Libri a Colacione sotto l’albero 20 dicembre 2011

Tornano i Libri a Colacione in versione natalizia! Non lasciarti scappare queste tre storie, speciali. 

VOLTAPAGINA
Solo con un cane, Beatrice Masini, Fanucci, p. 138

Un Sire, si sa, può tutto. Gli basta volerlo. Gli serve solo un editto ed ecco che il suo desiderio diventa realtà, anzi legge, anche se quello che impone è assurdo: per esempio bandire un fiore – il gelsomino – dal regno o, peggio, tutti i cani.

Questa è la storia di Miro e del suo cane Tito. È il racconto della loro fuga, perché Miro non può neppure immaginarla una vita senza il proprio compagno di avventure.

Li aspetta un viaggio in cui dovranno dare prova del proprio coraggio. Un’avventura che corrisponde a una sorta di rito d’iniziazione, una storia che racconta il delicato e faticoso passaggio all’età adulta.

Per tutti quelli che credono che i bambini possono salvare il mondo e i cani renderlo migliore.

DA GUSTARE
Un uomo giusto, Elena Stancanelli, Einaudi, p. 179

La vita è fatta di incontri. Per esempio quello tra Anna, architetto quarantenne, e Davide, meccanico.

Non potrebbero essere più diversi: lei colta ma senza grandi stimoli sembra un po’ in crisi; lui concreto capace di combattere per quello in cui crede e sembra non sapere nulla… sì, perché Davide è dislessico, malattia certo, ma anche un dono capace di regalargli una “voce” assolutamente unica e uno sguardo sul mondo originale.

Una sera Davide comincia a raccontare ad Anna – il perché lo scoprirete – in un modo tutto suo, la storia della sua vita dal coro dell’Antoniano al narcotraffico, passando per il carcere minorile.

Ecco la biografia di un uomo non convenzionale per tutti quelli che vorrebbero incontrare persone “giuste”.

BELLISSIMI
I poeti morti non scrivono gialli, Björn Larsson, traduzione di Katia De Marco, Iperborea, p. 353

Jan Y Nilsson viene trovato impiccato sul peschereccio in cui viveva, nel porto di Helsingborg. Si tratta di un poeta – caduto un po’ in disgrazia – a cui era stato commissionato un romanzo giallo venduto, ancor prima di essere finito, come best seller e dal titolo (non casuale) Uomini che odiano i ricchi.

Potrebbe essere il suicidio di chi non ha accettato di sottomettersi alle leggi del marketing? Ne è convinto il suo editore Petersén che ha trovato il cadavere proprio il giorno della consegna del manoscritto, molto meno il commissario Barck, poliziotto portuale e poeta per hobby.

Sì, perché in realtà il libro sembra contenere notizie scottanti sull’alta finanza. E forse qualcuno non vuole che queste notizie trapelino. Il sottotitolo del libro è Una specie di giallo in realtà l’intreccio è congegnato alla perfezione, ma oltre a essere un poliziesco si tratta di un’affascinante e ironico affresco del mondo editoriale e un attacco al mondo dell’alta finanza. Finale geniale.

Perfetto per chi crede al valore della poesia e della letteratura.

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8 Commenti

  • Barbara Reply

    29 Gennaio 2012 at 11:46

    Un uomo giusto mi è piaciuto moltissimo, grazie Chiara come sempre ottimi consigli 🙂

  • Luca Riva Reply

    24 Giugno 2013 at 17:35

    Appena finito I poeti morti non scrivono gialli, sicuramente un libro molto originale, un giallo che porta alla scoperta dell’assassino, non tramite le solite indagini ma attraverso un’attenta analisi descrittiva delle persone coinvolte.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      24 Giugno 2013 at 19:21

      Ciao Luca,
      concordo. Un giallo che giallo non è (o meglio non è solo questo) per parlare in modo originale di tutt’altro. Direi che il signore sa fare il suo mestiere.

  • Luca Riva Reply

    2 Luglio 2013 at 9:53

    Vista l’esperienza positiva del primo libro ho provato anche il secondo e nel week end mi sono letto “Un uomo giusto”. Bel libro, facile da leggere e sicuramente originale, sembra un diario non ancora scritto, mentre viene pensato …
    La storia è affascinante e i riferimenti a posti e persone reali lo rendono molto concreto, però mi permetto di fare due critiche:

    1)Il finale è un pò troppo veloce, quasi eclissato dalla struggente storia del cane.
    2)Il linguaggio usato, efficace nel rendere l’idea del personaggio, è a volte, un pò troppo esplicito e volgare (in particola l’uso ripetuto di una bestemmia e di un certo organo femminile); ad alcune persone a cui avrei voluto consigliare il libro, so che questa cosa darebbe molto fastidio, si poteva forse fare una scelta stilista differente per rendere lo stesso effetto?

    Adesso spariamoci Solo con un cane 🙂

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      2 Luglio 2013 at 11:47

      Lento (si fa per dire) e implacabile, Luca, li macini tutti!
      Credo che il finale sia veloce perché finale non c’è… e per il linguaggio, capisco la critica. Io sono per il realismo: se un personaggio parla così, va fatto parlare così… ma capisco perfettamente la critica.
      E buone letture!

      Chiara

  • Luca Riva Reply

    15 Luglio 2013 at 12:03

    Ciao,
    letto anche solo come un cane, la storia è simpatica e molto bella l’idea delle figure sconosciute che il ragazzino incontra durante il suo viaggio (meglio non spiegare troppi dettagli). Un pò troppo semplice, oserei dire banale il finale. Libro perfetto da far leggere ai ragazzini a scuola, magari come libro per le vacanze estive alle elementari.

  • Cinzia Reply

    29 Giugno 2018 at 16:25

    Anche a me è piaciuto moltissimo “I POETI MORTI NON SCRIVONO GIALLI” e soprattutto il finale inaspettato

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