Epic fail, Decathlon!

Una campagna pubblicitaria fa lo sgambetto ai lettori, alla cultura, a chi tenta di insegnare ai ragazzi l’amore per parole e storie.

Desiderio. Tutto qui. Chi ha la casa piena di libri, chi si dimentica gli appuntamenti ma non di mettere il libro in borsa, chi spende parte dello stipendio in libreria o corre in biblioteca appena può lo sa: è tutta colpa del desiderio. Del bisogno di gioia. Vita. Dolore. Domande scomode. Paura…

Leggere è potenza. Non potere: potenza. La magia di miliardi di storie che potrebbero accadere e, in effetti, stanno succedendo in un posto preciso: dentro a un libro. Chi legge vive così. Tra qui e lì. A spasso nel tempo. Nei sessi, cervelli, cuori… in effetti leggere dà un gran senso di libertà, tanto che alle volte la vita vera, quella senza copertina, sta parecchio stretta.

Così, se un lettore inciampa in questa pubblicità della Decathlon, soffre. In superficie irrita la cialtroneria. Poi la malizia – è una schifezza che farà un polverone, il marchio gira, tutta pubblicità gratuita – ce li vedi i cervelloni social che si sfregano i polpastrelli. Poi arriva il dispiacere: magari sei un educatore, un libraio, un genitore, uno che “perde tempo” con i libri a cui garba che i ragazzi facciano altrettanto e pensi che questo sia un fallo stupido e pericoloso. Una roba da ominicchi, mica da sportivi.

Perché in Italia i giovani lettori sono tanti e sono preziosi (soprattutto in un Paese in cui sei persone su dieci non leggono, mai). Perché correre su un campo ti rende libero e felice quanto leggere un libro speciale. Perché avere per le mani un libro è una fortuna: i libri costano, in alcune parti del mondo sono introvabili, per alcuni bambini sono un miraggio, e studiare è un traguardo, imparare un lusso. Poi potremmo perdere tempo a distinguere tra i libri di scuola, che angustiano i giovani come tutte le imposizioni, e quelli che invece li tengono svegli la notte (con la torcia, sì, sotto le coperte).

La campagna ha un hashtag #LoFaccioPerché (a me ricorda #ioleggoperché e come direbbe Guido Meda “pelle d’oca sotto la felpetta”, solo che i miei sono brividi di terrore) ed è stata ideata e sviluppata dall’agenzia indipendente Meloria. Ovviamente sarà presente in tv e sui social e – udite udite! – per rendere il messaggio più forte e credibile sono stati coinvolti i dipendenti di Decathlon. Alessandro Modestino, amministratore delegato e fondatore di Meloria, dichiara che la campagna “incoraggia tutti i consumatori a riflettere e condividere le proprie passioni e motivazioni”.

Ottimo, signor Modestino (cognome interessante), la sua campagna mi incoraggia a farla riflettere sul fatto che i clic, quando si parla di valori come lo sport, uno se li deve conquistare come una medaglia: con onore. Così è troppo facile, sa?

Il resto, comunque, è già scritto. Un gran polverone, tweet, post, schiamazzi, commenti, Decathlon che si scusa (mani che si sfregano)… il problema vero? I bambini che, ahimé, presteranno attenzione a questa patetica vaccata pubblicitaria. Quelli che penseranno che lo sport è spensieratezza, i libri pesantezza. Che la cultura e la passione per il pallone sono faccende agli antipodi.

Decathlon risposta

Molti allenatori, giocatori, insegnanti, genitori storceranno il naso ma poi, si sa, le maglie da Decathlon costano poco e gli editori, le maglie, non le vendono. Peccato che da Decathlon non vendano i cervelli.

► AGGIORNAMENTO DELLE ORE 11.53
Grazie alle lamentele in rete, la campagna è stata cancellata. Ringrazio tutti quelli che hanno contribuito, esprimendo la propria opinione. Le scuse di Decathlon sono deludenti, mi consolo pensando che meno ragazzi vedranno quella porcheria di pubblicità.

Decathlon risposta cancellazione

 

10 Risposta

  1. A me una delle cose che perplime è il fatto che i libri siano visti come qualcosa di pesante, una seccatura. Non possono essere intrattenimento quanto lo sport che per definizione è leggero (Ah sì? Non ci vuole impegno, passione, testa anche nello sport per emergere?).

    • Esatto, Carlotta. Il pensiero che la passione per il pallone e la cultura debbano essere agli antipodi è disarmante. E poi è una bugia. E ai bambini non si devono dire le bugie.

  2. […] mente ha le sue strade e le sue ragioni. Oggi mi sono imbattuto in un articolo di Chiara Beretta Mazzotta che commenta una campagna pubblicitaria di Decathlon, una campagna che contrappone lo svago allo […]

  3. Decathlon ha fatto autogol (se proprio vogliamo restare in ambito sportivo).

  4. In effetti il messaggio è pessimo…ma ha raggiunto il suo scopo ossia ne parlano.
    “There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about ” di Oscar Wilde.

    • Un marchio che si rivolge a alle famiglie non lavora (sempre) su questa logica. Infatti dopo poche ore hanno fatto marcia indietro. Temo che puntassero sullo stereotipo: i bambini schifano i libri. Ma da noi – Paese in cui si legge poco – sono proprio i ragazzi a fare la differenza. Quindi più che una pubblicità era una bugia. Furbetta. Speriamo solo siano più attenti alla comunicazione (anche le scuse non sono state granché).
      Comunque sia grazie, Michele, per essere passato da queste parti 😉

  5. Ma wow proprio. Non sono una gran cliente Decathlon, perché non sono una sportiva, ma qualcosa per il tempo libero l’ho preso, non ci metterò più piede, io sono molto drastica sulla comunicazione, che oggi come oggi è davvero importante se non tutto, spesso una buona comunicazione salva anche prodotti scadenti. Non si può gettare un fascio di luce negativa sui libri, soprattutto nell’età evolutiva quando c’è chi, pure io nel mio piccolo, si fa il mazzo per veicolare un messaggio diverso. E poi che gara è sport vs. libri? Orrore!

  6. Personalmente, avrei optato per un messaggio finto-sociale, tipo “Perché qui in campo posso essere forte senza essere un bullo” o “Perché qui non devo fingere di essere diverso da ciò che sono”. Dico finto-sociale perché la priorità dell’azienda èprobabilmente quella di vendere e non di educare.
    Mi chiedo perché questi “creativi” non pensino mai a farsi notare con qualcosa di diverso dalla cacca tirata contro il ventilatore acceso… non per una questione di buonismo (brrr!) ma di utilità: se vuoi essere provocatorio, almeno mira contro chi se lo merita – e punti bonus se lo fai con poesia e umorismo!

  7. Epic Fail davvero. Un messaggio talmente sballato che mi ci sono voluti un po’ di secondi per capire.

  8. Me l’ero persa. Distratta da un terremoto, in un luogo dove Decathlon non l’ho visto, non ho visto nemmeno la pubblicità. Terribile. Con tutto il fiato che sprechiamo per far capire quanto la lettura è divertente, spassosa, rilassante, salutare…arrivano loro con questo cartello e puff!
    Che poi: chi fa sport, sui libri ci deve stare. A Scienze Motorie non ci sono solo palestre, ci sono anche libri. Dalle diete ottimali per l’organismo, allo studio della muscolatura, a quelli di pronto intervento in sala, alle tecniche di qualsiasi disciplina, i libri ci sono. Che non li vendano loro è un altro discorso (anzi, dovrebbero pensarci!)

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