Tutto Esaurito: Consigli da leggere # 12

VOLTAPAGINA
Mirtilli a colazione, Meg Mitchell Moore, traduzione di Enrica Budetta, Garzanti, p. 312 (16,40 euro) anche in  ebook
Ah, le gioie della vecchiaia! I figli cresciuti, sposati… e voi che, finalmente ve la potrete godere. Niente giocattoli sparsi in ogni dove, strilla, pianti. Niente pagelle, niente rogne. Pace e tempo per voi. Questo sognavano Ginny e William peccato che, nel giro di qualche giorno, si trovino la casa invasa non solo dai figli, ma pure dai nipoti! Lillian, è la prima, che si precipita a casa dei suoi con bimbi al seguito dopo aver scoperto il tradimento del marito Tom. Poi è la volta di Stephen e sua moglie Jane: donna in carriera alle prese con la prima gravidanza. E, per ultima, Rachel che deve digerire un licenziamento e un drastico cambio di stile di vita. E così a colazione è un trionfo di uova strapazzate, un crash test di cereali, latte, pane e marmellata. Una invasione che sarebbe dovuta durare pochi giorni e invece finisce per dilatarsi, fino a diventare una intera estate tra liti e abbracci. Per chi sa che non si smette mai di essere figli e, tanto meno, di essere genitori.

DA GUSTARE
Savana Padana, Matteo Righetto, Tea, p. 132 (10,00 euro) anche in ebook
Siamo a San Vito Oltrebrenta, un paesino veneto con al centro una strada che, come una ferita, lo taglia in due. Un bar da una parte, il “centrale”, e uno dall’altra, “lo sport”. E qui si dividono anche le due anime del paese: gli immigrati e gli indigeni. Vale a dire tre cameriere cinesi capitanate da Chen, detto “il tigre” (sempre alle prese con qualche affare losco) e i “tosi”, cinque tignosi, ormai non più di primo pelo, incattiviti dalla crisi alle dipendenze del “Bestia”. A complicare il già precario equilibrio del paese? Be’, l’arrivo di una compagnia di zingari che ha la malaugurata idea di introdursi e rubare proprio nella casa del Bestia… Questa è la storia di Berto e Santo, due amici da sempre, che cercano di sopravvivere a quella che diventerà una guerra vera e propria. Ecco un wester padano politicamente scorretto che va oltre gli stereotipi. Per chi ama le favole nere, senza vincitori né eroi.

BELLISSIMI
Amedeo. Vita, avventure e amori di Amedeo GuillietSebastian O’Kelly, traduzione di Francesca Gola e Roberta Zuppet, BUR, p. 393 (12,90 euro)
Grazie a un amico ho scoperto la storia di un uomo incredibile che ha vissuto avventure inimmaginabili ma è riuscito a morire nel suo letto all’età di 101 anni, nel 2010. Barone, ufficiale di cavalleria, capitano, agente segreto, ambasciatore… Altro che Lawrence d’Arabia! Guilliet di guerre ne ha fatte ben tre: l’Abissinia, la guerra civile di Spagna e la Seconda guerra mondiale. È uno degli ultimi soldati italiani a deporre le armi in Africa Orientale. Indossa il turbante (impara pure l’arabo) e continua la guerra, da solo, a capo di una banda di soldati indigeni diventando il Comandante Diavolo, un guerrigliero che fa tremare gli inglesi e non poco! Sulla sua testa pesava la taglia di ben mille sterline ma mai nessuno lo tradì. Travestito da arabo, con l’intelligence alle calcagna, inizia una rocambolesca fuga che lo porta in Yemen dove diventa amico personale dell’imam. Nel 1946, dopo il referendum, rassegna le dimissioni dall’esercito, si laurea e intraprende la carriera diplomatica. In Inghilterra è una leggenda, in Eritrea è stato accolto con tutti gli onori… qui da noi è uno sconosciuto. Invece, oggi più che mai, c’è bisogno di eroi. Eccone uno, tutto italiano (nel 2000 ha ricevuto da Ciampi la Gran Croce dell’Ordine militare d’Italia). Una storia da conoscere, raccontare e, soprattutto, di cui essere orgogliosi.

Puntata 23-10-2012

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14 Commenti

  • tonino75 Reply

    23 ottobre 2012 at 9:57

    Ottime proposte Chiara, as usual. Parto dall’ultimo: semplicemente S-U-P-E-R-B-O, scritto benissimo, è la biografia di un Uomo che dovrebbe essere studiato a scuola, un avventuriero nel senso nobile del termine, cioè l’avventura come mezzo per innalzare il proprio spirito e arricchire le proprie esperienze. Il Capitano Amedeo Guillet ha davvero vissuto più vite in una. Lo consiglio vivamente, inoltre non è per niente didascalico o apologetico, rischio molto alto nelle biografie. Inoltre il protagonista era un grandissimo amante dei cavalli, indi per cui una gran persona 🙂
    Gli altri due non li ho ancora letti, ma il primo mi pare molto interessante, gli inglesi sono davvero bravi a raccontare questo genere di storie, mi pare già di vederlo trasposto su pellicola… del secondo me ne han parlato in maniera discordante, trovo che l’idea sia molto accattivante, una sorta di western moderno ambientato nel “nulla” della campagna veneta mi attira. Le favole nere poi mi attirano. Ciao

    • anonimus Reply

      25 ottobre 2012 at 17:32

      Tonino, confermo il libro su Amedeo Guillet e’ molto bello, riporto una frase qui di seguito singolare e particolarmente significativa da Wikipedia:
      Nella risposta a un lettore dedicata all’avventurosa esistenza di Amedeo Guillet, il celebre giornalista Indro Montanelli scrisse: «Se, invece dell’Italia, Guillet avesse avuto alle spalle l’impero inglese, sarebbe diventato un secondo Lawrence. È invece soltanto un Generale, sia pure decorato di medaglia d’oro, che ora vive in Irlanda, perché lì può continuare ad allevare cavalli e (a quasi novant’anni) montarli. Quando cade e si rompe qualche altro osso (non ne ha più uno sano), mi telefona…»
      Condottieri cosi’ in un’Italia allo sbando purtroppo non ne abbiamo piu’, lui che una volta tornato in patria e dopo la laurea rifiuto’ qualsiasi trattamento di favore. meditate gente meditate….

  • Tale's Teller Reply

    23 ottobre 2012 at 10:07

    Escludo il primo a causa di una personale allergia per le storiedifamiglia ma gli altri due entrano di diritto nel “da leggersi”.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      23 ottobre 2012 at 14:32

      Qui storiadidelirio familiare, quindi sì, rientriamo nel gruppo allergeni 😉

      • Tale's Teller Reply

        23 ottobre 2012 at 20:33

        Meglio evitare allora, che sono di salute cagionevole di questi tempi. Ed a quanto pare sono sensibile ad ogni genere di “storiadiintrospezioneumana”. Tanto anche scartandolo mi trovo con una lista di “da leggere” abbastanza corposa da richiedere l’ausilio di un paio di vite extra almeno.

  • sandra Reply

    23 ottobre 2012 at 11:07

    Direi il primo, e be’ metà titolo è proprio nelle mie corde, no? Il secondo però racconta una realtà che conosco bene. Venerdi sono in ferie e vado in libreria, vediamo con quanti libri torno a casa. Thx e bacissss

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      23 ottobre 2012 at 14:33

      Orpo… quindi venerdì farai anche body building 😉
      Baci!

      • sandra Reply

        23 ottobre 2012 at 16:40

        Magari: ho tanto mal di schiena e badget ristretto. Vorrei invertire la tendenza.

  • Francesca Reply

    23 ottobre 2012 at 14:06

    Comprato subito “mirtilli a colazione”… dalla recensione, per certi versi, sembra di ritrovarsi in “fuga dal Natale”, un divertentissimo romanzo natalizio di John Grisham… vi saprò dire!!!

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      23 ottobre 2012 at 14:34

      Quello di Grisham non l’ho letto, son curiosa di sapere quando l’avrai finito. A presto!

      • sandra Reply

        23 ottobre 2012 at 16:38

        l’ho letto io, l’ho trovato molto american, divertente, una buona commedia.

  • Daniela Reply

    23 ottobre 2012 at 22:48

    Quello di Righetto lo devo leggere, è un compaesano 😉 Mirtilli a colazione è già un “programma” dal titolo e Amedeo m’intriga tantissimissimo. E poi quanto bello è che ora possiamo anche risentirti?

  • Giancarlo Reply

    6 novembre 2012 at 11:22

    Cosa dire? Io sono l’amico di Chiara che l’ha fatta “innamorare” dell’incredibile storia di Amedeo Guillet, un italiano di cui oggi si sentirebbe proprio bisogno. Purtroppo al giorno d’oggi in Italia abbiamo ahimè esempi di altri “Comandanti” che per codardia, negligenza, ignoranza, superficialità, piaggeria, ecc. non sono minimamenti paragonabili al nostro “Comandante Diavolo”.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      6 novembre 2012 at 19:59

      Gli amici, quelli speciali, servono anche a scoprire persone speciali. E c’è sempre bisogno, tanto, di entrambi 😉

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