Amazon dovrà condividere i dati di vendita

 Amazon dovrà condividere i dati di vendita

Soddisfazione di Aie, degli editori e dei librai in vista di leggi più chiare che garantiranno una concorrenza più leale.

Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva il Digital Markets Act (DMA) e il Digital Services Act (DSA).

Si tratta di due regolamenti ideati per contrastare l’abuso di posizione dominante delle Big Tech sui mercati. E di imporre alle piattaforme online una maggiore responsabilità sul controllo e la moderazione dei contenuti.

Il Dma chiarisce infatti alle piattaforme online cosa sia lecito fare e non fare così da mantenere i mercati liberi e concorrenziali. Il Dsa si occupa invece dei contenuti online illegali e dannosi perché “ciò che è illegale offline è anche illegale online”.

Strapotere o abuso di potere?

L’adozione del Digital Markets Act, sia per la Federation of European Publishers (FEP) sia per la European and International Booksellers Federation (EIBF), è “un grande passo avanti per il settore dei libri dopo 25 anni di abusi”.

Il DMA impone infatti obblighi chiari alle grandi piattaforme online. Vietando una serie di pratiche anticoncorrenziali e impedendo loro di danneggiare il mercato e la concorrenza, inclusi librai ed editori.

Il settore del libro, per decenni, è stato influenzato dal crescente dominio sul mercato delle piattaforme online, tra cui Amazon. Questi big hanno costretto a tutti gli effetti sia gli editori sia i librai a fare affidamento a loro per accedere al mercato, rendere disponibili i prodotti e raggiungere i consumatori.

Ciò, a sua volta, ha permesso alle piattaforme di stabilire le proprie regole. Soprattutto, di operare attraverso condizioni abusive, agendo peraltro come concorrenti diretti sulle proprie piattaforme. E tali pratiche sleali hanno avuto conseguenze dirette, sia sulla concorrenza sia sulla diversità culturale.

Il DMA cambierà le cose per l’editoria?

Tra i cambiamenti ritenuti più significativi secondo Aie:

  1. l’obbligo di condivisione dei dati di vendita con i propri “business users” (nel caso di Amazon gli editori). Finora i dati erano tenuti sotto silenzio e sappiamo bene quanto invece siano fondamentali per definire le proprie strategie.
  2. Il divieto di favorire propri contenuti/prodotti in vendita sulla piattaforma rispetto a quelli di soggetti terzi che utilizzano la piattaforma come market place.
  3. Il divieto di applicare la “Most-Favoured-Nation clause”, cioè la clausola che obbliga ogni soggetto terzo a offrire alla piattaforma le condizioni migliori rispetto ai concorrenti.
  4. Nuovi obblighi in materia di interoperabilità dei contenuti (che potremmo definire come la possibilità di un prodotto tecnologico di cooperare con altri prodotti senza che vi siano particolari complessità), questione cruciale nel mercato degli ebook per evitare ai lettori di dover consumare determinati contenuti solo su specifici device.

Il potere dei dati e il bisogno di una concorrenza equa

Peter Kraus vom Cleff, presidente della FEP, ha dichiarato che «i dati sono la linfa vitale della concorrenza online e alle grandi piattaforme, tra cui Amazon, non sarà più consentito privare gli editori dei dati derivati ​​dalle nostre opere o utilizzarli come armi a loro vantaggio».

Jean-Luc Treutenaere, copresidente dell’EIFB, ha aggiunto: «Accogliamo con favore l’adozione di queste regole e obblighi attesi da tempo, che saranno estremamente vantaggiosi per l’intero settore del libro e garantiranno una concorrenza più equa nel mondo digitale».

Secondo Ricardo Franco Levi, presidente di AIE e vicepresidente di FEP: «Anche grazie al lavoro di AIE e di FEP all’interno delle istituzioni europee, è stato fatto un passo in avanti importante per la creazione di un mercato più equilibrato e competitivo attraverso la limitazione dello strapotere delle piattaforme». Ha proseguito Levi «Di particolare importanza è per noi l’obbligo di condivisione dei dati di vendita. Viviamo in una società che si basa sull’analisi dei dati. E rendere tali dati consultabili da tutti gli attori del mercato editoriale è fondamentale per garantire lo sviluppo della libera concorrenza e rendere gli editori capaci di cogliere tutte le opportunità offerte dal digitale».

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