Ti regalo una fiaba!

Mancano pochi giorni a Natale e voi, impavidi, non avete ancora comperato un solo regalo. Come ogni anno fenderete la folla del 24 dicembre e verso le 19.31 vi barricherete dentro un negozio, sequestrando la povera venditrice, e finirete col comprare oggetti improbabili e inadatti. Ma, diciamocelo, pur di avere un pacchetto da piazzare sotto l’albero, incartereste persino la commessa…

Ecco, d’ora in poi potrete starvene al caldo di casa vostra e, se vorrete fare un pensiero davvero unico, vi basterà bussare alla homepage giusta e regalare una storia.

Sì perché, grazie alla creatività di Marcella Panseri – ideatrice di Fiabe Per Dire –, potrete “impacchettare” una fiaba personalizzata per chiunque vorrete.

Benvenuta, Marcella, ci racconta cos’è Fiabe Per Dire come fosse una favola?
C’era una volta un uomo che non sapeva come dire Grazie alla sua amata. Dopo 30 anni di vita insieme, voleva sorprenderla e farle vibrare il cuore, così chiese all’amica penna un aiuto. Mille rose rosse? Un diamante? Un viaggio? Ci voleva qualcosa di più intimo per farle arrivare il messaggio come nessuno mai. Così l’amica penna decise di farsi raccontare tutta la loro storia e di scrivere una fiaba. Ci mise dentro il loro primo incontro, la prima volta, le liti, i sogni, le paure, quella volta che sono rimasti senza benzina, quando hanno fatto l’amore in un bosco, tutto. L’uomo prese la fiaba e la regalò alla sua amata. Lei cominciò piangere alla terza riga. Il giorno dopo chiamò l’amica penna e la ringraziò. Da quel giorno l’amica penna decise che quello sarebbe stato il suo lavoro e così aprì: Fiabe per Dire.

Come è nata l’dea della fiaba su misura?
Scrivevo fiabe “cucite addosso” ad amici, era il mio modo per ricaricarli nei momenti no. Non mi piaceva la tipica lettera Caro amico ti scrivo, così inventavo racconti/fiaba, in cui il protagonista fosse proprio quell’amico, magari trasformato in un fungo o in un’astronave a seconda delle sue passioni o di quello che dovevo dirgli. Le fiabe facevano bene. Arrivavano.
Così ho pensato che avrei potuto farlo per lavoro. A chi non piacerebbe ricevere una fiaba che parla di te, parla a te? E così è nato Fiabe per Dire, che sono fiabe per modo di dire perché dentro c’è la tua vita e non quella di una principessa col suo ranocchio, e sono fiabe per dire qualcosa, quello che vuoi a chi vuoi.

Come funziona? Io le mando una specie di identikit della persona a cui voglio fare il regalo e poi?
Sul sito si prenota la fiaba (nei periodi di Natale e San Valentino è sempre meglio prenotarla prima via mail perché c’è una richiesta altissima), si mandano delle fotografie, e poi si passa un’oretta al telefono o su Skype dove ci si racconta la storia di quella persona, i sui gusti, i momenti alti, bassi, tutto. Io prendo nota, ascolto, cerco di “sentire” e poi scrivo una fiaba con dentro tutto quel mondo. Prima di stamparla la mando in previsione per sapere se la fiaba calza o se c’è qualcosa da aggiustare, tagliare. Poi procedo con la stampa e spedisco direttamente a casa.

La richiesta più particolare che ha ricevuto?
Una fiaba per dire al mio amante che è l’uomo della mia vita e un’altra per dire a mio marito che dobbiamo separaci. In contemporanea.

Come si svolge la giornata in un laboratorio di storie?marcella-panseri2 (1)
Mi piace chiamare casa mia, o meglio, la stanza dove c’è la mia scrivania “fiabificio”.
Appena mi alzo scrivo una fiaba, poi la lascio riposare per almeno 12 ore, nel pomeriggio mi occupo dell’impaginazione, dei contatti con i vari illustratori (le fiabe infatti si possono anche richiedere illustrate e si può scegliere fra diverse mani), del ritiro delle fiabe fresche di stampa, poi ricevo le fiabe definitive dai miei tre angeli (correttori di bozze), faccio la terza revisione, scrivo e rispondo a tantissime mail. Le chiacchierate avvengono a ogni ora del giorno e sono concordate con chi richiede una fiaba, cerco di farne una sola al giorno per concentrarmi solo su quella storia.
Poi seguo la pagina di Facebook in cui scrivo minifiabe o pubblico parole che mi piacciono, scritte da altri, rubate a libri, film, grandi personaggi, persone qualunque.
E poi leggo. Nei periodi intesi, comincio alle sette e non finisco prima di mezzanotte.

Lei scrive per permettere ad altri di trovare le parole giuste con cui esprimere i propri sentimenti. In un’epoca di comunicazione sembra un controsenso, eppure…
Ha qualcosa di antico, ho sempre amato il modo di comunicare dei secoli scorsi, quello fatto di missive, di attese, di fogli scritti col cuore, fogli che si tenevano nel cassetto con i ricordi più cari. Io è lì che mi immagino vadano a finire le miei fiabe, fra i ricordi più belli, non perché siano scritte da un poeta, ma perché dentro c’è la tua storia.
In un mondo in cui la scrittura ha perso valore, fra sms, chat, Fb, e Twitter, nella mie fiabe cerco di recuperare quel tempo antico, dove le parole si assaporavano, dove la sera si leggeva tutti insieme, dove ci si prendeva del tempo. Mi piace immaginare che una madre, una nonna o un ragazzino ritiri la posta la mattina, apra questo piccolo pacco con scritto sopra il suo nome e cominci a leggere. Penso che sia una bella emozione arrivare alla terza riga e leggere qualcosa di tuo, e parlo per sentito dire perché non mi sono ancora scritta una fiaba.

Scrivendo queste fiabe lei è come se “incontrasse” le persone di cui parla. Conosce le loro abitudini, paure, gusti… che effetto fa essere la depositaria di tanti piccoli segreti?
Qualcuno mi ha detto che parlare con me è un po’ come fare una seduta da una psicologa amica, a distanza, quindi più semplice. E ciò che mi si racconta resta nella fiaba, io non giudico niente, cerco solo di ascoltare, capire le sfumature e riuscire a parlare a quella persona nel modo più bello, senza urtarla, senza essere ironica se la persona non lo è. A me sembra di conoscerle le persone per cui scrivo una fiaba, entro così tanto nella loro vita che poi voglio sapere come va a finire. E di solito mi torna sempre indietro qualcosa di bello: i commenti di chi regala, i commenti di chi riceve, le reazioni. Una volta un ragazzo ha chiesto alla sua donna di sposarlo con una fiaba illustrata, ero preoccupata che lei dicesse no. Quando ha detto sì, ero felice pure io.

 Grazie, Marcella, e buon lavoro nel suo “fiabificio”!

<

4 Commenti

  • Anonimo Reply

    20 dicembre 2011 at 9:44

    Si può comprare solo tramite internet o c’è già in edicola?

  • Chiara Beretta Mazzotta Reply

    20 dicembre 2011 at 11:46

    Ciao, le fiabe sono fatte su misura (descrivi la persona a cui vuoi regalare la fiaba e Marcella ne crea una apposta per lei) e le puoi ricevere sia via mail sia per posta, rilegate e illustrate.

    • asia Reply

      20 maggio 2013 at 15:30

      Quanto costa una fiaba su misura?

Lascia il tuo commento

Login

Welcome! Login in to your account

Remember me Lost your password?

Lost Password