Libri a Colazione 10 settembre 2022

 Libri a Colazione 10 settembre 2022

Scopri i Libri a Colazione della settimana: La più bella nuotata della mia vita di Anne Becker e Isole dell’abbandono di Cal Flyn.

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LA PIÙ BELLA NUOTATA DELLA MIA VITA
di Anne Becker, traduzione di Claudia Valentini, uovonero edizioni, 209 pagine

La più bella nuotata

Quando Jan nuota la testa si svuota e scompare tutto. Si immerge sott’acqua e si trova solo con il suo respiro, le piastrelle che corrono veloci, le corsie che conta mentalmente… non esiste più nulla tranne il bruciore alle gambe e alle braccia.

Ma neppure una nuotata può cambiare certe cose. Per esempio che stai per dormire l’ultima volta nella tua stanza né che quella in cui ti troverai poi ti farà vero orrore. I fili che pendono come tentacoli, il puzzo di vernice, i colori che prima sembravano una buona idea e oggi… schifo, fa tutto schifo!

Forse eccetto la gallina. E Flo. E le due cose, garantito, c’entrano. Lei, Flo, che è il diminutivo di Florentine è la vicina di casa – capelli rossi e piglio sicuro – e la gallina è la sua! Che poi, in realtà, le galline sono due.

Tornando a Jan, che ama nuotare lo hai capito e che non è contento di essersi trasferito pure. Gli sembra tutto estraneo anche se i vestiti, le sue cose, il suo letto, i suoi genitori, tutto è sempre lo stesso! Eppure…

Ma ricominciare che paura che fa. Soprattutto se hai un segreto, una cosa che ti rende diverso dagli altri e ti fa sentire in pericolo. Perché vorresti tanto essere come gli altri. Pure più bravo quando si tratta di nuotare! E vorresti anche che le persone ti volessero bene e ti trovassero all’altezza.

Ma per fortuna c’è Flo che passa il tempo a fare dei grafici spassosissimi – sono proprio nel libro eh – che sono una specie di geniale e ironica lente di ingrandimento sulla vita. E nonostante la cugina che la mette un po’ nei pasticci, pare cavarsela abbastanza bene, soprattutto con la matematica.

Il punto è: Jan potrà fidarsi abbastanza da essere ciò che è e Flo potrà fidarsi abbastanza per dire ciò che prova?

Come sempre uovonero ci propone una storia che ci regala uno sguardo privilegiato sul mondo dei ragazzi e ci ricorda quanto siamo testoni noi grandi che pensiamo che i guai dei più piccoli siano piccoli e che quelli dei più grandi non li tocchino perché sono solo nostri. Ma ti ricordi quando succedeva tutto in un giorno? Anzi in un’ora o, magari, durante una nuotata…

ISOLE DELL’ABBANDONO
di Cal Flyn, traduzione di Ilaria Oddenino, Edizioni di Atlantide, 343 pagine

Puoi ignorare la natura ma la natura non può ignorare te, deve fare i conti con la nostra presenza. Però, se gli equilibri cambiano, spesso accadono cose che parrebbero avere dell’incredibile.

Ti ricordi durante il primo lockdown quando le strade erano diventate degli uccelli, nei giardini giravano le volpi e in certe città si vedevano capre, cervi e altri animali selvatici? Noi ce ne stavamo chiusi e loro si sono fatti avanti.

E questo succede in molti luoghi che hanno in comune una cosa: sono stati abbandonati. Magari perché è scoppiata una bomba o il terreno è zeppo di mine, o c’è stato un incidente nucleare o una contaminazione (diossine, pesticidi…). Oppure, sono solo posti recintati, un tempo al loro interno attivi e operosi che, oggi, non servono più a nessuno. E sono stati dimenticati.

È mai possibile che la Terra abbia luoghi inutilizzati? Certo che sì. Tanto per cominciare è l’industria agricola a disinteressarsi di molti posti, perché non le servono più. Le culture intensive si concentrano su minor appezzamenti per produrre di più. Il risultato? Quella che viene definita vegetazione secondaria e che oggi – in Europa, in America del Nord e in Asia – occupa i terreni agricoli dimessi. Parliamo di 2,9 miliardi di ettari.

C’entrano anche le persone che abbandonano le case, i terreni. Pensa ai paesi che sono stati dimenticati quando la fabbrica – quella che aveva portato lì le persone – ha chiuso. Quelli in cui non c’è lavoro e quindi non c’è vita. Succede anche in Giappone dove si prevede una poderosa diminuzione demografica ma, già oggi, una proprietà su otto è in stato d’abbandono, le chiamano akiya e sono le “case fantasma”.

E così, mentre noi retrocediamo, la natura si fa visibile. È il rewilding, cioè la rinaturalizzazione. Che non vuol dire che non dobbiamo preoccuparci perché la natura fa il suo corso nonostante tutti i nostri errori ma che, nonostante il disastro di un mondo che svanisce, se prestiamo attenzione possiamo scoprire il sorgere di un nuovo habitat.

In questo libro scoprirai dodici luoghi incredibili – da Cipro alla Tanzania passando per Chernobyl – luoghi che sono una sorta di fotografia di dodici modi in cui la natura ha conquistato ciò che noi abbiamo abbandonato. Isole, radure, lembi di mondo che beneficiano enormemente per la nostra assenza e che, a ritmo variabile – in certi casi sorprendente – si trasformano in riserve naturali.

Un viaggio che per l’autrice, Cal Flyn, è durato ben due anni che ti darà la sensazione di viaggiare dal passato al futuro che ci aspetta. Un viaggio pieno di spunti, di notizie, di studio e di poesia.

I Libri a Colazione sono un podcast di Chiara Beretta Mazzotta nato dopo dodici anni di Libri a Colacione su Radio 105. Se vuoi leggere/ascoltare le vecchie puntate, le trovi qui su BookBlister oppure le puoi ascoltare su Spotify, iTunes, Apple Podcast, Spreaker e Alexa. Alla prossima settimana e buoni libri!

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