Tempo di Libri (forse)

La prima fiera del libro milanese è iniziata ieri, è quindi presto (meno male!) per tirare le somme ma non per regalarvi qualche prima impressione.  

È tempo di Libri in senso letterale. È iniziata infatti ieri la prima “fiera dell’editoria italiana” come recita solenne la locandina (e io che pesavo fosse solo la prima milanese). E se i dati sull’editoria italiana non sono galvanizzanti, meglio non tirare le somme sul numero dei lettori presenti sul suolo italico contando le presenze nella prima giornata.

Per carità era mercoledì, per carità si è mangiato tanto a Pasqua e molti saranno stati in palestra a smaltire... ma non si arrivava neppure ai desolanti quattro gatti. E visto che l’obiettivo sarebbe eguagliare Torino con i suoi 100mila visitatori qualche perplessità non è certo da gufi. “Questa è una fiera di incontri” ha tuonato Dario Franceschini in conferenza stampa con un tempismo alla Pippo.

Ma lo sapete, io sono ottimista e spero in grandi cose nei prossimi giorni. Sempre che i potenziali visitatori non decidano di festeggiare la giornata mondiale dell’editoria partendo per il ponte del 25 aprile. Liberazione in senso stretto… cioè dal peso dei libri?

Ma veniamo alla manifestazione. Sul fronte location e geometrie si tratta di due padiglioni, il 2 a il 4 che ospitano gli stand degli editori (e i cuochi che no, non mancano mai), un altro padiglione è dedicato agli operatori professionali (vi dirò nei prossimi giorni) cioè editor e agenti letterari. Molto lo spazio percepito perché si fanno le cose in grande? Perché senza folla tutto sembra più ampio? Perché gli editori sono pochini?

A guardarsi in giro spiccano i big (Gruppo Mondadori, Mauri Spagnol, Feltrinelli…) e pare di essere all’outlet del libro – senza i prezzi scontati – con le grandi firme editoriali in bella vista. Non che gli altri editori siano relegati (come succede spesso a Torino), ciascuno ha spazi e visibilità. Il problema è che a parte alcuni nomi noti, il resto è una distesa di piccoli e – perdonate l’ignoranza – sconosciuti editori (se volete dare un occhio all’elenco degli espositori, fatelo è qui).

Come dite? L’incubo “editoria a pagamento” aleggia sulla fiera? Non rovinatemi la giornata! Perché – santo protettore di chi trattiene gli epiteti, aiutami tu! – barattare i piccoli e medi editori con gli eap è davvero un bell’affare!

E veniamo alle presenze, si fa per dire. Poche le scolaresche, qualche intoppo negli eventi dedicati ai bambini (ma Geronimo Stilton c’era). Ospiti e relatori? Michela Murgia richiama le folle, Saviano ne attira meno del previsto. Pollice alto per alcuni incontri professionali, sto incamerando molti dati preziosi sull’editoria e i lettori che condividerò con voi nei prossimi giorni.

Tanti gli appuntamenti (sulla carta non dovevano essere presentazioni classiche ma apparivano piuttosto classiche con le altrettanto classiche sedie vuote) e vi mostrerei il programma ma il sito al momento è come dire, depresso…

Quindi per tirare le somme: la sensazione è che la partenza sia stata così così e l’accoglienza dei milanesi freddina. Come freddino è l’atteggiamento nei confronti dell’evento di molti del settore che – parole raccolte in queste ore – sono stati “infastiditi dalla prepotenza e dalla spocchia di Aie” non hanno capito la “presa di posizione contro Torino” non sentivano il bisogno di “una megalibreria a fuori Milano che vende le stesse cose che si trovano nelle megalibrerie di Milano”.

Non manca chi, al contrario, è parecchio entusiasta e traduce questo stato d’animo nel modo migliore: sgobba per far vivere le buone storie, dare spazio a chi le ha scritte, aggiungere contenuti sensati. Facce sorridenti anche tra i lettori che possono fotografare tutto senza il rischio che un visitatore distratto impalli le foto.

Io mi preparo a prendere altri appunti e a curiosare tre le novità, digitali e non, e tra tutto quello che riguarda i giovani lettori. Però aspetto soprattutto le vostre impressioni. E se avete deciso di non andarci, mi raccontate il perché?

Aggiornamento delle 16.47
Ricevo un comunicato stampa dalla fiera: “Da oggi è disponibile il biglietto pomeridiano: fino a domenica 23 aprile, l’ingresso in Fiera dopo le 16 costerà 5€. Un invito, per questa prima edizione, che racchiude lo spirito alla base di Tempo di Libri: consentire a ogni lettore, ai curiosi, al grande pubblico di tutte le età e le provenienze, di intraprendere un ricco viaggio attraverso le storie”. Insomma è già tempo di sconti.

7 Risposta

  1. Come impressione da lettore del sud. Se dovessi spostarmi, fra la nuova fiera di Milano e Torino sceglierei Torino per
    panorama completo degli editori, tradizione, fascino, richiamo. Fra l’altro un salone senza Sellerio, Minimum Fax, Marcos & Marcos e schiera di piccoli e medi di qualità, mi pare un po’ povero.
    Però speriamo che alla fin fine vada bene. In fondo un altro polo per i libri non sarebbe sbagliato. Io al massimo gestirei la cosa distribuendo Torino in primavera così com’è e Milano verso fine Novembre primi Dicembre. Così da avere due attrazioni importanti per i libri cronologicamente distinte ed entrambe appetibili.

    • Ciao Marco!
      Dici bene “scegliere” perché essendo così vicini i due eventi, non solo gli editori ma anche molti lettori dovranno scegliere.
      Per il resto anche io faccio il tifo per le occasioni da non perdere 😉 domani vi aggiorno.

  2. Abito a 4 fermate di metrò da Rho Fiera eppure non ci andrò. E mi chiedi perché.
    Dunque, volevo giusto dire anch’io come ha fatto Marco qui sopra, ciao Marco, che la data non va bene, compressa tra Pasqua e ponte del 25 aprile, non lontana dal Book Pride e Torino, dai ma perché? Sarebbe l’ideale a fine novembre, basta che non becchino il ponte di S. Ambrogio, veicolando il messaggio “regala un libro per Natale”.
    La sera in settimana potrei arrivarci comodamente per le 18.30, ma o ho altri impegni (ieri e oggi), o sono cotta. Il weekend è compresso. Tutte scuse? Forse, forse l’offerta di Tempo di libri non è sufficientemente appetibile da farmi spostare/annullare/rimandare altro.
    E questo tuo post non mi fa cambiare idea, magari se tu avessi scritto “Ho visto cose che voi umani…” ma così, rimango sui miei programmi precedenti e ovviamente aspetto il Luna Park torinese.

    • Eh, la data è un problema perché a novembre c’è già BookCity mentre a dicembre c’è a Roma Più Libri Più Liberi.
      Ottobre? Potrebbe fondersi con il temibile #ioleggoperché?
      Non lo so, ma da quello che vedo neppure nel weekend l’affluenza è degna di essere definita tale…

      • Temo sia un mezzo flop, a giudicare dalla gente che ho visto in metropolitana: la stessa quantità di un giorno non di fiera e solo due sacchetti col logo di Tempo di libri. Sia chiaro, non è che stia gongolando, odio le occasioni sprecate.

        • Anche a me dispiace che non abbia avuto (pare) una buona riuscita. Ci sono editori e ospiti seri, ed è a Milano, molto meglio raggiungibile che Torino. Poteva essere un successo, che è sempre buona cosa per i libri.Tuttavia io stesso, che avevo trovato l’idea stimolante, non ho avuto sufficiente stimolo per andare. E sì che da Bologna è un attimo (regionale veloce 25 euro a/r, in un paio d’ore si è lì). Peccato. Mi sento un po’ responsabile del flop (ogni singolo fa la società, come per il voto). Ma spesso si sceglie a sensazione, e la mia m’ha detto così…

          • Eh, Marcello, speriamo che il prossimo anno il programma arrivi prima. E che tra le proposte una faccia nascere la giusta sensazione… e via!
            Staremo a vedere. 😉

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