Vivere con i libri

Il posto giusto per i libriCustodirli, disporli; tenerli ordinati ma anche metterli in mostra. Il posto in cui riponete i libri è una casa nella casa.

Leopardi ne lesse più di 12mila in sette anni, grazie alla biblioteca creata da suo padre Monaldo. Ma anche George Lucas ne ha una niente male nel suo Skywalker Ranch, idem per lo scrittore e fumettista britannico Neil Gaiman o per il collega Alberto Manguel.

Per chi ama leggere, la casa non è solo il nido in cui tornare ma anche il luogo, prezioso, che custodisce i libri del cuore. E una libreria è sì un universo di storie, idee e mondi ma è soprattutto il luogo prediletto che ciascuno di noi costruisce e organizza come vuole.

C’è chi si limita all’estetica, organizzando i libri per colore, altezza e dimensioni… c’è chi suddivide i titoli per genere o editore. Oppure, anche a costo di venir meno a un equilibrio estetico e cromatico, chi opta per il rigoroso ordine alfabetico. Certo è che i libri possiedono un valore intrinseco – la loro funzione primaria, il contenuto che comunicano – ma anche un valore estrinseco: il fatto di essere oggetti belli, che non si limitano ad arredare gli spazi ma diventano coinquilini con i quali condividere casa, ufficio e vita.

Ed ecco che Giuseppe Molteni, fotografo specializzato in fotografie d’interni e Roberta Motta, architetto che si occupa dell’allestimento e dello styling – insieme con Margherita Pincioni, l’architetto che ha curato i testi – hanno dato vita a Vivere con i libri. Il lavoro ci mostra una serie di case accomunate dal fatto che, al loro interno, il libro occupa un posto d’onore, sia che venga collocato in spazi tradizionali sia che venga semplicemente impilato o sistemato in contesti curiosi come una scala, un cassetto.

«L’idea del libro è di Electa-Mondadori», dice Giuseppe Molteni, «che ci ha chiesto se avevamo del materiale sull’argomento. Abbiamo fatto una ricerca nel nostro sconfinato archivio e abbiamo scoperto di possedere oltre trecento immagini di librerie fotografate dentro le case. Per cui di testi se ne potevano fare due! Fotograficamente, il bello di questo lavoro è che è stato realizzato da una mano sola e si sente. Il progetto e gli argomenti sono principalmente di Roberta e insieme abbiamo curato l’impaginazione e tenuto sotto controllo il progetto grafico, quindi tutto risulta molto omogeneo. E poi c’è stata grande intesa e armonia tra noi e la redazione di Electa-Mondadori, e questo non guasta mai».

Mi chiedo quale possa essere la loro biblioteca ideale, visto che oltre a collaborare vivono insieme e dovranno quindi far quadrare abitudini e usi: «Non esiste una biblioteca ideale perché è praticamente irrealizzabile. Nel senso che Roberta sugli scaffali adora affiancare il Manuale dell’Imbianchino a Proust, il Modulor di Le Corbusier alla Cucina Trevigiana, il volume sui Preraffaelliti alle Tabelle delle Effemeridi Nautiche. Io inorridisce cerco di mettere ordine in questa spaventosa anarchia, ma è inutile, dopo qualche settimana tutto ritorna come prima. Insomma, su questa faccenda abbiamo smesso persino di litigare…»

Qualsiasi sia la vostra teoria a riguardo, un testo che racconta della vita dei volumi e ce li mostra è un po’ un trittico di piaceri. Perfetto per tutti quelli che vivono con i libri e per tutti quelli che non hanno mai abbastanza spazio ma, soprattutto, non hanno mai abbastanza libri.

Vivere con i libri, Giuseppe Molteni e Roberta Motta (testi di Margherita Pincioni), Mondadori-Electa, p. 168 (29 euro)

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