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23 Commenti

  • Quando leggo titoli come questi penso: “l’editor ha cambiato il titolo e il povero autore ha dovuto accettare”.

    (detto questo, è il genere di libro a cui darei una chance, sperando di non ritrovarmi tra le mani un altro La regina della casa, di cui avrei volentieri fatto a meno)

    • Ahahahaha chiediamo a Stefania allora 😉
      La Kinsella (non i love shopping che detesto) con le trame ci sapeva fare eccome. Questo per esempio ha generato una caterva di “copia incolla”
      La regina della casa però mi manca (spazzolone compreso) e mi sa che non mi sono persa granché…
      Viva i libri pop se sono divertenti, frizzanti, se la trama è ben congegnata e i dialoghi non sembrano quelli de “Il peccato e la vergogna” 😉

      • Premessa: ho letto sia I Love Shopping (la sciarpa di pashmina tormenterà le mie notti per il resto della mia vita) che, appunto, La regina della casa. Diciamo che l’ho rivalutata dopo aver letto Anna Premoli. Per il resto, se fossi una donna mi sentirei decisamente maltrattato dalla Kinsella.
        Se vuoi dei libri pop davvero belli, ti straconsiglio Mike Gayle (immagina di far copulare la Kinsella e Nick Hornby, il risultato è appunto lui), anche se non so se si trova più, pare abbiano smesso di tradurre i suoi libri dopo il quinto.
        (cacchio, il libro che mi hai linkato ha una trama interessante!)

        • La Kinsella secondo me dovrebbe fare la sceneggiatrice. Il piglio è quello.
          La serie shopping è una ottima idea di marketing, quindi scema scema l’autrice non è. Però confesso che no, non sono il mio genere.
          Negli altri romanzi il suo mestiere lo trovi, secondo me. Insomma, non mi stupisco che venda e abbia venduto.

          • Assolutamente sì, te l’ho detto: dopo aver letto “Ti prego lasciati odiare” (libro che, ci tengo a precisare, è finito in casa nostra NON a seguito di un acquisto) ho pensato “forse la Kinsella non era poi così male”. Sicuramente è bravissima a scrivere i dialoghi, non c’è dubbio.

          • Bravissima a scrivere i dialoghi. Concordo in pieno.
            Ecco, calcola che per me è liberatorio un buon dialogo perché il 99 per cento dei manoscritti che leggo ha dialoghi orripilanti. Il dialogo è ‘na bestia nera per chi scrive e una tortura per chi legge.
            L’apice? Il dialogo post scena di sesso.
            Autore: ci piazza sempre e comunque la domanda “ti è piaciuto” seguita dalla risposta “è stato bellissimo”. Superlativo già…
            Autrice: “Mi vuoi bene?” variante “mi vuoi un po’ di bene?”

          • Non vorrei essere nei panni della partner di uno scrittore che mette un “ti è piaciuto?” in un dialogo: quante volte se lo sarà sentito chiedere lei stessa? Orrore e raccapriccio.

          • Ecco, questa è sempre la parte delicata… chiarire all’autore che le ansie di compensazione non fanno bene al protagonista né alla storia.
            Ed è in quei momenti che lo capisco: studiare psicologia è indispensabile per fare l’editor 😉

          • La psicologia ti serve per trovare un modo carino per dire all’aspirante scrittore “guarda, lascia perdere”? 😀

            (no, non è che “oggi sono cattivo”: sono sempre così, ahahaha)

          • No, non sei cattivo, la psicologia serve a trovare un modo “umano” per comunicare senza smantellare il povero interlocutore.
            Se pensassi che la psicologia cura, avrei fatto la psicologa.
            E adesso dimmi chi dei due è più cattivo?! Ahahahahaah

  • Cmq, visto che qui non si parla a vanvera, ecco un libro di cui so per certo che titolo è, ehm, planato dall’alto, incrementando le “cose” da 4850 a 1000250 (ma lasciando tatticamente invariato il numero di sillabe. ‘sti editor ne sanno una più del diavolo).

  • La Kinsella conosce il suo mestiere punto, anche se non sono una sua fan sfegatata.
    Allora complimenti per la foto, la mia è in divenire perchè non sono mai soddisfatta degli scatti, ma soprattutto per l’esordio. “Tutti pazzi per Gaia” ora non so se la Siora Conventi c’entri qualcosa, ma mi garba citarla. Un bacione

    • La siora Conventi non c’entra ma centra sempre 😉
      E come le ho scritto su FB è il nome, il nome è una garanzia!

      • La Conventi centra gli spigoli, specie di venerdì 😀

        • La Conventi nell’armadietto dei medicinali ha una nutrita serie di digestivi e anti-acido
          (Potremmo fare un blog tipo quello di Cuck Norris sulla Conventi! 🙂 )

          • buahauhauahaua, oddio, se ci mettiamo io e il buon LFK il gioco è fatto. Peccato che non riesco ad andare su facebook dal lavoro, sennò l’avrei già aizzato 😀

          • Perciò è solo questione di tempo! Ahahahahaha

          • in realtà appena ho fb e una tastiera degna di questo nome a portata di mano, mi devo ricordare di scriverti una cosetta “professionale” (no, non mi sono messo a scrivere, tranquilla! 😀 Non sia mai!!!)

  • eccomi… il titolo è la cosa più difficile di un libro insieme alla copertina, e quasi sempre gli autori devono scendere a compromessi. ma è normale, anzi, dio salvi gli editor e gli editori, insomma, a ciascuno il suo mestiè: io scrivo e loro vendono.
    in ogni caso, non è che nessuno provi gusto a prevaricare le tue scelte, si collabora, di solito viene stilata una lista di 5/6 proposte e si sceglie la migliore. tranne nel caso in cui magari l’editore ti commissioni proprio il titolo, come fu, in effetti, per il mio precedente “101 motivi per cui le donne preferiscono gli stronzi”, che è anzi un manuale come evitarli… e non ho avuto potere nemmeno sulle virgolette in quel caso. con Fanucci sono stata molto fortunata, brave persone, professionisti seri, uno staff attivo.
    per finire, no, non c’entra nulla con la serie americana di i love shopping, che non critico, solo è molto… americana ;))) baci e buona lettura allora!!! la nasci

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