Mio cuggino

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Introduzione

«Mi ha detto mio cuggino che una volta ha trovato in spiaggia un cane e invece era un topo» cantavano alcuni anni fa Elio e le Storie Tese. Questi versi si riferiscono a una vecchia storia secondo la quale una signora, tornando da una vacanza in Messico, avrebbe illegalmente portato oltreconfine un cagnolino. Solo una visita dal veterinario avrebbe poi rivelato che il cane era, in realtà, un grosso topo, nemmeno troppo in salute.
Quanto c’è di reale in questo aneddoto? Saperlo è impossibile, ma di sicuro il fatto è stato raccontato, pur con mille variazioni, da un lato all’altro dell’Oceano. Questa è la materia di cui sono fatte le leggende metropolitane: storie incredibili, difficili o impossibili da verificare, che sono capitate a terzi prossimi a chi le riporta.
Quando abbiamo deciso di realizzare un volume dedicato alle leggende più diffuse nel nostro Paese ci è parso subito naturale prendere come faro illuminante la canzone Mio cuggino di Elio e le Storie Tese. Quei versi geniali tratteggiavano un personaggio che ci capita di incontrare più spesso di quanto immaginiamo (e vorremmo) tra i tavoli di un pub o seduto affianco a noi durante un viaggio in treno: «Mio cuggino è ricercato, amico di tutti. Mio cuggino ha fatto questo e quello…»
Ritorna l’italica passione per le sbruffonate, la gara a chi la racconta più grossa, a chi si mette in mostra, in un crescendo che troppo spesso non tiene conto del comune pudore. Non abbiamo avuto altra scelta che quella di eleggere proprio il personaggio di Mio Cuggino a protagonista indiscusso del nostro libro: è lui che ci racconta le storie più incredibili, ed è protagonista delle avventure più pazzesche; è sempre lui che ha imprescindibili, per quanto non richiesti, consigli da dare; è, ancora una volta, proprio lui che conosce tutti e su tutto ha un’opinione.
A noi non resta che ascoltarlo con un sorriso, accettare di buon grado le sue storie, senza mai dimenticare che, come dice Elio, Mio Cuggino «è un prodotto della mente».

Mio cuggino. Il fascio senza tempo delle leggende metropolitane, Paolo Maggioni e Sara Zambotti, Italica edizioni, p. 187 (15 euro)

5 Commenti

  • sandra Reply

    10 giugno 2013 at 17:06

    Sono stata in Marocco molti anni fa, tipo 22 quando non ci andavano in tantissimi e tutti mi dicevano “stai attenta: la moglie del conoscente di un mio amico (o cuggino) stava guardando qualcosa in un negozio, il marito l’ha perso di vista in attimo e trac. mai più ritrovata.” In pratica nessuno, nelle leggende metropolitane, conosce mai i diretti interessati del caso. C’è sempre uno stadio di separazione che rende l’evento verificabile. Ed è questo il fascino, no?

  • Chiara Beretta Mazzotta Reply

    10 giugno 2013 at 17:39

    A me fanno venire in mente le storie dell’orrore che ci si raccontava ai pigiama party… un po’ come un rito per sfatare le proprie paure. O, più prosaicamente, per godere delle sventure altrui.

  • polimena Reply

    11 giugno 2013 at 10:07

    Questo è un libro adattissimo per chi come noi ha un blog dal titolo Trecugggine

  • Tale's Teller Reply

    18 giugno 2013 at 17:44

    Questo libro lo aveva già scritto mio Cugino…
    Ma visto che era un appassionato di horror lo ha fatto splatter e ne è venuta fuori la trilogia di “Urban Legend”.

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