Libri a Colacione 22 aprile 2017

L’animale notturno di Andrea Piva, Milk and honey di Rupi Kaur e Bellissimo di Massimo Cuomo. Ecco i consigli da leggere di Tutto Esaurito, su Radio 105, di questa settimana.

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►VOLTAPAGINA
L’animale notturno, Andrea Piva, Giunti, p. 266, ebook

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Se pensate che raggiungere il successo sia facile, non immaginate quanto sia difficile tenerselo il successo. Sapersi ripetere è una faccenda alquanto complicata ma anche sopravvivere non è una cosa da poco…

E Vittorio Ferragamo, giovane sceneggiatore talentuoso arrivato nella capitale dalla Calabria, conosce bene le montagne russe della fama. Perché ha talento ma pure l’incapacità di gestirlo con quel caratteraccio che si ritrova. E si fa presto a diventare un personaggio scomodo, uno da evitare, da tenere ai margini. E così Vittorio Ferragamo si ritrova come bloccato, congelato in una asfittica attesa.

Ma eccolo il colpo di coda, o la follia: decidere di diventare ricco, ricchissimo. Come? Tanto per cominciare investire fino all’ultimo euro in una casa. Un super appartamento nel centro di Roma che è il palcoscenico perfetto in cui allestire il proprio spettacolo. Perché se vuoi diventare ricco, devi fare il ricco. Comparse comprese: donne, alcol, droga. Più che ascesa sociale, il degrado.

E in questa epopea, in questo disperato tentativo di farla in barba alla vita, Vittorio ormai prossimo al tracollo inciampa in un uomo, un senatore appassionato di gioco d’azzardo. Vittorio ha bisogno di soldi, il senatore di poter giocare e di avere qualcuno che lo faccia al posto suo. Ed è così che nascerà uno strambo sodalizio tra uno che ha sempre usato le parole per muoversi nel mondo e dargli un senso, e uno che invece conosce i segreti della matematica e sembra poter addomesticare il caso e le probabilità. Vi piace essere stupiti? Allora leggetelo.

► DA GUSTARE
Milk and honey, Rupi Kaur, traduzione di Alessandro Storti, tre60, p. 206, ebook

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Per spiegarvi questo libro farei prima a sedermi e cominciare a leggervelo.

se avessi saputo
com’è fatta una cosa sicura
avrei passato
meno tempo a cadere tra
braccia che non lo erano

In effetti, se lo sfogliate, sulle prime potrebbe sembrarvi una raccolta di poesie. No, non lo è. Sì, ci sono anche dei racconti ma non è neppure una raccolta di short story. È una performance artistica che tiene insieme più linguaggi e sguardi e lo fa con due strumenti: le parole e le immagini perché l’autrice scrive e l’autrice disegna.

È una storia in quattro atti che parla di dolore, ferite, di perdite e assenze e, alla fine, di rinascita. I temi affrontati? Dal rapporto con la propria famiglia (il padre soprattutto), al ruolo della donna, passando per l’amore, l’eros vero e proprio, il rapporto con il corpo, con i corpi, il dolore nel senso di frattura, ciò che si prova quando qualcosa si spezza (un rapporto che si conclude, il bisogno di recidere un legame) e poi la risalita che porta al cambiamento, cambia la pelle, si rimargina, cambiamo noi quando affrontiamo un processo di guarigione.

Il pregio di questo libro è di portare sulla pagina ciò che proviamo, ciò che viviamo e nascondiamo dentro di noi e farlo con assoluta levità. È un dialogo riuscito tra parole e immagini. Ci sono passaggi da leggere e rileggere, affilati per quanto sanno entrarci dentro e descrivere certi nostri stati d’animo e momenti meno convincenti quasi “bambini” ma che creano un chiaroscuro affascinante. Un libro da sbirciare (soprattutto se non ne avete mai aperto uno) e da consumare a tocchi.

► BELLISSIMI
Bellissimo, Massimo Cuomo, edizioni e/o, p. 264, ebook

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Avevo lasciato l’autore con i suoi personaggi in una piccola osteria tra il Veneto e il Friuli e me lo ritrovo a Mérida, nientepopodimeno che il Messico. Forse perché qui le fiabe abitano e vivono meglio. E in questa storia, oltre a una sapiente dose di magia, i protagonisti sono due fratelli: Santiago e Miguel.

Dietro al vetro c’è la faccia di Miguel, zero giorni.
Davanti al vetro c’è la faccia di Santiago, cinque anni.
La sua espressione stupita si riflette sulla vetrata insieme al neo sulla sua guancia destra. Come il bottone di una camicetta. Come il punto di un punto di domanda. E la domanda che pensa Santiago, osservando il fratellino nella culla oltre il vetro, è una soltanto: «Perché è così bello?».

Eccolo il guaio. Miguel è bellissimo. Tanto da stregare un paese intero. Santiago no, non è bellissimo. E chi possiede sfacciatamente una dote grida a tutti gli altri che ne sono sprovvisti. Che sono in qualche modo manchevoli e difettosi. E se il difettato è tuo fratello, questa mancanza si fa voragine.

Perché la bellezza se la osservi la puoi ammirare, la poi addirittura idolatrare, ma se ci cammini di fianco, se ci vai a braccetto e ci cresci assieme con questa bellezza, diventi pietra di paragone. Il Meno di fianco al più. Sembrano proprio diversi Santiago e Miguel. In realtà questi due fratelli sono due perfetti incastri di talenti molto differenti.

E non è un caso che questo rapporto di odio e amore troverà un suo equilibrio quando ciascuno dei due saprà intraprendere il proprio cammino e trovare il proprio posto nel mondo. Per chi ama la scrittura cristallina e i piccoli grandi personaggi (soprattutto quelli piccoli, grandiosi!) e una (apparente) semplicità che a tradimento ti commuove.

#CITACIONE

Oggi nel 1909 nasceva Rita Levi-Montalcini: “La scelta di un giovane dipende dalla sua inclinazione, ma anche dalla fortuna di incontrare un grande maestro”.

Ti sei innamorato di un libro? Non essere cattivo, condividilo con me! E raccontami perché è speciale e se pensi che sia un Voltapagina, un Libro da Gustare o un Bellissimo.

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