Reversal – La fuga è solo l’inizio, l’anteprima (di un flop)

Tina IvlevThriller horror diretto da Jose Manuel Cravioto, scritto da Keith Kjornes e Rock Shaink; con , Richard Tyson e Kristoffer Kjornes.

Jose Manuel CraviotoTitolo originale? Reversal, così è stato presentato al Sundance per diventare poi Bound to Vengeance. Da noi si è preferito il primo, puntando più sul ribaltamento dei ruoli – la vittima che diventa carnefice – che sulla vendetta. Uscirà al cinema l’8 di ottobre ma è bene che siate preparati per tempo così da evitarlo.

Reversal locandinaSi tratta di un thriller horror ed è il debutto in lingua inglese di un certo Jose Manuel Cravioto. Le novità finiscono qui, perché la storia poggia su un cliché tanto emozionante che il rischio è lussarsi la mandibola per lo sbadiglio: la donna, creatura dolce e delicata, se maltrattata e spinta oltre il limite, è capace di bestialità e violenza inusitate. Se state annuendo, dovete rivedere qualcosa della vostra vita privata. Da spettatori invece la faccenda deve preoccuparvi, perché non state guardando Kill Bill.

Tornando al nostro Cravioto, lui – insieme con gli sceneggiatori Keith Kjornes e Rock Shain – non solo ha creduto all’idea ma ha puntato alto, decidendo di condire la minestrina con un po’ di sano impegno: largo allora al tema dei maltrattamenti sulle donne con un tripudio di creature rapite, vendute, abusate…

Reversal film Bound to Vengeance, la protagonistaLa storia? Eve (Tina Ivlev) sequestrata e a lungo maltrattata (appunto), riesce a mettere al tappeto Phil (Richard Tyson un cognome perfetto direi…), il suo rapitore, e a scappare. L’ebrezza della fuga dura poco, però, perché la prigione sorge nel mezzo del nulla. Impossibile per la ragazza darsela a gambe o chiedere aiuto. L’unica chance? Rientrare in casa, cercare le chiavi del furgone del suo aguzzino e fuggire. Ma ecco che qui trova anche un pacco di polaroid: facce, nomi… ci sono altre donne nella sua stessa condizione, donne in pericolo.

Reversal vittima e carneficeSenza pensarci troppo e con la prontezza di una giovane marmotta, Eve realizza una specie di cappio/collare e imprigiona Phil, costringendolo a condurla dalle altre vittime per liberarle. Il punto, però, non è ciò che fa Eve – e vederla tenere al guinzaglio un bestione è già una bella sfida per lo spettatore – ma quello che non fa: non chiede aiuto, non chiama la polizia. Non fa insomma alcunché di sensato. Mai.

Reversal-2015-movie-colori e inquadratureMentre Cravioto si diverte con i colori e le inquadrature (altro sbadiglio), la pellicola combatte una battaglia all’ultimo sangue contro la credibilità: e, purtroppo per noi, vince. La verosimiglianza latita a tal punto che qualsiasi sorpresa o colpo di scena si smorza.

E poi ci sono i personaggi. Eve (che ha il solo pregio di ricordare Jennifer Lawrence) non ha alcuno spessore. Gli sceneggiatori per darle uno straccio di passato si limitano ad alcuni flashback – spezzoni dei filmini girati insieme con Ronnie (Kristoffer Kjornes), il suo ragazzo – che servono da elastico per alcune rivelazioni nel finale (altro sbadiglio).

Phil Richard Tyson ReversalPhil? È del tutto privo di motivazione. Cravioto tenta di compensare con ecchimosi, squarci sanguinolenti e zigomi gonfi ma il cattivo non inquieta (forse si perde smalto a farsi malmenare da una biondina per 90 minuti?) e a parte quel “non è una questione personale”, ribadito fino alla nausea, il perché delle sue azioni rimane un grande mistero.

Grande si fa per dire… nessuna domanda vi attanaglierà, tantomeno vi assillerà per essere decifrata la criptica (e furbetta) immagine nel finale. Però c’è un lato buono: il film dura poco e si dimentica in fretta.

6 Risposta

  1. Daniele

    La parte sul cosa non fa mi ha ricordato i classici dei thrilleroni americani, quei cliché che poi finiscono sulle “originalissime” parodie tipo Scary movie. ^ ^
    Spero di non trovarmi mai in situazioni del genere: scoprire di essere così idiota potrebbe essere peggio di mutilazione e morte 😛

  2. El cugino del P...

    Poi uno si chiede – tra una chilometrica coda e l’altra per secoli in fila ai padiglioni di Expo che ti dici cavolo ho pagato euro 35 per mettere alla prova l’immobilità dei miei polpacci – dove lo trova il tempo per leggere, la mitica e divina Chiara, se oltre a scrivere mirabilia su blog e social si guarda ore di film, intervista, risponde, riflette, replica, picca, gira video, li fa, li subisce, organizza incontri, tramiri, tramandi, va in radio, trasmette, ascolta e infine mi dorme mi mangia e va in bagno più o meno come tutti gli altri?
    Mistero…

    • Dormo pochissimo! 😉 (Segue piccolo diario della mia vita, commento noiosissimo, lo so, ma anche la noia ha la sua importanza)
      La sera prima di dormire imposto le mail per il giorno dopo. La mattina clicco solo invio. Poi leggo i manoscritti, faccio revisioni, editing. Poi faccio pausa e scrivo per il blog (mi rilasso così). Poi lavoricchio ancora un po’ e rileggo schede e simili. Pausa pranzo (volante, ché di pasto per me c’è la colazione da campioni e la cena del soldato affamato): momento film. Vado al cinema o me li vedo a casa. Poi si ricomincia e di solito scrivo schede e leggo per la rubrica in radio. E continuo a leggere fino a sera. Confesso che la tv la schifo abbastanza a eccezione delle serie e dei film e di X Factor che mi diverte assai. Di solito sul divano leggo. Sai che novità…

      • El cugino del P...

        L’ho sempre detto: per leggere non bisogna concedere tempo a nessuno. A nessuno. Poi però ti arriva una certa Avallone che, sparandone fuori uno (di figlio), ti fa sentire una merda, perché ora che è in dolce attesa, consiglia, in buona sostanza, di non perdere tempo con le parole scritte, perché “tanto non reggono il confronto con le cose”… forse “perché là la vita non c’è, c’è la letteratura”… e tu ti chiedi se hai perso tempo anche con il suo (di libro)… Sic.

  3. El cugino del P...

    #OndateDiOT…

    Tempo fa ho partecipato senza successo al concorso YpsilonTellers. Di sicuro (visto il livello dei partecipanti) non sarebbe cambiato nulla, ma mettersi davanti al foglio bianco tre giorni prima di spedire, certo non ha contribuito a scrivere qualcosa di passabile. La vincitrice assoluta, tra l’altro, in alcune librerie, ha il proprio libro in cima alle classifiche di vendita…
    Perché dico ciò, non lo so (boh!)… Forse perché da oggi non è più possibile partecipare a Mangi, Scrivi, Eataly, altro concorso andato avanti per mesi e sul quale avevo messo gli occhi. Ovviamente, anche in questo caso, mi sono messo all’opera a poche ore dalla scadenza; per fortuna però, almeno stavolta, ho avuto i riflessi pronti e ho desistito.
    Ma è così tanto difficile scrivere?
    E provarci?…

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