Qualche giorno fa, in un box domande su Instagram, è arrivata una domanda scomoda. Non ho fatto in tempo a rispondere: l’autore l’ha cancellata.
È un peccato. Era una di quelle domande che tradiscono “l’ira funesta dell’autore”, con un sottotesto di vita vissuta tempestata di guai: possono sembrare uno sfogo, ma sono preziose perché spesso intercettano un problema che merita attenzione. La riporto a memoria, perché vale la pena fermarsi a ragionarci: “Come faccio a capire chi fa davvero rappresentanza e chi è solo una agenzia editoriale travestita?”
È una domanda che tocca un punto fragile del sistema editoriale e, allo stesso tempo, perché riguarda direttamente anche il mio lavoro. Beretta Mazzotta è una agenzia editoriale e si occupa anche di rappresentanza. Non è quindi una questione che posso solo osservare dall’esterno: mi riguarda, e riguarda quello che faccio da oltre vent’anni.

