occupano i titoli stranieri in classifica e quello che viene loro dedicato dai media. Il mercato italiano mostra ancora grande interesse per quello che è scritto e pubblicato negli altri Paesi. Nel 2015 sono stati acquisiti da case editrici straniere 10.685 libri (una crescita del +97,8% rispetto ai 5.400 titoli del 2001). Gli acquisti complessivi crescono del +38,2% sul 2007.

Si registra però una tendenza positiva nelle esportazioni: Nel 2015 le case editrici italiane hanno venduto all’estero i diritti di quasi 6mila titoli (+11,7% sul 2014). Le vendite complessive sono di 5.914 titoli del 2015, in aumento del +69,5% rispetto ai 3.490 titoli del 2007.

Se si analizza il periodo tra il 2001 e il 2015 la vendita dei diritti è cresciuta del +228,6% (da 1.800 titoli a 5.914). La percentuale dei titoli venduti nel 2015 rappresenta il 9,5% delle novità pubblicate dalle case editrici italiane, nel 2007 era il 3,2%.

E se la bibliodiversità è un valore lo è anche l’interculturalità: i libri sono una occasione di scambio e comunicazione. Ed è per questo che in molti Paesi sussistono fondi destinati al sostegno delle traduzioni dei libri per esportare la propria cultura all’estero. Un aiuto particolarmente utile per tutti quelli editori piccoli e medi per i quali la traduzione sarebbe un investimento troppo rischioso e oneroso.

L’Europa attraverso il programma Europa Creativa aiuta ogni anno da 50 a 70 editori europei a tradurre e promuovere tra i 400 e i 500 libri. Il bando 2017 presenta però delle interessanti novità.

  • Sostegno alla traduzione e alla promozione dei titoli,
  • Budget complessivo di circa 2 milioni di euro.
  • Sono 20-25 gli editori preventivati.
  • Sostegno quadriennale: gli editori potranno stipulare un accordo rinnovabile di anno in anno (fino a un massimo di quattro) e ottenere annualmente fino a 100.000 euro (per un massimo di 400.000 per l’intero quadriennio).

Come si fa a essere selezionati? Serve per prima cosa una casa editrice solida in attività da almeno due anni che sia in grado di realizzare una programmazione e un piano editoriale ben stilato. Il progetto, ovviamente, deve essere in linea con l’iniziativa: aiutare la circolazione della cultura e gli scambi tra i Paesi europei.

Si deve quindi presentare una strategia quadriennale e le proposte dei titoli – da 5 a 10 (i testi devono essere di fiction) – che si intenderebbero tradurre il primo anno. Si devono specificare la lingua di partenza e d’arrivo, la lingua del traduttore, la transnazionalità della traduzione, il valore letterario dell’opera da tradurre e il suo status di titolo pubblicato, la nazionalità dell’autore, i costi che effettivamente potrebbero godere della sovvenzione.

I criteri per l’assegnazione dei contributi sono diversi, alcuni ancora in fase di definizione. Se volete saperne di più e parteciperete a Più Libri Più Liberi, la fiera della piccola e media editoria che si svolge a Roma, il 9 dicembre (Aldus Room, ore 12.00-12.45) è possibile partecipare all’incontro Ci sono 400 mila euro per voi. Il nuovo bando europeo in favore delle traduzioni con Piero Fratini, Coordinatore Programma Europa Creativa-Supporto Editoria che in anteprima presenterà il bando 2017.

Sempre il 9, dalle 15 alle 16.30, nella sala Aldus Fellowship Program si potrà avere un colloquio personale con Fratini per ricevere tutte le informazioni necessarie per ottenere il finanziamento. Basta prenotarsi inviando una mail all’indirizzo incontriprofessionali@plpl.it, con i seguenti parametri:

  • Oggetto: One to one con Piero Fratini.
  • Corpo mail: Nome e cognome di chi parteciperà al colloquio. Casa editrice/marchio per cui si intende partecipare.

Per tutte le informazioni relative a Europa Creativa tenete d’occhio il sito le opportunità non riguardano solo gli editori ma tutti i creativi che vogliono far arrivare il proprio lavoro oltre i confini nazionali.

Nessun commento ancora

Lascia un commento