Si tu lees, ellos leen

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Realizzato per la campagna “Mais Livros, Mais Livres”, lo spot è stato prodotto per la televisione brasiliana RBS TV.

Ne parlavo l’altro giorno, di educazione alla lettura, ed ecco che oggi ho scovato questo spot. Più chiaro di così!

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14 Commenti

  • Fantastico! Che poesia…

  • si delizioso davvero, il potere dell’emulazione, del dare il buon esempio. La lettura si coltiva fin da piccoli come tutte le buone abitudini!

  • Una bella responsabilità (non leggere per far leggere) ma dare il buon esempio… in pratica sarebbe meglio che mia figlia venisse educata da un cartonato a grandezza naturale 😉

  • Il video è molto bello, purtroppo devo dirvi che la mia esperienza non lo conferma. Io ho sempre letto, in casa ci sono tantissimi libri e di 3 figli nemmeno uno che ami leggere.

    • Mamma mia che peccato! Neppure un libro che li abbia emozionati? Cos’è, a scuola hanno affossato ogni voglia?

      • Una tristezza infinità, pensa che fin da piccoli (hanno più o meno l astessa età) ho passato le serate passate a leggergli favole, poi con la scuola il rifiuto assoluto! o forse sarà un modo per contestare la genitrice…che peccato, non sanno cosa si perdono!

  • Lorella, è interessante ciò che racconti, perché trasmettere il piacere/l’amore della lettura non è così ovvio ed è spesso incomprensibile il meccanismo. A me è andata bene (in tutto mi ritengo fortunata, non brava), figlia e nipoti grandi lettori o, al momento, grandi ascoltatori di storie, ma ho visto numerosi esempi come il tuo. E anche il contrario: appassionati e futuri grandi lettori nati in famiglie che possiedono 10 libri in tutto + l’enciclopedia. La spiegazione non dovrebbe stare nell’educazione, ma altrove. Fosse logico e razionale, il problema sarebbe risolto: ti insegno che leggere è bello e tu, di conseguenza, leggi. Magari…

  • … di conseguenza contesto in parte quella pubblicità, bella, certo ma… ingannevole.

  • Anche i miei figli erano grandi ascoltatori di storie, poi i gemelli hanno avuto alle elementari delle maestre esigentisisme e io ho dato loro la colpa, di stressarli e di aver innescato il rifiuto del libro. La più piccola tutta altra storia a scuola ma stesso rifiuto. Quindi per ora l’incriminata sono io 🙁 ciao Catherine

    • Be’ sarà anche una pubblicità ingannevole ma tra questa e la solita poveretta con le chiappe al vento che sponsorizza qualche nuovo servizio di telefonia, preferisco il book breakfast 😉
      Ciò che un genitore fa è senza dubbio educativo o diseducativo. Ma l’essere umano è un mondo – con gusti, interessi, idee, bisogni – inserito in un contesto (anzi in tanti contesti). Quindi a determinare chi e come sarà non basta certo il comportamento di un genitore… sarebbe un’equazione pericolosissima (pensate ai contesti disfunzionali).
      Credo però che una casa con dei buoni libri sia un posto più accogliente di una casa senza libri. Così come credo che un bambino cresciuto a pane e storie abbia goduto di un trattamento privilegiato.

      • completamente d’accordo !! 🙂

  • Gran cosa il buon esempio.
    Una pratica fin troppo sottovalutata.
    Se si tratta di cattivo esempio invece …

  • Certo, molto meglio questa delle chiappe al vento. Ho eliminato la tv da circa 15 anni e quindi le chiappe non le subisco più. Geniale il cornetto (si chiama così?) alla pagina. È toccante, lo faccio quando non ho la matita a portata di mano perché il libro me lo scarabocchio tutto. Ecco perché è difficile farseli prestare. Oppure tocca ricomprarlo nuovo prima di restituirlo. Un’altra cosa: vi è mai successo di essere considerati “strani” perché avete SEMPRE un libro nella borsa o sotto il braccio? A me sì, in ufficio. Mi chiedono: “Ma tu leggi sempre?”. Mi limito a rispondere che in effetti, sì. Senza aggiungere che, privata della lettura, potrei morire di noia. Come spiegare che mi sembrano tanto strani loro che non leggono MAI?

  • […] sempre a caccia di spot su libri e lettura. Su BookBlister ne ho raccolti alcuni (qui, qui e qui  trovate i miei preferiti) ma quelli ben fatti e accattivanti sono pochi. E spesso le pubblicità […]

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