Un non-presidente, un forse Salone, dei quasi amici sotto ai Portici di carta colorata

Mentre in quel di Milano archiviano le polemiche e lanciano Tempo di Libri, il Salone del libro di Torino più che in stallo pare in retromarcia e da Portici di Carta piovono (strane) idee.

Si dice che le persone si conoscano davvero quando sono sottopressione. È lì che salta fuori la vera natura. Chissà se si può fare lo stesso con le manifestazioni culturali…

Sta di fatto che, mentre a Milano si lanciava Tempo di Libri – la nuova fiera dell’editoria meneghina – in quel di Torino un topolino è entrato nella cabina di comando e, per una serie di sfortunate coincidenze, deve aver premuto il tasto: panic.

I segni di squilibrio e smarrimento, in tappe:

  1. Roberto Moisio, vicepresidente del CdA della Fondazione per il libro si è dimesso (problemini con la magistratura, turbativa d’asta, ma non divaghiamo).
  2. Il consiglio di amministrazione della Fondazione di pezzi ne ha persi parecchi negli ultimi mesi. A cominciare da Motta (a febbraio 2016). Gli altri del CdA erano tutti dimissionari (Giovanna Milella, dimissionaria dal 14 luglio 2016; Luciano Conterno, rappresentante Regione Piemonte dimissionario dal 14 luglio 2016; Piero Gastaldo, rappresentante Città di Torino dimissionario dal 14 luglio 2016; e pure Roberto Moisio). Ma per gestire la Fondazione si era creato un triunvirato provvisorio: Piero Gastaldo, Roberto Moisio e Luciano Conterno. Adesso abbiamo insomma un duo.
  3. Come nuovo presidente è stato scelto Massimo Bray che al momento non è ancora presidente – perché lo spiego qui, comunque trattasi di conflitto di interessi – tant’è che, in attesa che venga approvato il nuovo statuto, a far le veci di Bray è stato eletto Mario Montalcini (commercialista e promotore dell’Associazione degli Amici del Salone) che alcuni – cattivi! – indicano come esperto curatore fallimentare.
  4. Bray da non-presidente avrebbe comunque dovuto indicare il nome del Direttore del Salone i primi giorni di ottobre ma non lo ha ancora fatto. Perché? Perché quelli papabili, piuttosto che accettare questo incarico, si sono proposti come portavoce della Lorenzin. E infatti starebbe pensando a «un “direttorio” non torinese». Insomma forse Bray spera di incastrare qualcuno oltre i confini regionali.
  5. Gli amici del Salone – il gruppo di editori che ha deciso di appoggiare la kermesse torinese capitanato da Marco Zamparoli di Marcos y Marcos – si sta sfaldando? Feltrinelli e Laterza paiono fuori dai giochi.

Ecco il clima a Torino che, in questi giorni, ha ospitato Portici di Carta, manifestazione arrivata al suo decimo anno e stavolta dedicata a Umberto Eco, che nel weekend ha offerto ai torinesi una libreria molto speciale: due chilometri di bancarelle di libri (127 i librai coinvolti) sotto ai portici di Via Roma.

Che bello direte voi! Che bello dico io! Se non fosse per Rocco Pinto, l’ideatore della manifestazione, che ha sentito il dovere di sciupare tutto dicendo la sua e proponendo “Portici a colori”, una replica di questa libreria all’aperto da accorpare a Torino che Legge, l’evento che da due anni celebra in piazza San Carlo la giornata mondiale del libro il 23 aprile, «creando un evento unico che coinvolga librai, editori, biblioteche, scuole e istituzioni culturali».

Sì, esatto, proprio la giornata mondiale del libro: il 23 aprile. Perché Pinto ha pensato bene che, mentre a Milano ci sarà Tempo di Libri alla Fiera Milano Rho, a Torino si potrebbe fare questa cosa qui.

Voi, lettori o aspiranti tali, capite che tutto questo viene fatto per voi?! Per aiutarvi a sviluppare un potere da supereroi, perché l’ubiquità fa comodo sapete? E anche i librai, gli editori le biblioteche e le scuole ringraziano.

Fine della 125.255esima puntata di Libriful. Sigla.

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