Libri a Colazione 12 novembre 2022

 Libri a Colazione 12 novembre 2022

Scopri i Libri a Colazione della settimana: Mor. Storia Per Le Mie Madri di Sara Garagnani e Non chiamatelo revenge porn di Francesca Florio.

Ascolta il podcast!  Libri a colazione lunga

MOR. STORIA PER LE MIE MADRI
di Sara Garagnani, Add Editore, 370 pagine

Mor Sara Garagnani

Qui, certi inverni, il cielo pare slabbrarsi e piovono parole bianche. Fa freddo in Svezia ma Annette e Christer il freddo ce l’hanno dentro casa. Thure, il papà, è assente sempre al lavoro, sempre preso da altro, è assente anche quando c’è e vede solo ciò che può che, ahimè, è davvero poco. Quello che resta per questi due gemelli sono gli abbracci ruvidi e le parole aguzze di Inger, la loro mamma.

Quanto può essere arrabbiata una madre? Per ciò che la sua di madre non le ha dato o non ha fatto, per quello che non riesce ad avere da un marito distratto, per la felicità che pare sempre dietro un altro angolo.

E così Annette e Christer crescono e si nutrono di aggressività, vendetta, gesti crudeli. Si ritrovano messi l’uno contro l’altro per dividersi un briciolo d’affetto. Cambiano vita, casa, scuola una infinità di volte sempre dietro ai capricci di una donna che non trova pace. Che non trova un posto in cui scappare ché da se stessi scappare è dura.

Ma questa non è la storia solo di Annette. È la storia di Sara, sua figlia, che cerca di ricucire gli strappi del proprio passato. Cerca di capire come possa esserci tanta infelicità nelle donne della sua famiglia. Ma come puoi mettere assieme i pezzi quando pare mancare sempre qualcosa… e ciò che resta sono strati su strati di silenzi.

Un pieno di odio e un vuoto d’amore. Mariti tutti assenti, tutti ciechi davanti al dolore dei propri figli; fratelli e sorelle incapaci di parlarsi, incapaci di guardarsi perché l’immagine dell’altro è uno specchio che riflette il dolore che si è vissuto. In questa storia tutti soffrono da soli e l’altro pare sempre un pericolo da cui guardarsi.

Siamo tutti figli ma per alcuni questa più che una constatazione è una condanna. Perché ciò che subisci se non lo elabori ti divora o ti soggioga tanto che finisci per infliggerlo.

E sarà il caso ma di trasmissione intergenerazionale del trauma ho parlato anche nella puntata precedente. Forse perché i traumi irrisolti sono una eredità che, ahimè, riguarda me, te, tutti: i cerchi che rimangono aperti, i viaggi che non hanno trovato la loro conclusione non sono biglietti di sola andata di cui ci si può dimenticare. Prima o poi il viaggio tocca a noi. E bisogna avere la forza di guardare, di diventare testimoni per rimettere le cose al proprio posto.

Sara Garagnani costruisce una incredibile graphic novel facendo vibrare attraverso i suoi disegni tutta la vita, le disavventure e le fatiche affrontate dalle persone della sua famiglia. Riuscendo a farsi testimone di un complesso intreccio di storie di dolore. Dimostrando così che una elaborazione è possibile, che esiste il potere di scegliere come usare il proprio potere.

Ma non si ferma qui, perché ogni parola, ogni pezzo del puzzle serve ad affrontare un tema ben più grande: la violenza sui minori.

NON CHIAMATELO REVENGE PORN
di Francesca Florio, Mondadori, 192 pagine, anche in ebook

NON CHIAMATELO REVENGE PORN Francesca Florio

A me, a molti temo, capita di pensarci dopo. Quando ho preso delle decisioni, agito, fatto delle scelte e posso vederne i frutti e lì capisco quanti errori, quanti nodi da sciogliere mi sono regalata.

Ma quante volte, quante, una nostra piccola azione, per quanto inconsapevole, impatta sulla vita degli altri? Una risata, una battuta superficiale, una scrollata di spalle. Piccoli gesti, minuscoli alle volte. Era vero ieri, oggi è impressionante: basta un click, basta sfiorare il tasto play di un video, è sufficiente una condivisione… e la vita di qualcuno cambia. O finisce, perché magari quella persona si è suicidata.

Eh sì, perché alle volte ti fidi tanto di qualcuno da affidargli i tuoi segreti, le tue cose, il tuo cuore… oppure una immagine o un video di te nuda che si può conservare con amore nel proprio smartphone o, quando l’amore è finito, si può comodamente inoltrare a un milione di altre persone pronte a riderne o a usarlo contro di te.

Lo hanno impropriamente battezzato revenge porn. È un neologismo di origine anglosassone coniato per indicare la diffusione non consensuale di immagini o video sessualmente espliciti da parte di un individuo – spesso un ex partner – allo scopo di denigrare la persona che vi è ritratta.

Qual è il guaio di questa espressione? È duplice. Non è sempre un problema di revenge, di una vendetta. Alle volte il materiale viene condiviso e reso pubblico da un conoscente, da un estraneo alla coppia, magari “per gioco”. Oppure per soldi, una estorsione in piena regola. E, soprattutto, il pasticcio lo crea quel porn che rischia di essere offensivo per le vittime, senza contare che non è facilissimo stabilire in quali casi e a che condizioni un’immagine possa definirsi pornografica.

Dovremmo parlare di image-based sexual abused e considerarlo per ciò che è: una delle tante manifestazioni della violenza di genere. Sì, alle volte purtroppo succede anche agli uomini, ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di donne. E il movente è di stampo patriarcale: la donna è una cosa che deve stare a delle regole stabilite, prima tra tutte, fare ciò che ci si aspetta da un oggetto, cioè farsi manipolare da chi lo possiede.

Ed ecco che immagini e video privati vengono esibiti e la donna subisce una gogna pubblica che di norma prevede: goliardia, insulti fino ad arrivare a una vera e propria ossessione per quel corpo dato in pasto che diviene un oggetto condiviso di cui tutti possono disporre a proprio comodo.

E a pensarci ha dell’incredibile, non parliamo di smascherare qualcuno cogliendolo in errore, mostrandolo mentre commette un abuso, un crimine, mentre maltratta qualcuno. Parliamo di rendere pubblico il privato. Ma qui il senso sta tra le righe: una donna che fa sesso ed espone il suo corpo non è una donna per bene, i suoi desideri sono inaccettabili e se si è fatta immortalare in certi atteggiamenti si merita tutta la perversione che lei stessa ha generato.

Succede, accade alle altre ma, spesso, succede alle amiche, alle sorelle, alle figlie, alle madri. A noi. A chi si trova nella stramba situazione di essere felice, leggera, preda delle emozioni. Incosciente e incapace di ragionare sulle conseguenze delle proprie azioni.

E le conseguenze possono essere devastanti. Perciò è nostro dovere prenderci cura di noi, di me, di te, del nostro corpo, della nostra privacy. È nostro dovere avere ben chiaro il concetto di consenso, quando ci troviamo a trattare materiale che riguarda l’intimità di un’altra persona. È nostra responsabilità rendere responsabili i nostri figli e le persone a cui vogliamo bene, e preoccuparci della loro educazione sentimentale che prevede prima di tutto il rispetto, per sé e per gli altri.

Francesca Florio, avvocata e divulgatrice, questo tema lo ha studiato, ne ha fatto una tesi e lo ha trasformato in un libro condividendo con noi le vite e le sofferenze di chi ha subito questi abusi. Perché le storie ci insegnano, ci salvano e ci permettono di fare meglio.

I Libri a Colazione sono un podcast di Chiara Beretta Mazzotta nato dopo dodici anni di Libri a Colacione su Radio 105. Se vuoi leggere/ascoltare le vecchie puntate, le trovi qui su BookBlister oppure le puoi ascoltare su Spotify, iTunes, Apple Podcast, Spreaker e Alexa. Alla prossima settimana e buoni libri!

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