Gone girl l'amore bugiardo

L’amore bugiardo Gone girl – Gillian Flynn

Il Tritatrame si dedica al romanzo da cui è stato tratto il film diretto da David Fincher, con protagonisti Ben Affleck e Rosamund Pike.

Vorrei vederlo al cinema ma la mia religione mi impone di partite dal libro. E mi trovo per le mani una commedia romantica con aspirazioni da thriller. L’anelito c’è ma, come si dice a Milano, vuria ma podi minga. Vorrei ma non posso perché, se sei un minimo avvezzo al genere, hai capito la faccenda nelle prime cinquanta cartelle.

Gone girl libroLa trama lavora il minimo sindacale, perciò la pagina la giri ma sprofondi in una palude di banalità: lo sguardo sul mondo dell’autrice non ha nulla di sorprendente e la scrittura si adegua in un trionfo di luoghi comuni, motti, detti, frasi fatte… Guai a usare parole proprie, insomma, quando si può risparmiare adoperando quelle già rodate da altri.  Sarebbe tutta una noia (glassata da qualche tema scottante – la tv/stampa è catrovattiva! Le persone son sciacalli inquisitori! – così da rendere il tutto più gustoso, alla vista però, perché la sostanza è esausta), se la caratterizzazione dei personaggi non riservasse qualche guizzo. Della serie: nulla è come sembra e guai a fidarvi della vostra prima impressione; cose che si sanno, ma repetita iuvant.

La fortuna del libro? Sta fuori dalle pagine, nelle chiacchiere che genera. Mi ricorda un test daL'amore bugiardo Gillian Flynn ombrellone: anche se le domande son poste maluccio e i risultati poco credibili, il tema è perfetto per confrontarsi. Per conoscersi. Per discutere di donne, uomini, amore, matrimoni, infelicità e follia e crudeltà… Per parlare di noi. E un libro che ci fa parlare di noi, vince facile.

Se cercate qualcosa nelle pagine, lasciate perdere e leggete per esempio Revolutionary Road o La storia di un matrimonio. Oppure andate al cinema: pare che fare buoni film dai libri mediocri sia più facile, perché è tutta una questione di copiare migliorando. E in questo caso di perfettibile c’è parecchio.

Gone girl – L’amore bugiardo, Gillian Flynn, traduzione di Francesco Graziosi e Isabella Zani, Rizzoli, p. 462, ebook

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0 Commenti

  • Hector Reply

    28 Gennaio 2015 at 10:28

    Grazie di questa recensione, ora posso evitarmi di comperare e leggere una tal schifezza. Mi ero riproposto di farlo per capire se uno come Fincher si fosse completamente rincoglionito oppure, semplicemente, avesse attinto ispirazione dal bidone dell’umido. Non del nero, proprio dell’umido che è l’unica cosa che può far un po’ confondere nel film, una pruderie da quattro centesimi che, comunque, è molto più di tutto il resto. Anche in pellicola la banalità dei dialoghi emerge dalle prime battute, la teorica strafiga la sgami dopo cinque minuti e, altrettento in fretta, capisci che non è realmente una specie di Eva Kant, ma al massimo una Beppa Joseph.
    Poi ci sono alcune scene che sembrano la parodia di Scarie Movie e, soprattutto, una illogicità nella sceneggiatura che verrebbe dichiarata fallo grave anche in un incontro di Match d’improvvisazione Teatrale, così becera che in un oratorio tirerebbero pomodori al prete.
    Spiegherei nei dettagli, ma non vorrei togliere il gusto del conato a chi desidera, per privato masochismo, affrontare la pellicola.

  • simopaperina Reply

    28 Gennaio 2015 at 10:33

    io ho visto il film e funzionava benissimo, si vede che il libro è un’ottima base per la sceneggiatura. Almeno mi evito di comprarlo 🙂 mi butterò su Revolutionary Road

    • hectorfarasi Reply

      28 Gennaio 2015 at 10:46

      Niente da obiettare sul mezzo litro di sangue sparso, lavato, rilevato dal luminol e poi bellamente dimenticato quando lei dice:”Il vecchio amante mi ha dato un pugno e mi ha rapita.”? Ma dai! Non funziona per nulla.

      • elena cattaneo Reply

        28 Gennaio 2015 at 14:41

        Hectorfarasi: sante parole!
        E’ il film che funziona MENO della storia del cinema!

        Lei che “videoregistra” le scene del rapimento, dopo essersi versata del vino sulle gambe per simulare un’emorragia – e di conseguenza non venire neanche inquisita per aver sgozzato il suo aguzzino?

        Poi, capisco che il suo vecchio amante sia Barney di How I met your mother (cioè, un respingente), ma una zia, un cugino.. qualcuno che si chieda che cacchio è successo, ci sarà.

  • sandraellery Reply

    28 Gennaio 2015 at 11:31

    Non funziona ma vende. Ecco, la classica equazione che manda fuori di testa chi tenta la strada della scrittura. Non ho visto il film, non leggerò il libro. Bacione

  • Aldo Costa Reply

    28 Gennaio 2015 at 12:01

    IL FILM
    Ho scritto “L’amore-bugiardo-non-ho-capito” su Google ma non è venuto fuori niente di utile. Allora ho scritto: “L’amore-bugiardo-spiega” ma neanche così. Che sia io l’unico con mille dubbi? Eppure sono stato molto attento, anche perché non è un film che ti permette di divagare. Si comincia subito con la scomparsa di una donna in una cittadina americana e si continua seguendo le vicende – separate – di lui e di lei. E fin lì sono rimasto al passo, dicendomi “bello bello, mi piace”. Il problema arriva alla fine, quando tutto dovrebbe chiarirsi. Mentre sceneggiatori e regista stappano lo champagne in vista dei titoli di coda, io vado in crisi perché tutto il meccanismo che fino a quel momento ha funzionato, collassa come le twin tower. Viene fuori che c’è un figlio in arrivo. Ma da dove? Ma come? Sul fronte indagini, poi, la polizia sparisce e i subentranti agenti dell’FBI sembrano addesttrati dall’ispettore Clouseau. In Italia, ma anche in America se non si trattasse di un film, non la farebbe franca nessuno. Ci sono prove che vedrebbe anche Bocelli. E poi, un ospedale, dico, un ospedale, dimette e manda a casa in piagiamino verde una persona con più di metà corpo imbrattato di sangue? Hanno finito il Johnson’s e l’assicurazione non passava il Mustela?
    Tuttavia, nemmeno un finale traballante basta per bocciare “Amore bugiardo”. Non prenderà l’oscar per la sceneggiatura, ma per qualche motivo, che comprenderà meglio chi è sposato, può piacere. Parla della vita di coppia e del matrimonio, dicendone cose buone e cose orribili. Tutte, le une e le altre, fotografie di quello che accade nella realtà. Insomma, ottimi maron glacé nel Tetrapack del Tavernello. Nel contenuto da salvare ci metto anche il cast: Ben Affleck, un po ispessito ma sempre un bel ragazzino, la gnoccosa Rosamud Pike e la stupenda Emily Ratajkowski (potrei morire) che fa vedere le sue stupende tette. E con questo metto il timbro “approved” e la parola fine.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      25 Febbraio 2015 at 15:02

      In effetti, a parte le tette di Emily Ratajkowski non c’è niente in ‘sto film. Affleck ha sempre avuto il fascino di un pesce sorpreso. Un pesce bistecca sorpreso con il mascellone e l’occhio pallato. Rosamund Pike è perfetta, invece, sembra psicopatica dal primo fotogramma.
      Ho insomma visto pure il film. Una boiata colossale con delle lacune nella trama tanto grandi che si avvisterebbero, nitide, pure da una stazione spaziale. Bocciato pure per lunghezza.

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