Osservatorio Aie: peggiora la situazione per l'editoria

Osservatorio Aie: peggiora la situazione per l’editoria

Secondo l’Osservatorio Aie la riduzione dei piani editoriali tocca, al 30 marzo, 23.200 titoli (erano 18.600 la scorsa settimana). Il che significa 49 milioni di copie stampate in meno.

Peggiora ulteriormente la situazione per l’editoria. Lo conferma l’Osservatorio Aie istituito per monitorare gli effetti che l’emergenza Covid-19 sta avendo, e avrà, quest’anno sull’intera filiera.

Solo la scorsa settimana il 91% degli editori valutava il danno come significativo o drammatico, oggi la percentuale è salita al 98%.

Gli editori indicano anche che, su base annuale, saranno 23.200 i titoli in meno che verranno pubblicati. Questo a causa della drastica riorganizzazione dei piani editoriali (qualcosa come il 30% dell’intera produzione italiana; erano 18.600 la scorsa settimana). E che si traducono inevitabilmente in una riduzione delle copie stampate (49 milioni in meno nel 2020), con effetti a cascata sulle varie articolazioni della filiera.

Alla percezione degli editori fanno da controcanto i dati del mercato e dei canali trade (librerie, online e grande distribuzione) con un -75% nel valore delle vendite nelle scorse settimane. «Questi dati parlano da soli» spiega il presidente di Aie, Ricardo Franco Levi. «Da più parti si levano appelli per sostenere la cultura. Non è casuale, l’allarme è evidente. Per questo chiediamo con forza al Governo e al Parlamento di intervenire: accendete un faro sul mondo del libro. Lo state perdendo».

L’Osservatorio Aie fotografa anche una crescita nell’uso degli ammortizzatori sociali da parte degli editori: al 30 marzo il 64% (era il 61% la scorsa settimana) dichiara di aver già avviato le procedure per la cassa integrazione o la sta programmando.

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