Nemiche per la pelle: altro che toy boy!

L’ultimo film diretto da Luca Lucini e prodotto da Donatella Botti è una commedia brillante che parla di donne, maternità, tradimenti e amicizia con una Gerini in forma smagliante.  

Gli uomini non fanno una gran figura in questa pellicola sceneggiata da Doriana Leondeff e Francesca Manieri (il soggetto è di Margherita Buy), a cominciare da Paolo, che poi è la causa di un parapiglia niente male. Innanzitutto è morto ma prima di trapassare era un tizio piuttosto ondivago. Tanto da essersi sposato prima una donna tutta bio e psiche – Lucia (Margherita Buy), una psicologa di cani e gatti – e poi aver scelto una super aggressiva business woman, Fabiola (Claudia Gerini), a capo di una agenzia immobiliare capitolina. Ma non gli bastava e nel mezzo si è invaghito pure di una traduttrice cinese.

E alla sua dipartita l’indeciso Paolo lascia una eredità ingombrante: un bambino, Paolo junior (ché papà aveva pure un ego niente male). E nelle sue volontà chiede che il poverino sia affidato alle cure dell’ex moglie e della vedova. Due che, inutile dirlo, si detestano, e neppure cordialmente, e non hanno alcuna traccia di senso materno.

La premessa narrativa e la storia del tradimento non sono solidissime, tocca pure chiudere un occhio sugli stereotipi e il primo tempo è più fiacco del secondo… ma il meglio lo regalano le due calamità al femminile.

La Buy è una ottima spalla anche se non riserva grandi sorprese: insieme con la Morante, in effetti, è riuscita nella titanica impresa di non dover interpretare i personaggi ma far sì che i personaggi assomigliassero a lei (all’idea che lo spettatore si è fatto di lei): isterica, ansiosa, indecisa, sentimentalmente in bilico… stavolta veste fibra ecologica, mangia gallette e ha un compagno giovane e squattrinato che vorrebbe fare l’artista (ed essere mantenuto).

La Gerini è invece esplosiva – in tutti i sensi! – e veste i panni di Fabiola con grande sicurezza regalandoci diverse scene gustose (e un repertorio trash sopraffino, roba da far impallidire Jessica Sessa di Viaggi di nozze). In effetti, le sceneggiatrici con lei sono state più generose regalandole maggiori contraddizioni e un passato che ne giustifica modi e durezze.

Anche se agli antipodi e guidate ciascuna dal proprio egoismo, le due – tra un cataclisma e l’altro –tentano di gestire la faccenda e prendersi cura del piccolo che, inutile dirlo, finirà per farsi volere un gran bene.

Insomma se avete due ore libere e non disdegnate la commedia, Nemiche per la pelle è una opzione da considerare. Si ride ma, alla fine, il succo è che gli uomini sono dei fedifraghi di successo o degli amorevoli mantenuti e gli ingredienti della felicità femminile sono: una buona amica e un figlio (non necessariamente il proprio e non in giovane età). Insomma, coraggio!

2 Risposta

  1. Questo film è una merda!

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