Libri a Colacione 2 aprile 2022

 Libri a Colacione 2 aprile 2022

Tornano i Libri a Colacione, la rubrica di Tutto Esaurito su Radio 105! Questa settimana: Scene da una battaglia sotterranea di Rodolfo Fogwill e Tengo tutto di Randy O. Frost e Gail Steketee.

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SCENE DA UNA BATTAGLIA SOTTERANEA
di Rodolfo Fogwill, traduzione di Ilide Carmignani, Edizioni Sur, 183 pagine, anche in ebook

SCENE DA UNA BATTAGLIA SOTTERANEA

Siamo nel 1982 durante il conflitto nelle Falkland (o Isole Malvine). Mentre la neve (non bianca né tantomeno leggera, ma gialla che corre orizzontalmente nel vento) cade a terra, nel fango, diventando marrone, il protagonista ci porta con un gruppo di soldati argentini.

Sono stati inviati a combattere dalla dittatura militare capeggiata dal tenente generale Leopoldo Fortunato Galtieri. Non parliamo quindi di eroi, né di uomini che combattono convinti di farlo. Sono dei disertori che fuggono da una guerra ingiusta alla quale sono stati costretti a partecipare. Per loro la guerra è qualcosa di barbaro e incomprensibile. Qualcosa di assurdo.

Sono gli “armadilli”, questo il loro soprannome, e vivono nascosti in una grotta attendendo che la guerra finisca, perché la sola idea di sconfiggere gli inglesi pare assurda. Sopravvivono alla fame, nel freddo del sottosuolo, e qui i ranghi restano tali e si fa di tutto per proteggere il proprio covo così da evitare che altri possano scoprirlo, mandando a rotoli il piano. Perché l’esercito argentino li considera ufficialmente morti.

No, non sono dei vigliacchi. È che non sono soldati. Sono persone, normali cittadini che si sono trovati a imbracciare un fucile e come unico obiettivo hanno quello di portare a casa la pelle. E allora vale tutto. Anche fraternizzare con il nemico, scambiare con lui informazioni in cambio di zucchero, cibo in scatola e sigarette.

E il mondo si divide in due: c’è quello dentro la grotta, dove si cerca di far passare il tempo e non pensare ai guai, alla fame e alla mancanza di medicine; e quello fuori, dove infuria la guerra, dove ci sono i nemici, sia gli inglesi, sia gli stessi argentini. E i “freddi”, cioè i feriti e i “gelati” cioè i morti.

Rodolfo Fogwill in questo suo primo romanzo ci ha lasciato una testimonianza cruda, irriverente e persino scanzonata dell’insensatezza della guerra che nasce dal bisogno di contrastare il “veleno mediatico” della propaganda politica. E sentirete tutto: l’odio, il panico e pure una risata.

TENGO TUTTO
di Randy O. Frost, Gail Steketee, traduzione di Francesco Sanavio, Erickson, pagine 208, anche in ebook

Tengo tutto

Negli anni Quaranta in America i fratelli Collyer, Langley e Homer, erano considerati un duo piuttosto eccentrico. Abitavano una palazzina di tre piani e non si facevano vedere in giro quasi mai. Avevano staccato il gas, non ricevevano più posta e se arrivava, non l’aprivano. Avevano rischiato di perdere la casa per le rate del mutuo non pagato.

Più volte, a causa delle ingiunzioni, qualcuno aveva cercato di fare irruzione nella loro casa, ma abbattuta la porta principale si era trovato davanti un invalicabile muro di giornali e riviste. Tanto fitto da non poter essere attraversato. Lo stesso era accaduto anche nella porta posteriore del seminterrato.

Un giorno la polizia fu allertata: “C’è un morto a villa Collyer”. Fecero un sopralluogo e riuscirono a entrare in casa solo da una finestra del secondo piano e quello che trovarono fu sconvolgente. La casa era letteralmente invasa di oggetti: libri, riviste, lattine, tubi, fornelli impilati fino al soffitto.

Stretti cunicoli permettevano di passare a stento, alcuni non conducevano da alcuna parte. Altri erano disseminati di trappole (rumorose o “frananti”) per dissuadere l’intruso. Una di queste gallerie condusse l’agente a Homer. Morto di fame da chissà quanto. E il fratello? Non si trovava da alcuna parte, si dovette sgomberare l’immobile.

Gli operai, alla fine del loro lavoro, avevano rimosso più di 170 tonnellate di oggetti dalla casa. Cianfrusaglie ma anche 14 pianoforti a coda e una Ford. E avevano trovato anche il corpo di Langley rimasto schiacciato da una frana.

I due fratelli erano affetti da disposofobia una variante meno conosciuta ma non meno diffusa del disturbo ossessivo compulsivo. Un disturbo che sembra marginale perché chi soffre lo fa in segreto. E così questa patologia resta sotterranea, si manifesta a porte chiuse e spesso si scopre solo quando le persone si ammalano o quando vengono a mancare.

Parliamo di persone colte, spesso molto intelligenti o addirittura eccezionali che non riescono a liberarsi dalle cose che accumulano.

Tutti noi ci leghiamo a ciò che possediamo. Molti di noi conservano oggetti che altre persone non conserverebbero per sentimentalismo. Oggetti che per gli altri sono inutili persino stupidi, per noi diventano tesori che rievocano importanti eventi personali. Pensiamo anche alla passione dei collezionisti o a chi procrastina e non si libera delle cianfrusaglie. Tutti condividiamo alcune delle tendenze disposofobiche e questo libro ci porta nella vita di chi è rimasto intrappolato dalle cose. Nel senso letterale.

I Libri a Colacione vanno in onda il sabato mattina dopo le 8.30 su Radio 105. Se volate leggere/ascoltare la puntata la trovate qui sul blog e potete recuperare, sempre, il podcast su Spotify, iTunes, Spreaker e Alexa. Alla prossima settimana e buoni libri a tutti!
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