Chi fa cosa? – L’editor e l’agenzia editoriale

Per un non addetto ai lavori la filiera editoriale può apparire alquanto misteriosa… per esempio che cosa fa un editor? Qual è il suo ruolo rispetto a quello dell’agente letterario?  

Chi è un editor? Meglio chiedersi chi sono gli editor. Con la medesima parola possiamo  infatti riferirci a chi, in una casa editrice, ha il compito di scegliere i libri da pubblicare. O di chi, invece, si occupa di lavorare i testi: correggerli, suggerire all’autore modifiche, sollecitare sostanziali riscritture. E ben diverso è occuparsi di poesia, narrativa (italiana o straniera? Di gialli, noir, rosa o romanzi mainstream?) oppure saggistica.

È possibile che tutte queste cose le faccia una persona sola? È più facile che siano più figure ad occuparsi di questi diversi aspetti del lavoro editoriale.

Se ci concentriamo sull’editor che lavora i testi lo possiamo intendere, banalizzando, come a un personal trainer. Uno che non si fa i muscoli al posto del proprio allievo e che, invece di badare alla forma fisica di una persona, si occupa della “salute” di un testo. Si pone il problema dell’efficacia di una storia, della sua originalità, valuta la sua struttura innanzitutto e poi le parti che la compongono: azione, dialoghi, descrizioni… e i personaggi? Anche loro, ovvio. Prima guarda allo scheletro, poi pensa ai muscoli e alla pelle: suggerisce migliorie, ipotizza soluzioni,  si preoccupa della forma e della voce dell’autore (sperando ne possieda una).

Cosa significa fare l’editor? Qual è il suo compito?

Un editor non scrive al posto dell’autore, non è un ghost writer. Se lo fa, i casi sono due: vorrebbe fare solo l’autore (male!), il suo autore non è in grado di fare da solo (malissimo!). Un editor migliora ciò che c’è e segnala all’autore ciò che ancora manca. E lo accompagna nel percorso, perché scrivere è un mestiere solitario in cui si deve sperimentare e osservare con attenzione il mondo, ma che costringe anche ad abitare i cantucci: bisogna ritirarsi per scrivere. Ma una cosa è sottrarsi altro è sentirsi soli e sprovvisti di alcun supporto.

Il primo alleato di chi scrive sono proprio i libri. E un buon editor, più che insegnare trucchi e soluzioni (come potrebbero adattarsi a tutti?!), suggerisce percorsi a cominciare da quelli di lettura. Più un editor è bravo, più sa consigliare bene in questo senso, maggiore sarà l’aiuto che darà al suo autore e i risultati saranno evidenti nel testo.

Dove lavora un editor?

Un editor come detto, può lavorare all’interno di una casa editrice oppure essere un consulente esterno e collaborare con gli autori, gli editori e le agenzie letterarie. Si tratta quindi di lavorare come freelance e magari far parte di una agenzia editoriale  – come accade nel mio caso con Punto&Zeta – o di una agenzia letteraria.

Una agenzia editoriale è un network composto da editor, redattori, correttori bozze, traduttori, revisori, grafici… è una realtà che fornisce servizi, appunto, editoriali. Quindi lettura e valutazione dei testi, correzione bozze, editing, traduzioni, revisioni di traduzioni. Può occuparsi dei paratesti, della stesura delle bandelle e della quarta di copertina… Insomma, si tratta di offrire tutte le competenze e professionalità che permettono a un testo di essere pronto per la stampa o pronto per essere affidato alle cure di un agente che lo proporrà alle case editrici.

Un editor può collaborare con le agenzie letterarie e aiutare gli autori a trovare un agente

Va da sé che un editor possa essere un valido collaboratore di un agente letterario. L’editor legge e seleziona i testi validi, l’agente li rappresenta. Proprio per questo motivo gli autori possono rivolgersi a un editor per trovare anche un agente.

Quindi una agenzia editoriale diviene un nodo intermedio tra agente e autore: ormai la prima grande fatica è farsi rappresentare, il problema della pubblicazione è diventato secondario. Senza un agente alle spalle è difficile essere preso in considerazione da molte case editrici, ottenere anticipi e far sì che le norme contrattuali siano rispettate.

Selfpublishing, promozione, comunicazione social ma anche recupero diritti...

Oggi si aiutano molto anche gli autori che devono fare i conti con il digitale. Sia i selfpublisher, sia gli scrittori che vogliono recuperare i diritti di uno o più titoli o autopubblicare testi ormai fuori collana e magari rimetterli a disposizione dei lettori nelle piattaforme online.

E poi ci sono le domande. Come si fa un ebook? Se voglio autopubblicare quale piattaforma scelgo? Ebook, cartaceo o tutti e due? Cosa è il print on demand? E il print on sale? E per la fiscalità? Ecco alcuni dei dubbi che una agenzia editoriale può aiutare a chiarire. In questo caso si crea per l’autore una rete di consulenti, grafici, correttori… A conti fatti si replica, in piccolo, la filiera editoriale con un occhio di riguardo per la promozione e la comunicazione social.

Ogni agenzia editoriale, è chiaro, ha le proprie peculiarità ma è una realtà diversa da una agenzia letteraria – ne parleremo la prossima puntata – anche se il lavoro di entrambe si completa e integra. Un testo letto con attenzione, ben valutato e revisionato, e messo nelle mani di un agente capace ha maggiori probabilità di trovare “casa”.

8 Risposta

  1. Di editor proprio come avviene per ogni professione, ce ne sono di validi e di meno validi 😀 con l’importante variabile che occorre entrare in sintonia con l’autore a prescindere quindi dalle reali capacità. Io so che quando il personal trainer mi assesta un cazzotto (occhei al testo, non a me) vado al tappeto, un attimo prima del suono del gong mi rialzo e la ritirata che pareva l’unica soluzione fino a poco prima, si trasforma in un nuovo round. Eh.
    Rispondo qui alla tua domanda sotto: ho in kindle sul pc. E dimmi un giorno per settimana prossima.
    Grazie bacione

    • Con l’editor è come dallo psicologo. Ci deve essere fiducia reciproca, tocca saper incassare, tocca saper reagire e tocca essere sinceri. Cose da poco! 😉

  2. Sei un “life coach” solo che la “life” in questo caso è la vita della storia stessa, più che dell’autore 😉

  3. Ti sembrerà un domanda stupida (o magari ti darà l’idea per il prossimo post), ma il direttore (o curatore) editoriale di una collana non dovrebbe essere la figura preposta alla scelta dei testi pubblicabili in data collana, che rispettino la linea editoriale con continuità tra gli altri pubblicati? E’ la prassi che il curatore “curi” il testo, mettendo davanti all’autore cambi di nome, vita o morte di un personaggio, ribaltamento del finale, taglio delle parti, arrivando a dimezzare uno scritto? Giusto per capire…

    • Be’, Barbara, direi che questo curatore è anche un editor. Ci può stare. Può sia scegliere i testi – romanzi o racconti – sia dare indicazioni editoriali qualora i lavori abbiano problemi tali per cui sarebbe impossibile includerli nella collana/raccolta. L’editor non impone, comunque, al massimo suggerisce. E se l’autore è in disaccordo… Dimezzare uno scritto non è di per sé un sacrilegio se esiste una motivazione narrativa. Dimezzarlo perché se fossimo l’autore faremmo così: questo è il problema 😉

      • Quel che pensavo anch’io, semplicemente con un po’ di buon senso. Ma si leggono cose strane in giro 😉

  4. Editor come personal coach: non l’avevo mai pensata così, eppure penso sia davvero un paragone azzeccato.
    Talvolta leggo anche che l’editor è anche amico dello scrittore. Certamente, se il rapporto editor-autore è roseo, il lavoro scorre molto meglio, come in qualsiasi altro contesto. Però l’editor non deve mai dimenticare che è un professionista e che sta lavorando. Sennò cade il confine tra lavoro e amicizia, con sgradevoli ripercussioni sul testo, magari eliminando o non considerando alcune (gravi o no) incoerenze perché “magari XX si offende”.

  5. […] se non giorni su una singola frase, aveva problemi di spelling. Per quanto riguarda Perkins: l’editor non è un correttore bozze. Può fare il correttore bozze (quasi tutti cominciano da lì) ma non […]

Lascia un commento