Il tartufo e la polvere

E per gli Scelti da voi, ecco la recensione di Tale’s Teller.
La trama è semplice: un tizio arriva a Milano, se la spassa con un paio di prostitute e un pitone e qualche ora più tardi viene trovato morto sulla scalinata del Duomo con un tartufo bianco incastrato in gola. Il protagonista, l’ispettore Arnaboldi, si occuperà delle indagini lasciando Milano e andando ad Alba, patria del celebre tartufo bianco (di Alba appunto), per trovarsi ad aver a che fare con una serie di personaggi quantomeno bizzarra dei quali scoprirà loschi retroscena.
Fino a questo punto potreste ancora crederlo un buon libro, in fondo gli elementi per sviluppare un buon intreccio ci sarebbero tutti.
Peccato che i personaggi siano tratteggiati in modo approssimativo, caratterizzati e distinti gli uni dagli altri solamente attraverso gli stereotipi in cui vanno a ricadere; privi di una vera originalità, si muovono meccanicamente, come marionette i cui fili si intravedono in modo troppo smaccato.
L’uso di uno stile narrativo molto semplificato e di un registro linguistico estremamente colloquiale, rendono il testo simile a quella che potrebbe essere la narrazione orale di un comico-wannabe che voglia intrattenere alcuni amici mentre bevono una birra all’osteria sotto casa. Il flusso narrativo ricorda molto alla lontana quello sperimentato nell’Ulisse, con la differenza che nel caso di Joyce si trattava di un esperimento innovativo ed era messo in atto da uno scrittore vero.
L’effetto di realismo nudo e crudo potenzialmente raggiungibile attraverso il genere di narrazione scelta scade in una farsa, quando i personaggi compiono azioni tanto assurde da essere motivabili unicamente in un contesto molto più romanzesco e fantastico. L’ispettore che si trova con l’auto bloccata da un altro mezzo parcheggiato in divieto ha la geniale idea di estrarre la pistola e di sparargli in modo da farne scattare l’allarme, un trafficante di tartufi falsi entra indisturbato nella cucina di un locale orientale, raggiunge la dispensa e impugna una katana per sfondare la porta di un frigo per rubarne il contenuto… and so on.
Cosa può esserci di peggio di avere dei personaggi inconsistenti che si muovono all’interno di un intreccio scadente? Dover affrontare una lettura tutt’altro che scorrevole per leggere di loro e comprendere cosa stia accadendo. A questo punto potreste obiettare, ricordandomi di aver accennato a uno stile narrativo semplificato, ma semplificato e semplice non hanno il medesimo significato.
Per non correre il rischio di aver prodotto un libro brutto come tanti altri, l’autore ha avuto la geniale idea di renderlo orrendo, per mezzo di una narrazione e impaginazione priva di ogni distinzione tra descrizioni e dialoghi, costringendo così il lettore a doversi sforzare per cercare di comprendere quale dei personaggi stia parlando, a chi si stia rivolgendo e cosa abbia detto.
Se sto leggendo un saggio, un testo impegnato, o la lista della spesa di Umberto Eco e sono costretto a rileggere un passaggio perché qualche cosa non mi è chiaro, è colpa mia e della mia incapacità di comprendere. Se sono costretto a rileggere a causa della punteggiatura inadeguata o dell’incapacità di dare una chiara distinzione dei soggetti, è colpa dell’autore.

Il tartufo e la polvere, Stefano Quaglia, Marcos Y Marcos, p. 173, (12 euro)

10 Commenti

  • Tale's Teller Reply

    5 ottobre 2012 at 14:23

    Che dice Signora Mazzotta, ora posso avere una piccola crisi di Topogigismo?

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      5 ottobre 2012 at 14:24

      Faccia, faccia pure 😉

      • Tale's Teller Reply

        5 ottobre 2012 at 14:28

        Ohhhh … ma cosa mi dici maiiiii *_*

        • Chiara Beretta Mazzotta Reply

          5 ottobre 2012 at 14:35

          Ahahahahahahahahahahahah occhio che se ti acchiappa mia figlia (SataNana, e ho detto tutto).

          • Tale's Teller

            5 ottobre 2012 at 14:45

            Ora come ora non farebbe nemmeno molta fatica ad acchiapparmi, dopo le ultime vicende “atletiche” sono rattrappito come un vecchierello quindi ben poco propenso alla fuga.

            Non appena avrò superato la crisi Topogigesca mi darò da fare con la prossima. Tu fammi sapere quando può andar bene e te la spedisco.

            Ora vado a chiudermi in biblioteca per produrre un po’. Buona giornata a te ed alla SataNana.

  • Tale's Teller Reply

    5 ottobre 2012 at 14:26

    Reblogged this on il dilettevole dilettarsi del dilettante and commented:
    Vi ricordate de “Il tartufo e la polvere”? Il primo dei libri del Paccozzo che ho letto e commentato? Ecco, ora il mio commento è arrivato ai fasti della gloria ed è comparso su un vero blog letterario. Sono commosso …

  • Ilaria Pedra (ora Sandra) Reply

    5 ottobre 2012 at 20:28

    Pensavo che Marcos Y Marcos fosse una garanzia. Peccato. Ma almeno non incremento la mia wish list libresca. Per cui grazie di cuore.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      5 ottobre 2012 at 22:15

      hahahahahahahaha siamo arrivati a questo punto! Racimolare recensioni negative 😉
      Un bacio alla lettrice (e non solo) forte!

      • Tale's Teller Reply

        6 ottobre 2012 at 22:07

        Questa è solo la prima. Ne ho una mezza dozzina in attesa …

    • Tale's Teller Reply

      6 ottobre 2012 at 22:05

      Questo è stato il mio primo libro della Marcos Y Marcos ed ho sviluppato il pensiero opposto al tuo. Qualche tempo fa ne ho anche discusso con Chiara nei commenti di un post in cui presentava un libro di quella casa editrice.
      E’ stata una delusione così bruciante che ci vorrà un bel pezzo prima che m’azzardi a comperare qualche cosa edito da loro. Sigh T_T

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