La simmetria dei desideri – Eshkol Nevo
Autore: Eshkol Nevo
Traduzione di Ofra Bannet e Raffaella Scardi
Casa editrice: Beat
351 pagine
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La simmetria dei desideri – Eshkol Nevo

Ci sono date e avvenimenti che segnano una vita, un piccolo punto fermo a cui tornare con la memoria e da cui partire per fare progetti e immaginarsi il proprio futuro.

Per quattro amici il “giro di boa”, è rappresentato dalla finale dei Mondiali di calcio del 1998 che stanno guardano in televisione. Non hanno ancora trent’anni Yuval, Churchill, Ofir, Amichai, sono cresciuti assieme, hanno condiviso la scuola, l’esercito, gioie, inciampi, amori… e si domandano che cosa devono aspettarsi dal domani.

Ci sono persone delle quali ti fidi abbastanza da farci “testa o croce” al telefono.

Ed ecco che Amichai, quello di loro che ha sempre le idee (anche se ufficialmente in vero creativo è Ofir) ha una idea: perché non scrivere su dei bigliettini i loro desideri. Cioè ciascuno di loro dovrà scrivere dove sogna d trovarsi tra quattro anni dal punto di vista personale e professionale, da tutti i punti di vista. E poi aspettare il prossimo Mondiale e vedere che cosa sarà accaduto nelle loro vite.

Ci poniamo delle mete, ne diventiamo schiavi. Siamo talmente impegnati a realizzarle, che non ci rendiamo conto che nel frattempo sono cambiate.

E così fanno: ognuno sul proprio foglio bianco segna tre idee, tre frasi brevi. Si saranno realizzati i loro sogni? Restare con la donna della propria vita, pubblicare una raccolta di racconti, fare qualcosa che sia socialmente utile…

Sei arrivato un attimo prima della disperazione. E per fortuna che sei arrivato tu, fra tutti. Perché nessuno è capace più di te di ricordarmi che al mondo esiste il bene.

Libro da regalare ai vostri figli e da rubare ai vostri figli… un’ode all’amicizia che rende la vita degna d’essere vissuta. Uno di quei libri che ti dà l’idea di aver capito tutto e ti sorprende, facendoti vedere ciò che credi di conoscere da un punto di vista inatteso.

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2 Commenti

  • aldo Reply

    22 Marzo 2018 at 20:28

    Bello bello bello. E pensare che ci sono un sacco di persone che non lo hanno amato. Invece è proprio da amare.

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