Pitch di un libro: che cos’è e come si affronta?

Pitch di un libro: che cos'è e come si affronta?

Si chiama pitch e si tratta di una presentazione veloce, alle volte velocissima di una idea; se scrivi potrebbe capitarti di dover affrontare il pitch di un libro, ecco come si fa e quali competenze richiede.


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Il pitch è il lancio, la presentazione di una idea, di un progetto. Una presentazione breve, alle volte brevissima: 60/90 secondi massimo. Lo si usa nel cinema, nel mondo start-up ma anche in editoria.

Non si tratta solo di ottenere attenzione ma di convincere chi vi ascolta della bontà del progetto e quindi essere finanziati, in questo caso pubblicati.

C’è però una differenza sostanziale tra il modo in cui presentiamo una idea e come questa idea viene accolta e percepita. Vogliamo essere convincenti? E non lo siamo affatto! Quindi ecco qualche trucco per presentare la vostra storia e sfruttare al meglio questa occasione.

Per fare un buon pitch bisogna scrivere bene

Per arrivare a parlare bene dovete iniziare con lo scrivere, bene. Prendete carta e penna. Lasciate perdere il pc. Riassumete i contenuti fondamentali della vostra trama. Individuate delle parole chiave che vi guidino lungo questo percorso. Pensate in modo geometrico: la dinamica deve essere cristallina e i conflitti evidenti. Se dovete presentare la vostra trama, dovrete dire tutto: quindi il vostro compito è creare attesa ma sciogliere i dubbi nella chiusa. Lasciate perdere gli aggettivi sensazionalistici! Non sono loro a dover convincere gli ascoltatori ma la vostra storia, le sensazioni devono passare da lì. Ragionate sull’originalità: lo sono i contenuti o il vostro sguardo sul mondo? E Stabilite il tono. Qual è il mood del vostro racconto? Cercate di restituirlo a parole.

Lunghezza di un pitch

Di quante battute dovrebbe essere un pitch? Diciamo 1000/1500. Dipende comunque dal tempo che avrete a disposizione. Per sapere quanto impiegate a ripetere il vostro testo, cronometratevi. Attenzione perché i primi 10 secondi sono fondamentali per catturare l’attenzione dell’ascoltatore (che si farà anche una opinione di voi, in questo brevissimo lasso di tempo). Quindi partite da una frase che riassuma la vostra storia. Cosa accadrebbe se per acciuffare un pericoloso serial killer, l’Fbi fosse costretta a chiedere aiuto a un pericoloso assassino nonché geniale criminologo? Questo potrebbe per esempio essere l’attacco del pitch de Il silenzio degli innocenti. E poi? “Riavvolgete il nastro” e partite con la vostra storia.

Come prepararsi a un pitch

Non date retta a ci vi dice: devi essere te stesso. Dovete essere concentrati, preparati e pronti ad affrontare un lavoro delicatissimo: prestare il vostro testo in poco tempo a persone che non conoscete o che conoscete poco. Occhio perché la tensione vampirizza la comunicazione: il contenuto che passa è “siete tesi” e questa tensione toglie attenzione ai contenuti che state veicolando. Per apparire padroni della situazione la regola è solo una: fate pratica. La pratica rilassa, aumenta la familiarità con il pitch, vi rende competenti.

Esercizi e regole per affrontare il pitch

Per prima cosa leggete e informatevi: ci sono libri e articoli molto interessanti sull’argomento. Esercitatevi da soli e davanti a degli ascoltatori, e munitevi sempre di cronometro per tenere sotto controllo i tempi.

  1. Registratevi: badate ai tempi, ascoltate il senso di ciò che dite, l’enfasi sulle parole, le pause. Controllate il vostro modo di modulare la voce (se parlate monocorde, sarete noiosi indipendentemente dal contenuto). Il volume: alzare la voce per dare enfasi, abbassarla per catturare attenzione (ma se parlate troppo piano non vi si sente!).
  2. Parlate allo specchio: ripetete l’operazione davanti allo specchio e controllate i vostri muscoli, i movimenti delle labbra e della bocca. Che cosa succede alla vostra faccia quando emettere i suoni e pronunciate le parole? Questo esercizio è utilissimo per l’articolazione delle parole, perché se i muscoli facciali sono tesi non si capisce quello che dite. Perciò vi rilassate guardandovi! Così scandirete meglio.
  3. Videoregistratevi: vi registrate e badate ai vostri gesti, alla mimica e alla prossemica. I gesti danno enfasi alla vostra comunicazione (ma non esagerate, diventate teatrali e artefatti), le mani parlano e danno ragione alle vostre idee. Se siete in piedi, evitate le mani in tasca (sembrate poco professionali e poco coinvolti) e di ciondolare nervosamente.
  4. Fatevi ascoltare: abusate di un numero considerevole di cavie. Madri, padri, zii, fratelli, amici e fidanzate… si capisce ciò che dite? Siete incisivi? Si sono annoiati? Prendete appunti e correggete se necessario il tiro.
  5. Prima del pitch: non a stomaco vuoto ma non mangiate poco prima (la digestione non è il momento migliore per una prestazione), evitate tè e caffè (siete già tesi) e i latticini (impastano la bocca). Prima di parlare bevete (ma non bibite gassate, per ovvie ragioni) perché l’assenza di saliva e la bocca impastata inficiano l’articolazione e rendono sgradevole la comunicazione.

Conoscere l’ascoltatore

Chi sono le persone che vi ascolteranno? Se conoscete i loro nomi, fate di tutto per saperne il più possibile. Che faccia anno, cosa fanno, video, testi, interviste… perché aumenterete la familiarità. È molto diverso parlare a uno sconosciuto o no. Ragionate sull’ultima parola: quale sarà la parola che lascerete risuonare nella testa di chi vi ascolta? Non è un dettaglio da poco.

Chiudere un pitch in bellezza

Il pitch termina con una sessione di domande. Anzi, auguratevi le domande. Se non ve le fanno, non gli importa. Il guaio? Si cerca di far colpo. Di minimizzare i difetti… Io mio consiglio è concentrarvi su ciò che non è la vostra storia, i lettori per cui non è indicata: perché se sapete a chi non state comunicando dimostrare di avere una idea chiara delle persone a cui comunicate. E soprattutto comunica che non siete tanto folli da pensare di voler piacere a tutti.

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