Libri a Colacione 9 aprile 2016

I consigli da leggere di Tutto Esaurito su Radio 105! Gli effetti indesiderati di Roberta Gentile, L’amore normale di Alessandra Sarchi e per finire E adesso? di A Yi.

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►VOLTAPAGINAGli effetti indesiderati, Roberta Gentile, Frassinelli
Gli effetti indesiderati, Roberta Gentile, Frassinelli, p. 171 (17 euro) ebook (9,99 euro)
“Insomma avevo fatto le cose in grande, mi ero beccato un morbo da vecchi in giovane età e lo avevo sommato con tutte le neurodegenerazioni possibili, o quasi”.

Il protagonista di questa storia ha solo trent’anni e finge di non vedere. Tutto comincia con un dito che non vuol saperne di star fermo. Gli altri – amici, parenti, colleghi di lavoro – pure. Finché un incidente lo costringe a fare i conti con il problema. La malattia.

Se credete che stare male sia il guaio, sappiate che anche la cura non è cosa da poco. Pastiglie – tredici per la precisione – per dormire, per svegliarsi, per regolare i livelli di dopamina… ed effetti collaterali. Discorsi strampalati, fantasie, visioni. Un esordio sorprendente che ci racconta l’epopea di un paziente e del suo mondo misterioso (a tratti comico e delirante). Per tutte le persone che si sono prese cura di qualcuno e hanno condiviso una vita “speciale”.

L’amore normale, Alessandra Sarchi, Einaudi► DA GUSTARE
L’amore normale, Alessandra Sarchi, Einaudi, p. 290 (19 euro) ebook (9,99 euro)
Sono sposati da anni Laura e Davide. Insegnante lei, medico lui. Due figlie. Che banalità il matrimonio e le sue noie. Che banalità il tradimento e le sue gioie…

L’innesco (che non vi svelerò) è uno scampato pericolo, uno di quegli “incidenti” che ha come effetto collaterale un eccesso di vitalità. Una vitalità contagiosa che intacca, diciamo così, persino Davide. Ed ecco che Laura incontra il suo ex e il marito, quasi per una simmetria emotiva, inciampa in Mia, bella giovane e spensierata bibliotecaria.

E così la vita si sdoppia. Quella di coppia, interpretata tra le mura domestiche e quella vera, vissuta con emozione e trasporto al di fuori. Ma si può pensare di tenere insieme un rapporto a due, trasformandolo in uno a quattro?

Tema universale – il tradimento – affrontato attraverso le voci dei diversi protagonisti di questo dramma sentimentale che dimostra quanto i sentimenti e i modelli di maschile e femminile siano al centro della narrativa, creino tensioni, quesiti e dicano molto del tempo in cui viviamo e di come cambiamo o resistiamo al cambiamento. “Non sarebbe meglio pensare all’amore come a un felice incidente che continua ad accadere?” Per tutti quelli che di incidenti ne hanno sperimentati diversi…

► BELLISSIMIE adesso, A Yi, traduzione di Silvia Pozzi, Metropoli d’Asia
E adesso?, A Yi, traduzione di Silvia Pozzi, Metropoli d’Asia, p. 122 (10 euro)
Avete presente quando, da bambini, si giocava a guardie e ladri? Quell’elettrizzante sensazione di essere braccati era l’unico buon motivo per stare dalla parte dei cattivi.

Il protagonista di questa storia, in effetti, ha una vita piatta. È sempre in cerca di stimoli ma nessuna delle attività alle quali si dedica sembra rispondere alla sua esigenza di emozione. Ci sono troppi vuoti da riempire… e la noia è un mostro che ti inghiotte facendoti diventare invisibile, inesistente. Si muore anche così, in effetti.

Allora tocca ingegnarsi e mettere in atto una difesa. Ed ecco l’idea. Farsi colpevole, diventare la preda di qualcuno. Diventare l’oggetto del desiderio (si fa per dire) della polizia. Ovvio che per farlo occorra una colpa. E il protagonista sceglie un omicidio. Un delitto detestabile (quindi più grave, perché se si sceglie di essere braccati lo si deve fare al meglio) detestabile perché del tutto insulso, causale. Un conto è uccidere un nemico, qualcuno che ci minaccia. Altro è scegliere una preda. Bella, intelligente e assolutamente innocente.

Se pensate che tutti abbiano un movente e che non averne uno sia, a suo modo, un movente: leggetelo!

#CITACIONE
“L’insoddisfazione segue l’ambizione come un’ombra” Henry H. Haskins.

 

2 Risposta

  1. Il primo dev’essere bellissimo. Non so però se avrò il coraggio di leggerlo.
    “E’ forse più consolatorio spegnere una luce alla volta in una stanza alla volta, piuttosto che staccare il contatore generale?”

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