Libri a Colacione Summer Edition 15 luglio 2017

Per chi è in viaggio e per chi resta in città, tornano i Libri a Colacione in versione estiva di Tutto Esaurito su Radio 105: A Disabilandia si tromba di Marina Cuollo, Intima apparenza di Edith Pearlman, Incontri e agguati di Milo De Angelis e Aprile di là di Francesca Serragnoli.

Vuoi ascoltare la puntata? Ecco il podcast!

LIBRI SOTTO L’OMBRELLONE

A Disabilandia si tromba

di Marina Cuollo, Sperling & Kupfer, p. 169, ebook

A-disabilandia-si-tromba Marina Cuollo Sperling Kupfer

“Diversi” basta una parola e BOOM cambia tutto. Un problema di etichette… ma le etichette sono pratiche perché rendono il mondo un luogo meno minaccioso e più comprensibile. Poi, è inutile negarlo, siamo tutti vittima della “desiderabilità sociale” cioè? Vogliamo piacere. Vogliamo essere accolti. E questo succede se l’altro ci considera un suo simile. Perciò, siamo bassi? Brutti? Insignificanti? Noiosi? Possiamo, con un po’ di buona volontà, migliorare le nostre mancanze oppure compensarle.

Ma se ti manca un braccio, se sei su una sedia a rotelle? Allora sei “diverso” in pianta stabile. E non puoi migliorare, devi solo accettare che certe cose tu, non le puoi proprio fare (e se eviti di farle è meglio, così non imbarazzi nessuno). Tutto questo ce lo racconta una donna – “una microdonna, alta un metro e una mentina” – capace di farti sorridere una riga sì e l’altra di farti ridere proprio. Trentasei anni, napoletana doc, con poche certezze nella vita (una di queste? La mozzarella di bufala), laureata in Scienze biologiche e Dottore di ricerca in processi biologici e biomolecole.

Mio fratello è disabile.
Abbiamo girato mezzo mondo per provare a curarlo, senza mai riuscirci.
Ora ci siamo rassegnati (…). Mio fratello non mangia formaggi. E con “formaggi” non intendo indicare genericamente i prodotti ottenuti attraverso la lavorazione del latte, ma soprattutto la mozzarella.
Nemmeno quella di bufala.

Marina Cuollo ci spiega che la parola “disabilità” è una etichetta che si appiccica e intacca tutto. Così se tu hai una disabilità motoria, ti ritrovi disabile in toto: non puoi capire, divertirti, vivere… figuriamoci amare o fare sesso! Eccoli i cliché e gli stereotipi che sono comodi, perché ci fanno vivere senza sforzi – osservare, capire, conoscere, l’attenzione richiedono fatica – e ci fanno vivere con il pilota automatico. E poi oltre a capire chi sono davvero i disabili dovremmo pure capire chi sono i “normodotati”. Cioè esistono?

“Mia cognata, per esempio, ha una grave forma di statura nella norma che, unita a una gravissima idiozia di quello che ha montato la cucina, le impedisce di arrivare a prendere le tazzine del caffè, costringendola dunque a utilizzare specifici strumenti ausiliari come ‘la scaletta pieghevole’ o ‘mio fratello’.”

Farete la conoscenza di figure mitologiche come l’H&M, l’Homo misericordiosus (un incrocio tra un unicorno e Padre Pio); al lato opposto ecco l’Homo indifferens (grazie al quale i disabili riescono a diventare entità invisibili meglio di David Copperfield), il Quoque, il Tuttologo (cioè il diversamente medico)… Perciò, se volete seminare in velocità, bugie, limiti e pure “tutto il triste della vita”, montate in carrozzina con l’autrice!

IN QUOTA – AL FRESCO I LIBRI SI LEGGONO MEGLIO!

Intima apparenza

di Edith Pearlman, traduzione di Stella Sacchini, Bompiani, p. 286, ebook

Intima apparenza Edith Pearlman Bompiani

C’è Page che è la proprietaria del Tenderfoot “un salone da pedicure sulla Main vicino a Channing Street. Due sedie reclinabili – di solito una occupata – si affacciavano sulla strada attraverso una grande vetrata. Soli con Paige era come se i clienti si confessassero in pubblico, chiunque poteva vederli ma nessuno sentirli a parte lei. Paige sapeva ascoltare, di rado si lasciava sfuggire commenti e mai avrebbe infranto un segreto”. Solo che Page ascolta ma è sempre sola (è una vedova di guerra). Poi c’è Willa che nella casa in cui lavora trova tre ritratti molto strambi. Ed ancora “Fern era sulla cinquantina, aveva un’ampia fronte senza rughe, gli occhi grigio chiaro e la bocca espressiva” e poi un bambino speciale che ha occhi speciali e un professore che riceve un invito che lo lascia senza fiato. Rennie che lavora nel suo negozio di antiquariato e gestisce alla grande gli affari dei clienti invece i suoi…

Medici, negozianti, businessman, domestiche... sono tante le persone che incontrerete leggendo i venti racconti che compongono la raccolta di Edith Perlman e avrete la sensazione di camminare per le strade di questa cittadina del Massachusetts e di riuscire a leggere nel pensiero di chi vi troverete di fronte. Perché queste persone sono quasi tutte sociali e socievoli, sempre in contatto con altre persone, ma tutte nascondono intimamente dei segreti.

Avrete la sensazione di entrare nelle loro case, aprire i cassetti e gli armadi, rivoltare borse e leggere diari. Vedrete quello che loro non osano ammettere e si permettono di pensare solo di sfuggita. Vedrete e lo farete doppiamente. Perché osserverete queste persone dall’esterno e, allo stesso tempo, attraverso i loro occhi e il loro sguardo sul mondo.

E la cosa incredibile? Penserete di capire l’intera esistenza di un essere umano leggendo, quante?, sette-dieci pagine. Questo è il divino talento dell’autrice: una sintesi creativa e poetica che lascia senza fiato.

IN VIAGGIO – POESIE NEL BAGAGLIO A MANO

Incontri e agguati

di Milo De Angelis, Mondadori, p. 65, ebook

Incontri e agguati Milo de Angelis Mondadori

E questa volta chi consiglia la poesia da mettere in valigia? Mario De Santis poeta, giornalista e conduttore radiofonico che, nel 2015, ha pubblicato la raccolta poetica Sciami (Giuliano Ladolfi Editore): «Vorrei davi due consigli e, visto che dobbiamo mettere il libro in valigia, vi suggerisco di Milo de Angelis il suo ultimo libro Incontri e Agguati una poesia che vi sorprenderà per questa sensazione di continua meraviglia. Io faccio una metafora: come il grande Brasile che con quattro tocchi vi porta al gol, De Angelis con quattro passaggi vi porta a una verità vostra, interiore. Mettetelo in valigia perché è un libro breve ma, al ritorno delle vacanze, metterete sul tavolo tutte le poesie dell’autore che io considero il più grande poeta italiano.»

Aprile di là

di Francesca Serragnoli, pordenonelegge

 Aprile di là, Francesca Serragnoli, pordenonelegge

«Tra le voci più giovani voglio invece consigliarvi – e qui vi dico soltanto il titolo ma prendetelo a scatola chiusa perché è una grande poetessa – Francesca Serragnoli Aprile di là

SCELTI DA VOI – UN LIBRO PER VIAGGIARE CON LA FANTASIA

Viaggio di una parigina a Lhasa

di Alexandra David-Neel, traduzione di Emilia Gut, Voland, p. 240

Viaggio di una parigina a Lhasa di Alexandra David-Neel, Voland

Grazie a Vanna Molinari che ci consiglia un libro particolarmente avventuroso e sorprendente che «Racconta la prima donna europea ad entrare, nel 1920, nella città proibita di Lhasa, ma per riuscirci viaggia a piedi per 3 anni e da cantante d’opera diviene una contadina tibetana; un doppio viaggio, quindi, geografico e psicologico ma anche fisico per raggiungere una meta apparentemente impossibile. Ci sono anche alcune foto che testimoniano l’incredibile trasformazione di questa grande viaggiatrice».

Ti sei innamorato di un libro? Condividilo e raccontami perché è speciale e diventerà il prossimo Scelto da voi! Manda una mail a info@bookblister.com

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