A Tempo di Libri con Mirc si fa l’editoria

Una fiera per alcuni professionisti del settore editoriale – agenti letterari, editor e scout – è un importante momento di lavoro. Il Mirc: ecco dove si scambiano i diritti dei libri e nascono i casi editoriali (talvolta prima ancora di essere pubblicati).

E propri adesso che vorrei raccontarvi cosa è il Mirc – uno degli aspetti che a mio avviso ha funzionato bene in questa prima edizione di Tempo di Libri, la neonata fiera del libro milanese – ecco che arrivano i numeri ufficiali sulle presenze.

I Dati ufficiali sulle presenze a Tempo di Libri la fiera dell’editoria italiana

“Chiude con 60.796 presenze in Fiera, cui se ne aggiungono 12.133 nelle 100 sedi del Fuori Fiera, la prima edizione di Tempo di Libri, la Fiera dell’Editoria Italiana organizzata da La Fabbrica del Libro. Diversi appuntamenti della Fiera sono stati inoltre seguiti con oltre un milione di visualizzazioni in streaming fra Tempo di Libri, Corriere.it e Repubblica.it. (…) 35mila mq, 552 editori, grazie ai quali personaggi, racconti, testimonianze e voci si sono distribuiti in 720 eventi con 2.000 ospiti in Fiera e oltre 100 appuntamenti Fuori Tempo di Libri, tra Milano, Rho, Sesto San Giovanni e Monza” recita il comunicato stampa. E ancora: “Soddisfazione da parte degli organizzatori: ‘Dopo oltre 60 anni è avvenuto un altro Miracolo a Milano: gli editori e i lettori si sono trovati a Tempo di Libri, che è già una realtà nella vita culturale della città’”.

Non commento i dati (se fosse un soufflé, sarebbe da applausi) sulle dirette streaming… ma alle parole “Miracolo a Milano” perdo ogni speranza di imbattermi in qualche informazione degna di questo nome. Quasi mi passa la voglia di chiedermi e chiedervi come si faccia a conteggiare 12.133 presenze in sedi per le quali non sussiste biglietto all’ingresso. Oppure quali tecniche di mimetizzazione abbiano usato i visitatori per non farsi notare. E dire che 60.796 mica sono pochi! Comunque, l’unico dato che manca, l’unico utile e interessante sarebbe l’incasso degli espositori. Ora torniamo alle cose belle. Quelle che hanno funzionato.

Cos’è il Mirc, il Milan international right center?

Collocato nel padiglione 1 (di fronte alla fiera vera e propria, cioè i padiglioni 2 e 4), si tratta della zona degli operatori professionali che hanno il compito di comprare titoli, venderne o fare entrambe le cose.

Cioè è proprio qui che agenti letterari, editor e scout italiani e stranieri si incontrano e si raccontano le proprie storie, storie che desiderano collocare sul mercato editoriale italiano o straniero. Quindi, per capirci: un agente letterario fissa una serie di appuntamenti con i rappresentanti con gli editor delle case editrici italiane e cerca di trovare “casa” alle storie degli autori che rappresenta.

Allo stesso modo un editor di una casa editrice italiana incontra agenti letterari stranieri ed editor delle case editrici del resto del mondo, proponendo i propri titoli per pubblicarli in questi Paesi.

L’aspetto del Mirc – è più o meno simile all’Ibf di Torino e a quello delle altre fiere internazionali – è piuttosto peculiare. Se volete vederlo con i vostri occhi, ecco un video.

Ogni agenzia o casa editrice ha il proprio tavolo numerato, con tanto di cartello. Gli incontri durano mezzora e sembra di assistere a tanti speed date. In effetti anche qui, se tutto va bene, nascono storie.

Diciamo che, in realtà, solo di rado si chiudono contratti; più che altro si gettano le basi per vendere i diritti di un titolo (seguiranno infatti molte mail tra gli interlocutori). A parte alcuni casi: libri che tutti vorrebbero e quindi, vince chi se li accaparra per primo.

I numeri del Mirc, il Milan international rights center

Oltre 500 partecipanti, da 34 Paesi, e più di 6.500 appuntamenti in tre giorni. 170 gli operatori stranieri e circa 330 quelli italiani che hanno avuto la possibilità di conoscersi o rincontrarsi (e, si spera, di afre buoni affari). Cosa hanno detto del Mirc? Nonostante i tempi stretti con cui è stato organizzato è tutto filato piuttosto liscio. Sito chiaro, facile organizzare la propria agenda grazie alla piattaforma multilingue. Spazio confortevole.

Per gli italiani è stata una occasione utile per proporre le novità – Paolo Cognetti, Teresa Ciabatti, Andrea Marcolongo, Francesco Piccolo – ma anche per lavorare sul catalogo e collocare grandi classici – da Giuseppe Berto a Pier Paolo Pasolini – e altrettanti romanzi di autori di successo come Margareth Mazzantini.

Pollice verso per la scelta dell’alloggio degli operatori stranieri: relegarli nell’hotel della Fiera non è stata una grande idea. Visto che, senza navette notturne, era un po’ come essere al confino ai margini della città.

Altri si sono lamentati della mancata presenza di tanti piccoli e medi editori. Inutile dire che molti trovassero del tutto insensato organizzare due eventi a distanza di un mese l’uno dall’altro – fiera di Milano e Salone del Libro di Torino – perché per alcuni operatori non è possibile affrontare due trasferte del genere. E non trovare alcuni preziosi interlocutori non è stato gradevole.

Altro neo? Poche occasioni di incontro non istituzionali. Gli affari si fanno anche bevendo un buon aperitivo.

2 Risposta

  1. Grazie per questo piccolo tour al MIRC, perché vedi lì è dove si determina il destino dei lettori, cioè si sceglie cosa leggeranno i lettori domani, per tutto il resto c’è il self. Ah, chissà quando una fiera tutta loro… 😀
    Felice che abbia funzionato, spero tu possa aver incontrato gente interessante.
    Per il resto il fatto che la fiera di Rho si collochi in mezzo al nulla è un vero peccato e un aspetto che spesso si sottovaluta, così come – sono d’accordo con te – l’importanza di condividere uno business spritz!

  2. Ah, sì, penso che conoscersi e chiacchierare anche al di fuori di un incontro sia piuttosto utile… anche lo spritz è piuttosto utile 😉

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