Libri a Colazione 5 novembre 2022

 Libri a Colazione 5 novembre 2022

Scopri i Libri a Colazione della settimana: Fantasmi di famiglia di Maisy Card e Dickens e Prince: uno speciale tipo di genio di Nick Hornby.

Ascolta il podcast!   Libri a colazione lunga

FANTASMI DI FAMIGLIA
di Maisy Card, traduzione di Clara Nubile, Edizioni Tlon, 370 pagine

FANTASMI DI FAMIGLIA

Non si è fatto la barba, né si è pettinato. Neppure ha stirato i vestiti che indossa. Se ne sta lì, dietro la finestra, a scrutare la strada. Aspetta sua figlia, una delle sue figlie. Solo che questa non la vede da 35 anni… e non sa neppure che faccia abbia.

Adesso lui di anni ne ha 69, è vedovo, consumato dall’artrite e in sedia a rotelle (comprata dalla sua defunta moglie) si è deciso a raccontare la faccenda di Abel Paisley. Che sarebbe lui. O meglio era lui. Poi ha fatto una fine brusca… ma indolore, visto che la tua morte l’hai inscenata. O meglio hai colto al volo un’occasione: e morto un Abel si fa uno Stanford, Stan per gli amici. Così per vent’anni hai vissuto una seconda vita, nella vita di un altro, ti sei risposato, hai avuto dei figli e hai gestito un minimarket.

Certo che prendere l’identità di un morto non è una cosa da persona per bene ma tu, Abel, giamaicano, nero al servizio del tuo padrone bianco, sapevi bene di valere molto più da morto, schiacciato da un container caduto da una nave, che da vivo. Tua moglie Vera avrebbe potuto contare su due assicurazioni sulla vita e presto se ne sarebbe rifatta una.

Un fortuito scambio di persona – il razzismo una volta può giocare a tuo favore – perché per il capitano della nave i neri si assomigliano tutti e così Stanford è diventato Abel e tu sei diventato Stan. Nuova vita, nuovi vestiti ma stessa altezza, stesso colore di pelle marrone, stesso fisico allampanato. E mentire si è fatto più semplice.

Poi è arrivata Adele, il tuo secondo amore, uno più giusto perché lei non provava a cambiarti e anche l’America, dove ti sei trasferito. Perché il passato puoi fingere di dimenticarlo ma è sempre meglio mettere tra lui e te parecchia acqua nel mezzo.

Ed eccola qui, Irene. La figlia che ti crede morto e fa la badante e tira a campare in uno scantinato con due figli, da quando ha lasciato la Giamaica per Brooklyn a caccia di un sogno che, forse, non sa più neppure quale sia.

Ma poi c’è anche Estelle, l’altra figlia. E per finire Caren, tua nipote. E deve arrivare anche qualcun altro. Perché questa assemblea di famiglia è molto speciale, è un po’ un tribunale, un po’ una seduta… ma spiritica.

Perché qui c’è una famiglia – anzi due – ma, soprattutto, ci sono i fantasmi dei membri di queste famiglie. Ci sono tutte le vite che – chiamala trasmissione intergenerazionale del trauma – devono fare i conti con la scelta di Abel/Stan e persino con la schiavitù, anche se non l’hanno vissuta sulla loro pelle. Tutto il dolore che hanno patito, la povertà che hanno vissuto tanto in Giamaica quanto in America. Sia i figli che un padre lo hanno avuto, sia quelli che lo credevano morto.

Maisy Card – scrittrice e bibliotecaria nata in Giamaica e cresciuta nel Queens – costruisce una poderosa saga famigliare, un mix di storia e folclore, un intreccio di voci e di sguardi che affrontano il conflitto in tutte le sue forme: schiavitù, razzismo, misoginia… senza scordarsi di tutte le sfumature delle incomprensioni familiari e delle ferite che le persone che condividono il sangue sanno arrecarsi, colpendo dove più fa male, con precisione chirurgica.

Un lungo viaggio che idealmente potrebbe non finire mai perché ricostruire un albero genealogico come questo è una impresa impossibile. Ma forse è così per tutte le famiglie, le cui storie sono cangianti e incomplete come i ricordi.

DICKENS E PRINCE: UNO SPECIALE TIPO DI GENIO
di Nick Hornby, traduzione di Monica Corbetta, Guanda, 176 pagine, anche in ebook

Dickens e Prince uno speciale tipo di genio di Nick Hornby

Si dice che più si invecchia e più si finisce per assomigliare a se stessi. E agli altri? Ti è mai capitato di parlare con qualcuno e notare che la tua vita aveva delle similitudini inquietanti con la sua? Alle volte succede anche mettendo a confronto le vite di personaggi molto noti.

Prendiamo per esempio Abraham Lincoln e John Fitzgerald Kennedy. Entrambi vennero eletti al Congresso nel ’46 e divennero presidenti nel ’60. A entrambi spararono alla testa un venerdì, entrambi persero un figlio mentre erano alla Casa Bianca, a entrambi succedette un democratico del Sud di nome Johnson, entrambi furono assassinati da un uomo con tre nomi, ciascuno composto da quindici lettere…

Incredibile vero? E poi ci sono persone che paiono distanti anni luce ma “le somiglianze più profonde sono le più segrete” (Raymond Radiguet).

Prendi per esempio un certo Charles John Huffam Dickens, scrittore bianco del Diciannovesimo secolo, e Prince Rogers Nelson, musicista nero del Ventesimo e Ventunesimo secolo. Ecco: Prince e Dickens cosa c’è di più distante?

Sono vissuti in epoche diverse, hanno avuto vite diversissime. A parte un micro-dettaglio (sono morti uno a 58 anni e l’altro a 57 anni), non hanno niente in comune. O forse sì…

Prince per fare un album scartava centinaia di canzoni, prolifico è dire poco! E Dickens? Lo stesso. Uno che ha fatto un milione di cose (alcune pure deprecabili) e prodotto un corpus di opere impressionante, spesso poco accurate, però, poco revisionate a causa di questa smania produttiva.

Due speciali tipi di geni che non smisero mai di scrivere, suonare, registrare. Che non riuscirono ad arginare la loro creatività. Non riuscivano proprio a smettere di lavorare. Come se fossero privi del tasto “off”.

Come si sopravvive a un talento così? Si è danneggiati e come lo si gestisce nella vita personale oltre che in quella professionale?

Ce lo racconta Nick Hornby che prende due dei suoi mostri sacri preferiti e ci svela, intrecciandola, la loro storia. Gli alti e i bassi, gli scandali, gli attacchi che subirono.

Perché Hornby, come tutti gli artisti, è ossessionato dalla creatività e dal talento. Forse per riuscire a identificare quella specie di demonio che ti abita, quando produci arte, e che ti rende la vita tanto complicata ma senza il quale non saresti nessuno. O, perlomeno, temi sia così.

I Libri a Colazione sono un podcast di Chiara Beretta Mazzotta nato dopo dodici anni di Libri a Colacione su Radio 105. Se vuoi leggere/ascoltare le vecchie puntate, le trovi qui su BookBlister oppure le puoi ascoltare su Spotify, iTunes, Apple Podcast, Spreaker e Alexa. Alla prossima settimana e buoni libri!

Digiqole Ad

Related post