Paperblog? Lasciate perdere

monkey puppet blogger sfruttao

Paperblog è una piattaforma partecipativa, diffonde cioè gli articoli dei blogger iscritti. Se vi registrate, in realtà regalate i vostri contenuti e ci guadagnate pure qualche guaio.

Quando apri un blog, fai tante cose sbagliate e altrettante inutili. L’iscrizione a Paperblog, per esempio, è una idiozia colossale. (Legale, sia chiaro, ma una idiozia rimane.) Da piccolo blogger inesperto te ne vai a zonzo per la rete, cerando di capire come incrementare il numero dei tuoi lettori ed è facile, quindi, farti abbindolare dalla promessa di poterne avere di più, senza troppa fatica. Di solito ti iscrivi al sevizio, piazzi un banner sul blog e te ne dimentichi. Finché non salta fuori qualche guaio. A me è successo.

Logo_PaperblogPaperblog si definisce “sito partecipativo di informazione che seleziona, organizza e diffonde gli articoli dei blogger iscritti”. Che carino! Tipo buon samaritano che aiuta il prossimo in cambio di nulla. Cosa ti promette? Una maggiore visibilità, l’incremento dei lettori. Ciò significa dare valore al tuo lavoro, giusto? Sbagliato.

Paperblog in realtà prende i tuoi contenuti, in toto, e li pubblica sulla sua piattaforma. Testi, immagini, tutto. Non è che prenda una
parte del post rimandando al tuo blog per completare la lettura. No. Lui, ingordo, si piglia tutto. Così, chi sta su Paperblog, rimane su Paperblog non sarà certo invogliato a venirti a trovare. Il tuo pezzo verrà anche letto, per carità, ma le possibilità di aumentare i visitatori sono irrisorie.

Perché il simpatico Paperblog fa tutta questa fatica per aiutarti? Non appena ti iscrivi alla “collaborazione” (risate fuori campo) tutto quello che pubblicherai sarà anche suo. Cioè, tu fai la fatica di scrivere un post, magari scatti pure delle fotowrite-faster-blog-blogging-blogger-process-570x376 tue, e appena clicchi “pubblica” il signor Paperblog sbatte il tutto sulla sua piattaforma. E cosa c’è nella piattaforma? La pubblicità, ovvio! Quindi tu “collabori” ma non partecipi agli utili. Cioè non prendi un copeco da quello che guadagna lui. Lavori gratis insomma e perdi visitatori. Oh, gioia! Oh, gaudio!

Ma attenzione, ringrazialo eh! Leggo nelle FAQ: “Affinché il servizio possa continuare a essere gratuito, Paperblog conta in parte sulla pubblicità, che potrai vedere apparire tra qualche tempo sul sito sotto forma di quadri e banner. Tuttavia, cercheremo di rendere questa pubblicità il meno intrusiva possibile, per mantenere il valore degli articoli e facilitare la comodità della tua lettura”. Capito? Ci è andata bene, perché potevamo dover pagare per lavorare gratis e stare su Paperblog! Questa cosa mi ricorda terribilmente una certa Eap.

Quando realizzo tutto questo è troppo tardi. Ovvio. Me ne accorgo perché scopro (non io, chi mi aiuta con le faccende tecniche) che in rete c’è un mucchio di link errati, pagine di BookBlister che non si aprono, che non esistono più. Guardate sotto, il simpatico webmaster di Google in questo momento mi dice che ci sono ben 70 errori di scansione, i cosiddetti errori 404, quelli che creano problemi di indicizzazione sui motori di ricerca (più ce ne sono, più vieni penalizzato).

Errori scansione Paperblog

Perché accade? Perché Paperblog prende i tuoi contenuti ma se ne frega se li modifichi o addirittura li cancelli. Lui mantiene i link errati o inesistenti, i problemi al massimo saranno tuoi. Però si riserva il diritto di modificare i tuoi testi: “Per assicurare l’esatta esecuzione del Servizio, i testi degli articoli messi a disposizione di Paperblog, potrebbero essere modificati con l’unico obiettivo di migliorare la sua leggibilità o per ragioni puramente tecniche. In qualsiasi caso, il Contenuto non sarà mai distorto in merito al suo contenuto e alle sue idee di fondo. Rispettiamo al massimo i diritti Blog morali d’autore dei blogger. Ad ogni modo, se riscontrassi che alcuni dei tuoi articoli abbiano subito una modificazione automatica che tu non ritieni necessaria, non esitare a metterti in contatto con noi attraverso contatto@paperblog.com”. Carino, vero? Tu scrivi fischi e magari ritrovi fiaschi.

Così mi attacco (oltre che al tram) alla mail e cerco di comunicare con ’sto “sito partecipativo” dei miei santi zebedei. Ed è da giovedì che mando mail per la cancellazione dal servizio. Nessuno a oggi mi ha degnato di una risposta, chiaro. Quindi anche questo post, non appena cliccherò “pubblica”, verrà reso disponibile sulla piattaforma di Paperblog. E, a conti fatti, stavolta è una buona notizia.

58 Commenti

  • Alessandro C. Reply

    13 gennaio 2015 at 12:38

    “Quindi anche questo post, non appena cliccherò “pubblica”, verrà reso disponibile sulla piattaforma di Paperblog. E, a conti fatti, stavolta è una buona notizia”

    conclusione meravigliosa 🙂

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      13 gennaio 2015 at 12:40

      Grazie, Alessandro! La mia ingenuità mi rende mesta oggi… Ci son cascata con tutta la tastiera! 😉

  • Maria Ventura Reply

    13 gennaio 2015 at 12:46

    Ricevuto capo! 🙂

  • LFK Reply

    13 gennaio 2015 at 13:02

    Interessante, non c’è comunque modo di cancellare il pregresso, ma ho sostituito al link del mio blog quello loro. Ovvero ho messo http://it.paperblog.com/.
    Adesso i casi sono due: o mi bannano oppure vanno in loop.
    Eh sì, anche io c’ero cascato e sono andato a controllare appena ho letto questo articolo. Grazie.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      13 gennaio 2015 at 13:05

      Io ho tolto il banner e tutta la faccenda. Eppure i post loro li pubblicano…

      • LFK Reply

        13 gennaio 2015 at 13:05

        Anche cambiando il link?

        • Chiara Beretta Mazzotta Reply

          13 gennaio 2015 at 13:08

          Io ho proprio eliminato il codice! per questo non capisco come mai continuino a pubblicare.

          • LFK

            13 gennaio 2015 at 13:09

            Il codice? Ma dal tuo blog. Io sono andato nel mio profilo Paperblog per cambiare il link del mio blog.

          • Chiara Beretta Mazzotta

            13 gennaio 2015 at 13:12

            Ah, scusa, sono un tantino tarda 😉 Occhei!

          • LFK

            13 gennaio 2015 at 13:51

            sono passati tre quarti d’ora e non mi hanno ancora preso l’articolo. Forse la soluzione è questa. Di solito in meno di mezz’ora lo rapiscono.

          • Chiara Beretta Mazzotta

            13 gennaio 2015 at 13:59

            Se è così, sei un genio! Nonché salvatore 😉

          • LFK

            13 gennaio 2015 at 14:02

            Aspettiamo prima di cantar vittoria. 😀

          • LFK

            13 gennaio 2015 at 13:11

            Ora provo a condividere il tuo articolo, vediamo se me lo rapinano.

    • Alessandro Madeddu Reply

      13 gennaio 2015 at 14:09

      Sei un terrorista! 😛

      • LFK Reply

        13 gennaio 2015 at 14:34

        il mio AK47 o 74 è una tastiera. 😀

  • da Bookblister: Paperblog? Lasciate perdere Reply

    13 gennaio 2015 at 13:15

    […] Continua a leggere su Bookblister […]

  • Ops, ho pestato una merla! Paperblog… e se io me ne volessi andare? (Rilancio il post della siora Beretta Mazzotta, che se ne vuole andare ma non può). | giramenti Reply

    13 gennaio 2015 at 13:41

    […] questo post della siora Beretta Mazzotta e mi dico che qualcuno deve imparare a stare al mondo: aggregare […]

  • rosettasavelli Reply

    13 gennaio 2015 at 13:44

    Articolo molto interessante ed utile e corrispondente al vero.

  • sandraellery Reply

    13 gennaio 2015 at 14:00

    Conoscendo la mia proverbiale ingenuità su ste cose, mi stupisco di non esserci cascata. Spero tu ne venga fuori al più presto – Dio sembra che perli dell’influenza, in effetti è una sorta di virus. Bacio

  • Alessandro Madeddu Reply

    13 gennaio 2015 at 14:25

    Ho provato anche io. Vediamo che rispondono (se rispondono).

  • ornella_spagnulo Reply

    13 gennaio 2015 at 21:01

    Ho letto l’articolo incuriosita ma non riesco ancora a condividere in pieno questo disappunto. Premetto che non lavoro per Paperblog 😀 però mi sembra che funzioni come gli aggregatori di notizie. Anche su Diggita ci sono, se li mettete, i vostri post e non so esattamente da che punto si possa poi arrivare al blog originario, MA (perdonatemi le maiuscole che non uso mai) è comunque un altro canale in cui i vostri scritti vengono pubblicizzati, e quindi se non vi ritornano le visite vi ritorna comunque l’immagine – perché il nome c’è, non lo tolgono né lo modificano. In merito poi ai post cancellati e cambiati, che lì rimangono, questo capisco che sia una problema.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      14 gennaio 2015 at 0:28

      Ciao Ornella,
      ci mancherebbe non dicessi cosa pensi!
      Guarda, semplicemente, quando faccio un errore, una leggerezza, lo ammetto. HO fatto una leggerezza a iscrivermi a questo servizio.
      Perché? Se vengo nel tuo blog e condivido un tuo post, se lo ribloggo insomma, qui vedrai qualche riga del tuo pezzo e poi dovrai cliccare per completare la lettura nel tuo spazio. È una questione etica. Tutti gli aggregatori si comportano nello stesso modo? Prendono in toto i pezzi e hanno facoltà di cambiarli? Bene, se così fosse, non sono etici.
      Mi ero iscritta pensando di invitare lettori a leggere BookBlister, non di regalare contenuti a terzi. È una bella differenza. Ritorno di immagine? Ma quale ritorno? Se mille persone leggono un pezzo e non sanno che l’ho scritto io (il mio nome e il nome del mio blog se ne stanno ben fuori dal pezzo).
      E se tutto queste motivazioni fossero nulle: sono sei giorni che scrivo per la cancellazione. Oltre venti mail. Nessuna risposta. Per me c’è malafede, dolo, sciatteria. Senza entrare nel merito tecnico degli errori, dei link inesistenti che è una bella fregatura e una ennesima manifestazione di menefreghismo.

  • Marco Amato Reply

    14 gennaio 2015 at 0:34

    Io invece consiglio di evitare gli aggregatori, sempre, come la pes… ehm come ebola (così siamo al passo coi tempi).
    Perché gli aggregatori sono dei parassiti che vivono con i contenuti generati dai blogger. E l’unica valenza che tali contenuti hanno è il profitto. Quello loro. Inoltre il traffico dell’aggregatore si basa sostanzialmente sui motori di ricerca. Cioè l’aggregatore prova a farvi le scarpe, posizionando su Google il vostro articolo, ma con il link destinato al loro sito.
    Sim sala bim – Fregati! Roba da mago Silvan, ai bei tempi…

    Google funziona come i ragazzini con le figurine dei calciatori: mi manca, mi manca, ce l’ho!

    Ecco se Google trova due contenuti identici, uno sul vostro blog, uno sull’aggregatore, nelle serp (i risultati di una ricerca) ne mostra soltanto uno. Il duplicato non serve, lo scarta. E secondo voi quale mostra? Quello del blogger o quello dell’aggregatore?
    In molti diranno quello del blogger!
    Col piffero!
    Google potrebbe preferire quello dell’aggregatore. E i motivi possono essere tanti…

    Dite va beh! Entra dento l’aggregatore e poi passa a me.
    Col piffero! – E che c’è una banda di pifferai stasera? –
    L’aggregatore non vi vuole per nulla bene. Come dicevo prima, il suo scopo è il profitto, pertanto al suo interno sciorina pubblicità a valanga. Tale pubblicità in genere è remunera a click. Ora, senza essere maliziosi – che la malizia è una gran brutta bestia, infatti si narra… – ehm… dicevamo, senza malizia, che l’aggregatore spera che l’utente faccia click dove?
    Sul link piccino piccino che rimanda al vostro blog o sul grande elefantiaco banner o link di pubblicità… 3, 2, 1 esatto. Ma senza malizia.
    Poi va beh! Su Paperblog si superano, per trovarlo servirebbe Sherlock Holms.

    E dulcis in fundo, l’aggregatore come beffa finale, potrebbe far incorrere al blogger anche una penalizzazione da parte di Google. Reato: contenuti duplicati.
    Google, sua santità – lo possino cecare – adora contenuti belli, buoni e unici. Quelli sparsi tutti uguali come semenza gli danno fastidio. Si ritrova sempre a leggere la stessa roba e non sa chi diamine l’abbia scritta.

    Mah, come copiati!!! L’ho scritto io dirà il blogger!
    Patente e libretto please? Dove sta scritto che li hai scritti tu?
    Sul mio blog vostro onore!
    E come faccio io Google a sapere che prima li hai scritti sul tuo blog e dopo è stato l’aggregatore a copiarli?

    – L’aggregatore dice che il blogger è ambizioso, e l’aggregatore è un uomo d’onore… –

    Capita che dall’aggregatore importante, Google passi ogni minuto a leggere i contenuti, dal blog picciriello invece passa come certe fermate degli autobus del sud… appoi!!! Se capita!!!
    Comunque, visto che sull’argomento si potrebbe scrivere un trattato… credo che possiamo mettere un bel omissis.

    Invece, diventando seri.
    Chiara, ho dato una rapida occhiata alla situazione di Bookblister su Google. A volte situazioni come quelle descritte da te possono portare a delle penalizzazioni. Per fortuna, e tuoi complimenti, il blog è ottimo, soprattutto perché gode di un Trust Rank elevato. Nell’analisi ho notato alcuni difetti sui tag, di per sé non sono gravi, anche se associati ad altre patologie possono portare a complicanze.

    Ti consiglio però, di sollecitare chi si occupa delle faccende tecniche del blog, per correggere rapidamente tutti quegli errori 404. Se aumentano questi possono portare, così come accennavi tu stessa a una penalizzazione. Ma non progressiva, netta e pesante. Il ragionamento di Google è semplice. Il blog tale ha un sacco di link errati. Io non posso mettere nelle ricerche link errati. Quindi li scarto. Ma se il blog ha tanti link errati, mi fa perdere tempo a scegliere fra quelli rotti e quelli buoni: allora puff… penalizzato e non rompe più i maroni.

    Un’ultima cosa su paperblog. La cattura degli articoli probabilmente avviene tramite rss. Difficilmente loro si priveranno di un fornitore aggratis che ha accettato un contratto. Ho visto che sono francesi e pertanto al momento lì si occupano d’altro… Se non si fermano si potrebbe passare alle maniere forti provando a bloccare il loro indirizzo ip.

    Ci sarebbe anche da spiegare perché su paperblog vogliono e possono modificare gli articoli a loro ceduti… ma ho scritto troppo e mi autocensuro…
    In bocca allo squalo – sì, lo so, ma i lupi si sono estinti e le frasi fatte sono vietate… 😉

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      14 gennaio 2015 at 9:41

      Marco, grazie per tutti i dettagli.
      Io sono abbastanza demoralizzata… questi non rispondono e non so come rimuovere ‘ste benedette pagine di errore. Sono 70! Miseria.
      La cosa buona è che, grazie al diabolico Luca Fadda, ho semplicemente tolto l’indirizzo del blog dal mio profilo su Paperblog (e ho messo il loro, su suggerimento del diabolico, che se vanno in loop è meglio!) e i post non vengono più pubblicati sul maledetto aggregatore. Che non è male.
      Però la faccenda del perché vogliano modificare i pezzi mi interessa! Mi lasci così, in sospeso. Voglio la seconda puntata! 😉

      • Marco Amato Reply

        14 gennaio 2015 at 22:03

        A gentile richiesta, ecco la seconda puntata.
        Perché tali aggregatori si preservano la possibilità di modificare gli articoli? Ahimé… Non vorrei essere spietato, e vorrei edulcorare l’amara medicina con “basta un po’ di zucchero e la pillola va giù”, ma la cruda e spietata realtà è che gli articoli donati gentilmente dai blogger sono considerati carne da macello…
        Come accennavo nel precedente intervento Google vuole contenuti unici. E se il contenuto è identico sul blog e sugli aggregatori ne sceglie uno. Per fortuna un algoritmo di alcuni anni fa, denominato Panda, ha spostato l’equilibrio della scelta, dalla parte dei blogger, penalizzando gli aggregatori.
        Gli aggregatori per sopravvivere, potrebbero modificare l’articolo rendendolo diverso. È chiaro che modificare manualmente decine di contenuti al giorno è impossibile.
        Qui entra in campo la tecnologia.
        Qual è il soggetto? Software di manipolazione linguistica.
        In pratica sono software semantici in grado di comprendere, con i dovuti limiti, il contenuto di un pezzo e modificarlo in N varianti. Da un articolo madre, si ricavano per interpolazione linguista articoli derivati, uguali nel significato, ma diversi nel contenuto. Ad esempio, le parole vengono modificate con sinonimi, la sintassi viene alterata, i periodi invertiti e via dicendo.
        In questo modo l’aggregatore può mostrare dei contenuti linguisticamente diversi dall’originale. E l’algoritmo di Google, se non se ne accorge, restituisce quella agognata visibilità perduta.
        È chiaro che siamo a livelli moralmente inaccettabili. Ma tant’è. Interessa solo far soldi.
        Ho controllato rapidamente Paperblog in italiano e di questa tecnica non c’è traccia. A dire il vero non penso che in Italia ci siano software evoluti in tal senso. In lingua inglese, anche se rudimentali, ne esistono a partire da poche decine di euro.
        A dire il vero, questi software linguistici, che ancora sembrano fantascienza, secondo alcuni studiosi made in Usa, fra trenta/cinquanta anni, saranno così evoluti, che abbinati all’utilizzo dei Big Data dell’Editoria, manderanno in pensione gli scrittori. Chissà… ma questa è un’altra storia. 😉

      • Marco Amato Reply

        14 gennaio 2015 at 22:21

        Mentre ci siamo.
        Riguardo le pagine d’errore. Dall’immagine che hai messo, non riesco a leggere bene. Ma sembra una cosa non grave. Sarebbe stato grave se fossero state pagine vuote generate da WordPress e che Google in qualche modo aveva indicizzato.
        In realtà sembrano errori 404 dovuti a Paperblog. Cioè Paperblog ha link verso pagine del tuo blog che in realtà non esistono. Se vuoi toglierti davanti gli errori basta che vai in quella stessa pagina degli strumenti per il webmaster e fa click sui singoli link dell’elenco. Per ogni link ti si dovrebbe aprire una finestra con su scritto “Non trovato”. In basso a sinistra dovrebbe esserci un pulsante blu con scritto “Segna come corretto”. Ti chiede la conferma e fai ok. E dovrebbe rimuoverlo.

        Se invece vuoi dare un taglio netto e veloce al problema. Sempre sulla stessa schermata degli strumenti per il webmaster esiste una casellina di spunta. La prima di tutte. Questa seleziona tutti i link della pagina. (Si trova accanto alla scritta rossa “PRIORITA’”).
        La spunti, si selezionano tutti i link della pagina. A quel punto, prima dell’elenco dei link, si evidenzia un bottone rosso con scritto “SEGNA COME CORRETTI (numero di link selezionati)”.
        Premi su quello. Ti chiede la conferma e fai ok.
        In genere le righe mostrate sono 25, quindi dovrai ripetere l’operazione più volte.
        Se hai problemi o non funziona chiedi pure. 🙂

        P.s. In teoria questa soluzione non risolve il problema, ti ripulisce la schermata dalla vista di quei fastidiosi errori. Per risolvere definitivamente o strozzi Paperblog o perdi mezza giornata a creare dei redirect sul tuo blog (operazione tecnica articolata e manuale) in cui ogni singolo link errato che genera Paperblog viene sostituito con quello corretto del tuo blog. Ma a mio giudizio non conviene.

  • Un baule pieno di gente Reply

    14 gennaio 2015 at 9:48

    A Paperblog non sono iscritta (credo, spero), ma a Blogitalia sì… Spero non valga lo stesso…

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      14 gennaio 2015 at 9:58

      Non vorrei dire fesserie, ma BlogItalia indicizza i blog, non è un aggregatore… quindi (sempre se non sto vaneggiando) dovrebbe solo “catalogare” i blog, l’argomento, la localizzazione. Forse sono inscritta anche io, ma non ho mai avuto problemi, errori di link o simili.

  • Alessandro Madeddu Reply

    17 gennaio 2015 at 12:09

    Niente, non rispondono…

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      17 gennaio 2015 at 14:25

      Io ce l’ho fatta! Ha risposto (dopo svariate mail) un certo Nicolas. Manda mail a contatto@paperblog.com e insisti per l’eliminazione del profilo e di tutto il pregresso condiviso.

      • LFK Reply

        17 gennaio 2015 at 16:49

        Ciao, il mio sistema non funziona. Non hanno preso l’articolo del reblog di questo articolo, ma il successivo sì. Quindi se ne fregano di quello che scrivi sul tuo profilo. Constatato questo ho mandato mail per la cancellazione. L’indirizzo è lo stesso indicato qua.

        • Chiara Beretta Mazzotta Reply

          17 gennaio 2015 at 18:01

          Strano, io appena avevo fatto il tuo giochetto ne ero uscita… comunque dopo svariate mail mi hanno cancellata. È tutto molto triste e poco professionale, però.

          • LFK

            17 gennaio 2015 at 18:05

            Anche io appena fatto, e infatti l’articolo con cui rilanciavo questo non compare proprio. Il successivo sì, quello sull’IVA di Amazon. Anzi, quello due volte perché ieri, correggendolo, ho fatto un errore e ho cambiato il link, poi riportato a quello giusto.

      • Alessandro Madeddu Reply

        17 gennaio 2015 at 23:03

        Prendo nota 😉

  • Mario Borghi Reply

    17 gennaio 2015 at 13:02

    Anche io ho seguito i consigli di Fadda, e aspetto. C’era un periodo in cui non mi pubblicavano più i pezzi a causa, presumo, di qualche lametela, poi sono riapparsi. Maledetta vanità!

  • ferruccio Reply

    22 gennaio 2015 at 12:51

    Sono scappato da Paper Blog e sono contento di averlo fatto ben due anni fa

  • LFK Reply

    28 gennaio 2015 at 12:27

    Fatto, cancellato tutto. Sono bastate due mail. Nella prima chiedevo la cortesia di cancellare tutto, nella seconda gli dicevo che avendo modificato i link del mio sito e siccome stavano prendendo contenuti da un sito per cui non avevano autorizzazione ero pronto a denunciarli. Alla prima non hanno risposto per due settimane, alla seconda (di ieri) non hanno risposto lo stesso, ma stamattina era sparito tutto dal mio account.
    Da notare che da circa sette giorni sul blog iscritto ho impostato un redirect 301 verso un nuovo dominio, così che quello vecchio è scomparso e il nuovo ha un indirizzo diverso. Si devono essere spaventati.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      28 gennaio 2015 at 12:52

      Vittoria! Evviva!

      • LFK Reply

        28 gennaio 2015 at 13:05

        Sì, una cosa sola non mi è chiara: il form sul sito non funziona. Mi dice che mi manderanno una mail di conferma dell’invio del messaggio, ma non ho mai ricevuto niente. E ora posso finalmente scrivere il nuovo articolo nella nuova casetta… 😀

  • da Bookblister: Paperblog? Lasciate perdere - Storie d'AltriMenti Reply

    8 maggio 2015 at 6:35

    […] Continua a leggere su Bookblister […]

  • A. Reply

    8 giugno 2015 at 6:11

    Credo che Paperblog sia andato a gambe all’aria da un pezzo, almeno dal 2014.
    Se si guarda la loro pagina Facebook si nota che non è aggiornata dall’ottobre 2014, e l’ipotesi del fatto che nessuno ormai gestisca “l’aggregatore” è corroborata da varie proteste che appaiono proprio nella pagina FB, da parte di blogger che non riescono a ottenere una qualche risposta via maiol alle segnalazioni di problemi. Credo sia inutile scrivere mail, secondo me paperblog è un sito fantasma ormai.
    Ovviamente non è giusto, anche perché a vedere la Home del sito, Paperblog continua a scaricare automaticamente post da tutti i blog iscritti, quindi appare aggiornato al minuto, e molti si illudono che sia ancora gestito da qualcuno.
    Lasciare che questo sistema automatico funzioni ancora, mentre è evidente che non ci sono (più) persone fisiche dietro a gestirlo e a tenere i contatti con i blogger, è a dir poco scorretto e mi chiedo se esista una qualche autorità che possa intervenire.
    Personalmente, mi sono accorta di ciò quando avevo già chiuso il mio blog da un pezzo (ho smesso di avere un blog e cancellato il dominio nel luglio 2014), quindi non mi sconvolge più di tanto, eccetto il fatto che i miei articoli passati sono ancora online su Paperblog, e lì rimarranno probabilmente finché Paperblog non verrà cancellato dal web.
    Per inciso, io ero stata contattata da loro nel 2010, ho ancora la mail in cui mi chiedevano di poter attingere dal mio blog e in cui parlano di uno ‘staff’ (“Gli articoli più interessanti potranno essere selezionati dal nostro staff”), che evidentemente non esiste, o non esiste più, nemmeno per aggiornare la pagina FB.
    Ripeto, che è proprio l’automatismo del funzionamento del sito/aggregatore, anche in mancanza di staff ormai, che trovo più deprecabile, in quanto quelli che hanno accettato e hanno ancora il loro blog ormai vi si trovano ‘imprigionati’ senza avere interlocutori.

    Per quanto riguarda il timore di alcuni che Google o altri motori preferiscano attingere il contenuto su Paperblog rispetto al blog originale, ho i miei dubbi: ho fatto qualche esperimento tecnico in tal senso e ho constatato che i contenuti preferiti sono ancora quelli dei siti originali. Forse proprio perché google in qualche modo ha ‘percepito’ che Paperblog è un sito ormai solo automatico, privo del controllo di uno staff… è la mia modesta opinione.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      8 giugno 2015 at 15:29

      Non saprei che cosa sia successo a Paperblog di sicuro lavorano malissimo. E fanno danni enormi.
      Io e quelli che qui si sono lamentati, dopo mail e mail e ancora mail abbiamo ottenuto la cancellazione. Qualcuno c’è e risponde. Ci mette un bel po’ ma lo fa 😉
      Per quanto riguarda quello che dici in chiusura: non saprei. L’aggregatore di solito vince e io posso dirti che qui le visite sono triplicate da quando me ne sono liberata. Comunque sia, meglio evitare di cascarci. Ciao!

  • photoadryadriano Reply

    11 agosto 2015 at 16:45

    Ho inviato questa email a Paperblog e in 48 ore è stato cancellato tutto.
    “Gentile staff di Paperblog, verificato il funzionamento del vostro “aggregatore”, chiedo la sollecita cancellazione del mio profilo e di quanto ad esso connesso per i seguenti motivi: 1) Paperblog non crea traffico sul mio blog bensì si limita a copiarne (pedissequamente) i contenuti sulle sue pagine; 2) Paperblog copia i post del blog "congelati al momento della loro pubblicazione, senza tenere conto di successive migliorie, correzioni di refusi o errori ecc.; 3) così facendo Paperblog penalizza il posizionamento del mio blog su Google che notoriamente non gradisce il copia-incolla di contenuti da una pagina web a un’altra… sarà un caso ma da quando sono entrato in Paperblog il traffico sul blog ha immediatamente registrato una flessione.”

  • Cristian Reply

    31 marzo 2016 at 7:23

    Attenzione a questi di Paperblog, vanno evitati perché creano solo danni. La definizione esatta sarebbe “ladri di contenuti”.

    Due consigli per tenerli lontani:

    0) non iscriversi mai al loro servizio. Se ci siete già cascati:

    1) creare un paio di regole nel file .htaccess (per chi può) che blocchino il loro “spider” che viene a rubare i contenuti:

    Deny from 87.98.
    Deny from paperblog.com

    2) segnalare a Google i contenuti copiati. E’ facile, basta prendere l’indirizzo di un post su paperblog e il corrispondente post originale, poi indicarli qui: https://goo.gl/ZWknxz

    Conviene invece affidarsi a servizi di aggregazione più onesti, tipo Feedelissimo, che presentano un estratto dei post e poi rimandano l’utente al post originale per la lettura integrale.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      31 marzo 2016 at 8:13

      Ciao Cristian, altroché evitati, scansati e ignorati! Purtroppo ci sono cascata anni fa e c’è voluto parecchio per liberarmene.
      Grazie per le dritte! Feedelissimo non lo conoscevo ma il meccanismo mi pare chiaro e pulito.
      Alla prossima

  • fabio Reply

    15 dicembre 2017 at 21:38

    Sono registrato anch’io e da qualche tempo era venuto anche a me il dubbio che non fosse una buona idea.. ora ho trovato questo articolo e mi si conferma la volontà di cancellare tutto! sperando di riuscirci 😀

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