Salone del Libro di Torino: cambio di Statuto e nuovi soci ma Bray tentenna

In questa puntata di Libriful ecco l’incontro tanto atteso tra i soci della Fondazione per il Libro ma gli esiti non sono quelli sperati e la manifestazione è sempre più a rischio.

I sostenitori del Salone del Libro di Torino seguono con ansia gli sviluppi di questa ormai pensosa vicenda, tutti gli altri sono sempre più certi che organizzare una manifestazione culturale in Italia sia un eccellente soggetto per una tragicommedia. Figuriamoci se le manifestazioni sono due…

Comunque sia, la Fondazione per il Libro – a cui spetta l’annoso compito di organizzare il Salone di Torino – si è riunita per mettere a punto il suo lo Statuto. All’incontro hanno partecipato, oltre a Massimo Bray, alla sindaca e al presidente della Regione, le assessore alla cultura, Francesca Leon e Antonella Parigi, Rossana Rummo per il Mibact, Arnaldo Colasanti per il Miur, Michele Coppola per Intesa Sanpaolo e il vicepresidente della Fondazione, Roberto Moisio. È stata quindi redatta una bozza di venti pagine che dovrà (dovrebbe, insomma, si spera) essere approvato all’inizio di settembre.

Cosa cambia? Fanno il loro ingresso tra i soci fondatori il ministero per i Beni culturali, il ministero per l’Istruzione e Intesa Sanpaolo; si introduce la categoria di soci sostenitori; Sparisce l’Alto Comitato di Coordinamento (finora i vertici della Regione Piemonte e del Comune di Torino si alternavano alla guida) dando così un respiro nazionale al board della kermesse; si rende permanente il Comitato d’indirizzo (sarà un organo consultivo costituito da 15 membri rappresentanti della filiera editoriale – editori, librai, bibliotecari… – nominati dai Soci e dal Cda).

E quindi? Nonostante si leggano dichiarazioni come «abbiamo completato la riscrittura dello Statuto in anticipo sulla tabella di marcia» siamo ancora in alto mare. Tanto per cominciare Massimo Bray, indicato come prossimo presidente, non ha ancora sciolto le riserve e il direttore editoriale (che Bray vorrebbe di peso, pena il suo rifiuto) è ancora un mistero (circolavano i nomi di Gramellini, che ha già detto no, e di Culicchia, che dice di non saperne nulla).

Nel frattempo alcuni intellettuali, non solo torinesi, hanno lanciato un appello in difesa della manifestazione, tra cui  Gian Giacomo Migone, il linguista Gian Luigi Beccaria, Luciano Canfora, Gustavo Zagrebelsky, Arnaldo Bagnasco, Franco Cardini, Gian Luigi Beccaria. Alla chiamata hanno risposto in centinaia (al momento sono oltre 250) e molti di loro, stando alle dichiarazioni, si sarebbero offerti di “fare volontariato” per il Salone. Che cosa significhi non è dato saperlo.

Il prossimo appuntamento è per il 15 settembre ma intanto il Salone chiede un incontro con i ministri Dario Franceschini e Stefania Giannini per ricevere «indicazioni programmatiche e operative per avviare al più presto questa nuova fase di promozione del libro e della lettura». Tante parole per dire: ci fate sapere se state con noi o con Milano?

Intanto nel capoluogo lombardo i lavori procedono e la manifestazione (continuiamo a chiamarla MiBook, ma nulla è ufficiale) dovrebbe avere luogo nella prima metà del mese di maggio. E se sarà così, appare sempre più chiaro che non basterà il volontariato degli intellettuali: il Salone del libro di Torino non arriverà mai alla sua trentesima edizione.

2 Risposta

  1. Cacchio, ma almeno la facessero – sta benedetta fiera del libro milanese – nella stessa settimana di EICMA!
    Così almeno faccio un viaggio solo… 😀

    • Ahhhh qui ci sono interessi personali! Pensa, io risparmierei albergo e treno. Ma quanto mi piace dirigere verso Torino!
      (Anche se qui il rischio è il doppio fiasco, così risparmio anche il biglietto del metro).

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