A caccia di un regalo di Natale? Te ne consiglio dieci!

Sono dieci libri usciti nel 2016 da recuperare e soprattutto da mettere sotto l’albero, come regalo di Natale, per dire a qualcuno che l’ami, che soffri, che sei pazzo, incinta, pronto a scalare montagne…

Quando si regala un libro si tenta spesso di intuire i gusti dell’altro. Io penso ai libri come lettere le cui parole non le abbiamo scritte noi. Sono un modo per dire cosa amiamo o proviamo. Quindi, un poco, chi siamo. Lettere perfette per chi è di poche parole, le sue. E se al contrario con la penna ci sapete fare, avete sempre la dedica per sbizzarrirvi.

Ecco quindi una arbitraria e personale top ten libresca. Sono tutti libri di cui non vi ho mai parlato, e sono quasi tutti stranieri perché – se mi conoscete lo sapete già – tendo a parlare più spesso degli italiani (e degli esordi).

Quindi date un occhio e buona caccia al regalo di Natale!

gli-argonauti-maggie-nelson Regalo di Natale 2016
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1. PER FAMIGLIE SENZA PRONOMI (E MAMME QUEER)

Gli Argonauti, Maggie Nelson, traduzione di Francesca Crescentini, Il Saggiatore, p. 224 (19 euro) ebook 8,99 euro

Meggie ama Harry che un tempo era Wendy e poi ci sono due figli. Ogni famiglia è speciale a modo suo, ci ricorda l’autrice in questo libro mondo in cui parla di femminilità, femminismo, maternità… e linguaggio. Per chi sa che si può anche pensare senza categorie.

2. PER COLLEZIONISTI

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La storia dei miei denti di Valeria Luiselli, traduzione di Elisa Tramontin, La Nuova Frontiera, p. 190 (16,50 euro)

Inutile dire che c’entrano i denti. Quelli della protagonista, certo, ma non solo. Perché Gustavo Sanchez, il protagonista, i suoi denti li mette in vendita. Mica denti qualunque! I suoi sono stati nelle bocche Borges, Chesterton, Virginia Woolf… e perché venderli? Semplice, per comprare i denti di Marilyn Monroe. Folle? Leggete e vi stupirete!

 Regalo di Natale 2016
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3. PER DONNE EMANCIPATE

La donna che scriveva racconti, Lucia Berlin, traduzione di Federica Aceto, Bollati e Boringhieri, p. 464 (18,50 euro) ebook 4,99 euro

Ci si può raccontare con una bella biografia che per filo e per segno dice chi siamo e cosa abbiamo fatto… oppure possiamo farci raccontare dalle persone che abbiamo incontrato o osservato. Se queste persone diventano i protagonisti della storia allora il gioco diventa ancora più interessante. Oltre quaranta personaggi indimenticabili raccontati con una schiettezza e una semplicità che lascia ammutoliti. Per chi rifugge i cliché.

4. PER ESCLUSI 

 Regalo di Natale 2016
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Candore, Mario Desiati, Einaudi, p. 232 (19 euro) ebook 9,99 euro

Martino Bux è un uomo devoto al porno. Ha una passione viscerale per i luoghi, per le star del cinema a luci rosse e per tutto ciò che i benpensanti reputano “osceno”. Il problema è farsi accettare e non solo dalle persone pure da Roma. Per chi vuol essere preso in contropiede e arrossisce facilmente: sarà soddisfatto.

 Regalo di Natale 2016
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5. PER BUGIARDI

Io non mi chiamo Miriam, Majgull Axelsson, traduzione di Laura Cangemi, Iperborea, p. 576 (19,50 euro) ebook 9,99 euro

Finire nei campi di concentramento, dirsi ebrea senza esserlo. Cambiare il proprio nome, la propria identità per sopravvivere. Continuare a mentire per trovare posto nel mondo e, peggio, non perdere il cantuccio che si è conquistato. Se pensate che sull’Olocausto si sia detto troppo – troppo? – leggetelo.

6. PER BAMBINI CATTIVI

 Regalo di Natale 2016
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La mia vita da zucchina, Gilles Paris, traduzione di Paola Lanterna, Piemme, p. 238 (16 euro) ebook 6,99 euro

Come ci finisce un bambino in una casa famiglia? Zucchina, questo il suo soprannome, ha fatto qualcosa di terribile. E se anche se è stato involontario, un errore ha sempre conseguenze. Ma alle volte lasci una famiglia disastrata per finire in un posto che sa accoglierti e regalarti lo sguardo sul mondo un bambino.

 Regalo di Natale 20167. PER INNAMORATI (PAZZI)

Sylvia di Leonard Michaels, traduzione di Vincenzo Vergiani, Adelphi, p. 129 (16 euro) ebook 9,99 euro

Leonard e Sylvia. Lui uno studente che torna a New York dopo un corso a Berkeley e vuol fare lo scrittore, lei studia alla New York University. Si incontrano, si amano, vanno a vivere assieme. Tutto e subito, violento, destabilizzante, ossessivo. Quanto ci sia di vero e autobiografico (Leonard Michaels e stato sposato con Sylvia Bloch) poco conta. I conti voi li farete con l’orrore coniugale e con due infelici che tentano disperatamente di amarsi meno.

8. PER CHI DETESTA LE CRICCHE Regalo di Natale 2016

Le ragazze, di Emma Cline, traduzione di Martina Testa, Einaudi, p. 344 (18 euro) ebook 9,99 euro

L’adolescenza è il momento più bello della vita solo per chi non ricorda la propria. Evie è troppo giovane e non ha gli strumenti per capire che sta per rendersi la vita un vero inferno. Un inferno popolato da creature ammalianti e libere. Il vero guaio? Il suo desiderio di “essere”, di esistere agli occhi di qualcuno. Subirà così il fascino di Suzanne e delle altre ragazze e verrà stregata da Russell. Se non avete idea di cosa sia una setta, lo scoprirete presto e non lo dimenticherete di certo.

le-otto-montagne-di-paolo-cognetti-einaudi Regalo di Natale 20169. PER AVVENTURIERI

Le otto montagne, Paolo Cognetti, Einaudi, p. 208 (18,50 euro) ebook 9,99 euro

È la montagna a sancire l’affinità elettiva tra Pietro – un pallido ragazzino di città – e Bruno, cresciuto invece tra pietre e bricchi, in un paesino ai piedi del Monte Rosa. Amici diversi e lontani che si ritrovano ogni estate. Una storia di avventure, famiglie e padri. Una storia di formazione in quota, in cui crescere significa trovare il passo, giusto; il ritmo, giusto, con la vita.

E il decimo? Ce lo mettete voi, se vi va, nei commenti. Così il regalo di Natale lo fate a me!

6 Commenti

  • Clizia Reply

    15 dicembre 2016 at 9:51

    Il mio consiglio numero 10 di quest’anno è “Io è una parola di tre lettere” di Sergio Sture, edito da Book a Book. Se posso permettermi, lascio qui una piccola recensione:
    http://coffeeandvelluto.blogspot.it/2016/09/le-recensioni-sergio-sture-io-e-una.html?view=magazine&m=1

  • Sandra Reply

    15 dicembre 2016 at 19:50

    Usciti nel 2016 dunque a me è piaciuto molto L’uomo liscio di Gianluca Morozzi ediz. Pendragon, un romanzo idiotissimo nel senso buono, solo alla fine ho scoperto che non finisce: è una sorta di saga, trilogia (no, non so di quanti volumi si compone) e se avessi avuto Morozzi tra le mani l’avrei strangolato, tutto in sospeso con un sacco di macelli. Molto ma molto divertente, indicatissimo per chi come me e Morozzi è stato un giovane degli anni ’80 e per chi ama la Romagna.

  • Tiziano Reply

    19 dicembre 2016 at 21:50

    Sono entrato in BookBlister incuriosito dal selfpublishing, vedo la classifica dei libri consigliati e noto che hanno tutti alle spalle un editore. Il selfpublisher puro fa tutto da solo, al limite l’editore e nello stesso tempo stampatore a pagamento. La verità è che in Italia chi si auto-pubblica non ha spazio, non glielo danno. Ci sono Saloni del Libro, Fiere del Libro, Bookcity, Book-Pride ecc. ecc. insomma a guardare bene la parola Libro dovrebbe essere sostituita da Editore. Importanti eventi come quelli di Torino e dal prossimo anno Milano dovrebbero avere il coraggio di “regalare” uno spazio a chi si auto-pubblica e da noi questi sconosciuti sono in veramente tanti, ma temo che l’egemonia interessata delle grandi case editrici non lo permetterà mai, magari con la sola scusa che non si saprebbe chi invitare.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      20 dicembre 2016 at 8:31

      Tiziano,
      ci sono pochissimi libri self su BookBlister. Perché li consiglio ai lettori e devo rispettare loro prima di tutto. Ci sono libri self che hanno bellissime idee ma sono pieni di errori, impaginati malissimo. Oppure storie che si perdono… per non dire di quelli del tutto illeggibili.
      Non è una egemonia, più semplicemente: la filiera editoriale serve. Tutto qui. Come serve la catena di montaggio per fare una automobile. E in entrambi i casi capitano lo stesso pasticci, libri brutti, macchine che hanno guai.
      I saloni e le fiere nascono per la filiera, Tiziano. Nascono per chi lavora nel settore. Self è sinonimo di indie, cioè indipendente. È come se un gruppo indie partecipasse a Sanremo.
      Un indie percorre altre strade. Se ambisce a quelle tradizionali, gli tocca il percorso tradizionale.
      E se hai dei buoni titoli self da suggerire, prendo nota con gioia.
      Buon Natale!

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