Rosanna Rubino: interferenze.

La storia di un esordio. Ce la racconta Rosanna Rubino.

Immagina una mocciosa di undici anni con l’apparecchio ai denti.
Una secchioncella che odia le patatine fritte e mangia solo dei grandi piatti di lenticchie. Questa pischelletta pesa meno di quaranta chili, ma ha già le idee chiare sul suo futuro. Se tu le chiedessi cosa vuole fare da grande lei ti direbbe: “Scrivere”.
Infatti, scrive: lettere, storielle sconclusionate, poesiole. E le maestre approvano. Le maestre le danno voti buoni e leggono i suoi temi in classe, incoraggiandola a darci dentro con carta e penna.
Poi, questa secchioncella  dai capelli lunghi e due gambette così sottili che sembrano spaghetti diventa una teenager ombrosa e pure un po’ confusa, e semplicemente dimentica. Sì, è così. Dimentica che da grande vorrebbe  scrivere. Non è che proprio le passi di mente, è solo che non ci pensa più, presa da mille altri progetti. A volte succede, di perdere di vista ciò che conta.
Passa qualche anno.

La tipa lavora sodo. Finisce il liceo, frequenta l’università e diventa architetto, si trasferisce a Milano per completare gli studi, si specializza in marketing, lavora, viaggia, vive, legge.
Soprattutto legge, da sempre.
Legge tutto quello che le capita a tiro. Dai romanzetti rosa comprati negli autogrill lungo le autostrade a Marguerite Yourcenar, con predilezione per i libri di guardie e ladri, passando per i classici italiani e i postmoderni inglesi o americani.
E le succede una cosa strana. Quando legge una storia che ha il potere d’incantarla,   gli occhi brillano ma il cuore langue. Una sensazione di malinconia mista a rimpianto, come quando vedi la foto di un posto che ti piace da impazzire. Il posto è lì, ritratto nell’immagine che hai davanti, bello da mozzare il fiato, e tu sei qui, altrove. Se ci pensi qui non è poi così male, però non è lì, ed è lì che tu vorresti essere.
Insomma, in apparenza le cose filano lisce, ma a un certo punto l’ex mocciosa capisce che qualcosa non funziona come dovrebbe.
La verità è che ne ha le scatole piene delle voci.
No, non si tratta di ectoplasmi! La schizofrenia qui non c’entra niente. Le voci di cui parla lei sono visioni improvvise. Percezioni diffuse che le echeggiano in testa gran parte del  giorno, fino a diventare dialoghi immaginari, idee per racconti o sinossi di romanzi, persino incipit folgoranti.
Lei le chiama interferenze.
Per molto tempo fa finta di niente perché pensa di avere faccende più importanti da sbrigare, ma spesso le dicono che ha l’aria assente: è perché a volte deve per forza fermarsi ad ascoltare.
Ed è inutile tapparsi le orecchie, più cerca di non sentire e più le visioni rumoreggiano. Più legge, più le interferenze si moltiplicano. Alla fine non le resta altro da fare che mettersi a scrivere, perché se butta giù le parole che sente allora poi le voci la lasciano in pace.
A quel punto il quadro si mette a fuoco.
E questa ex teenager, dismesso da tempo l’apparecchio ai denti e nel frattempo diventata pure mamma, ricorda. Le torna la memoria. Ripensa a quando tutto ciò che desiderava era raccontare storie.
Non rimane che fare un piano, poi provare a seguirlo punto per punto.
Ecco il piano: (1) prendersi una lunga pausa dal lavoro; (2) iscriversi alla scuola di scrittura creativa di Raul Montanari, perché è vero che il talento c’è l’hai o non ce l’hai, ma un ottimo maestro può insegnare i trucchi del mestiere; (3) trovare un agente letterario; (4) scrivere un primo libro; (5) se il primo libro viene rifiutato dagli editor scriverne un secondo; (6) se anche il secondo non va in porto scriverne un terzo, e così via.
Le dicono: il mercato editoriale è in ginocchio. Le dicono: vivere di scrittura è difficile quanto diventare una celebrity di Hollywood. E’ vero, ma lei fa finta di non sentire, di non sapere, e pure di non vedere. E si mette a scrivere quattro ore al giorno, tutti i giorni, compreso Natale e Ferragosto. Insomma, segue il piano punto per punto, senza mollare mai il colpo.
Il primo romanzo che scrive non arriva alla pubblicazione. Come anche il secondo. Il terzo invece sì. Piace all’agente, incontra il favore di Fanucci Editore. Si chiama Ossitocina, ma approda in libreria col titolo Tony Tormenta ad aprile 2013, con buona pace delle maestre, delle voci e di chi le raccomandava di non metterci il pensiero.
Qualche giorno fa questa tizia si è messa a rovistare nello scatolone dove conserva i temi di quando andava alle elementari. Li ha riletti tutti, e si è messa a ridere di sana pianta, perché si è detta che certe cose non cambiano mai. Le cose che ci rendono felici, tipo raccontare storie o mangiare lenticchie.
E se uno di questi giorni la incontri, lì nel bar dove lei va sempre a scrivere, non le dire che vivere di libri è improbabile quanto vincere la lotteria di Capodanno, perché lei non vuole sapere, non vuole sentire, non vuole neanche vedere. Lei desidera soltanto raccontarti le sue storie.

Rosanna Rubino

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0 Commenti

  • sandraellery Reply

    11 Novembre 2013 at 19:23

    Che meraviglia questo esordio: adoro le bimbette che mangiavano sano, c’è sempre tempo per peggiorare col cibo e per migliorare con i romanzi. Ciao Rosanna, se mi dici in quale bar scrivi passo a salutarti : )

  • steve Reply

    12 Novembre 2013 at 16:38

    Ho letto questo libro, Rosanna non ti offendere, non si puo’ piacere a tutti, l’ho trovato molto stucchevole e a tratti mi ha fatto venire quasi la voglia di strappare qualche pagina , ma visto che me l’avevano prestato, ho desistito nel farlo, per fortuna che non era poi cosi’ lungo e volevo vedere fino a dove si andava a parare, ma nel complesso ritengo che, secondo i miei gusti personali, non meriti di una seconda lettura per eventuali approfondimenti.
    Posso pero’ suggerirti, contatta qualche rapper italiano secondo me copiando esattamente qualche pagina potrebbero scriverci una canzone

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      12 Novembre 2013 at 16:45

      Finché si scherza, Steve, va bene.
      Ma guai a toccarmi la rubrica sugli esordi degli autori, e guai a toccarmi gli autori.
      Primo severo avvertimento.
      Occhio.

  • steve Reply

    12 Novembre 2013 at 16:49

    Chiara perdonami, forse hai frainteso, non c’era niente di scherzoso sul mio giudizio ci mancherebbe non mi permetto di farlo, ho letto il libro e non mi e’ piaciuto, tutto qui ma ribadisco ognuno di noi ha i propri gusti e i propri generi,questo libro secondo i miei non mi e’ piaciuto, tutto qui.
    Il fatto del rapper, se ascolti le canzoni rap (che adoro), trattano argomenti molto simili a quelli trattati nel libro, questo era il mio termine di paragone non era un’offesa per nessuno

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      12 Novembre 2013 at 17:04

      Sì, in effetti pareva piuttosto scherzoso e pare anche molto generico come commento. E il “tono” è il tuo e no, non l’ho preso sul serio.
      Ma, come hai scritto, non si può piacere a tutti, né essere capiti da tutti…

  • steve Reply

    12 Novembre 2013 at 17:25

    Ho un modo strano di esprimermi lo riconosco,a volte posso sembrare irriverente e me ne scuso, non e’ mia intenzione offendere il lavoro di nessuno, tantomeno di un’autrice emergente, ma tutti noi nel nostro lavoro siamo soggetti a complimenti e a critiche forse mi sono espresso male, ma il mio giudizio iniziale conteneva entrambe le cose

    • Rosanna Reply

      14 Novembre 2013 at 15:59

      Ciao Steve, grazie per il tempo che hai dedicato alle mie pagine. Faccio tesoro di tutti i suggerimenti. Di rado dimentico. Sempre ci metto la faccia. Per questo mi fa un po’ strano parlare con qualcuno di cui conosco solo il nick.

  • Romano De Marco Reply

    17 Novembre 2013 at 17:21

    Penso che Rosanna, oltre ad essere una persona deliziosa, sia una scrittrice dal talento cristallino e dotata di una originalità visionaria. Proprio ciò di cui c’è bisogno, oggi, nel mondo della narrativa Italiana che ristagna in una continua ricerca di “chiavi” commerciali. Tony Tormenta è un romanzo fantastico che, se fosse stato scritto da un autore blasonato e fosse uscito negli stati uniti, avrebbe spopolato nella classifica dei best sellers. Dai Rosanna, sbrigati col prossimo che non vedo l’ora di leggere un’altra delle tue storie!!!

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