Le Non-Groupie e il futuro dei libri

Quattro chiacchiere con Elena Giorgi di I’m not a groupie a proposito di editoria, rogne e personaggi con cui andare a zonzo per il pianeta. 

Ho incontrato Elena Giorgi a una serata del Books Wide Shut (grandiosa idea!) e come scrive sul blog, ci siamo subito capite. LeElena Giorgi rompiscatole parlano un linguaggio universale...

Se avete voglia di incontrarla, oltre che in rete, è probabile che la troverete in una piccola e speciale libreria: Il mio libro di Cristina Di Canio, con la quale collabora organizzando eventi e presentando libri.

Elena mi ha rivolto cinque domande serie su alcune faccende editoriali, le condivido con voi. Ho cercato di replicare con altrettanta serietà ma le aspettative, si sa, sono nate per essere disattese.

Ciao Chiara, benvenuta tra le donne che amiamo!
Seguendo il tuo blog Bookblister è quasi impossibile non appassionarsi al tuo modo di affrontare, sezionare e analizzare il mondo dell’editoria. Non fai sconti a nessuno, hai uno sguardo disincantato e una rara lucidità nell’evidenziare i problemi che opprimono l’ambiente letterario italiano. Gli ultimi dati ci dicono che i lettori sono ancora in calo, secondo te chi è il peggior nemico dei libri in Italia? Il non-lettore, il lettore di Bruno Vespa, l’editore svogliato, gli uffici stampa incapaci o gli stessi scrittori?
Vedo che anche tu vuoi che mi faccia nuovi amici! Ciao, Elena, e grazie a te per l’ospitalità.
Più che lucida cerco di non raccontarmi bugie. Per la serie: il pubblico è ignorante e non legge; se legge Volo, è peggio e altre comode finte-verità. Per prima cosa se la smettessimo di trattare chi non legge e chi legge pop come un appestato, sembreremmo meno noiosi e bacchettoni. Secondo: chi legge – classici, letteratura, premi Pulitzer… – non è migliore di chi non lo fa. Conosco certi idioti che sono fortissimi e coltissimi lettori!

L’intervista continua qui.

8 Risposta

  1. L’intervista è davvero bella! Ma del resto sai conoscendoti si va sul sicuro. Felice quindi di aver conosciuto Elena e il suo blog, c’è proprio bisogno di blog novità anti lagna e altre gne gne cose di cui ahimè la rete è piena.

    • Sì, esatto. È proprio un blog anti gne gne.

    • Di solito io cerco di uccidere chi scrive blog gne gne, sono una non-groupie molto cattiva!
      Scherzi a parte (che poi, mica scherzo, eh), grazie Sandra, il tuo commento mi ha messo addosso una gran gioia.

      • Quindi per stavolta, nessun spargimento di sangue 😉

      • Mettere la gioia addosso agli altri, come fosse un caldo cappotto nelle giornate che noi milanesi conosciamo bene tipo oggi, sarà la mia missione 2016, scansare le gne gne cose quella di sempre. Grazie a te. (Be’ sì certo, poi ci sarebbe anche quel progetto di diventare una scrittrice molto ricca 😀 )

  2. Barbara

    E adesso io dove commento? di qua o di là? 😀
    Per par condicio, da tutte e due, via.

    “Secondo: chi legge – classici, letteratura, premi Pulitzer… – non è migliore di chi non lo fa.” Standing ovation.
    “…capiscono di aver scritto un libro per sé…” è in corso una diatriba su questa cosa. Un testo dovrebbe essere scritto prima per se stessi? oppure sempre per gli altri? se scrivi per te stesso, e ti diverti, il divertimento filtra e forse in quel momento scrivi anche per gli altri?
    “Facciamo un gioco: puoi uscire a cena con una scrittrice vivente, puoi partire per il giro del mondo con uno scrittore defunto e puoi editare – stravolgendolo un po’ – un grande classico del passato. ”
    Oh cavoli, adoro questo gioco!!
    Beh, Chiara ha scelto Jerome (sto leggendo 3 uomini in barca, ma per quanto sia comico, è terribilmente lento…persino le barche sono più veloci!) All’aperitivo con la Kinsella vengo volentieri anch’io!
    Però il viaggio lo farei con la Gabaldon (sembra un cognome veneto e invece è americana), perchè magari il viaggio me lo fa fare nel tempo. Però non è defunta. Allora facciamo che il viaggio lo faccio con Salgari (altro che meraviglie del duemila….guarda qua caro!), la cena con la Gabaldon….e l’editing stravolto? Romeo e Giulietta. Che scrivere un bestseller dove muoiono tutti è facile. E’ lasciarli vivi che è difficile!!

    • Sì il gioco mi piace tantissimo! Sarebbe da fare con tutti i lettori! E concordo sull’editing stravolto. Al vecchio Will piaceva vincere facile 😉

Lascia un commento