Il commesso, Bernard Malamud

E per lo spazio dedicato alle recensioni dei libri scritte da voi lettori, largo ad © Aldo Costa, il nostro recensore atipico che, stavolta, rischia una denuncia…

Il nome in copertina è di Bernard Malamud ma non ci giurerei. Non conosco Malamud ma mi fido delle mie sensazioni e qui sono forti. I quadri che mi si presentano alla mente leggendo le pagine de Il commesso hanno una luce, una temperatura, una misura della solitudine che appartengono ad un altro artista. Ecco, non è un caso che parli di quadri perché…

La faccio breve, a costo di prendermi una denuncia. Secondo me questo libro lo ha scritto Hopper. Il pittore. Conoscete tutti? Altrimenti scrivere Edward Hopper su Google e guardatevi i suoi quadri. Poi leggete Il commesso.

Visto? Non sono due opere dello stesso artista? Non traspare in entrambi la disperazione Il commesso Bernard Malamud minimum faxper un presente a cui è impedito di diventare futuro? Personaggi del libro e del quadro sono stati derubati, scippati, rapinati della speranza. Sono immobilizzati dall’anestesia, prigionieri di tinte forti e di posture tristi.

Un racconto autentico, vivo, bello, che ha catturato la mia ammirazione in ogni pennellata. Per questo ringrazio Hopper e nel dubbio, anche Malamud.

Il commesso, Bernard Malamud traduzione di Giancarlo Buzzi, minimum fax, p. 327 (13,50) ebook (7,99 euro)

4 Risposta

  1. AC/DC: Aldo Costa Denunciato e Contento 😉 😀

  2. Costa è, in effetti, pronto a tutto 😉

  3. Condivido abbastanza la recensione. Per restare in tema a chi piacciono le storie di solitudine allora consiglio vivamente i romanzi di Carson McCullers, una scrittrice che ha descritto il potere del silenzio come pochi altri. Mi riferisco al potentissimo “Il cuore è un cacciatore solitario” e a “La ballata del caffè triste” che mi ha sempre fatto pensare a “Nighthawks” (Nottambuli) , il famoso quadro di Hopper che nel cuor mi sta.

Lascia un commento