Libri a Colacione 14-11-15

I consigli da leggere di Tutto Esaurito su Radio 105! Questa settimana: Il calcio del campetto di Mauro Maranto, Miss Jerusalem di Sarit Yishai-Levi e Lola Bensky di Lily Brett.

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►VOLTAPAGINAIl calcio del campetto, Mauro Maranto, illustrazioni di Stefano Intini, Gallucci
Il calcio del campetto, Mauro Maranto, illustrazioni di Stefano Intini, Gallucci, p. 89 (12,90 euro) ebook (6,99 euro)
Donne, dico a voi. Madri, mogli, fidanzate, amiche… quasi di certo ne sarete afflitte o meglio munite: munite di figlio, marito, fidanzato, amico dedito al giuoco del calcio amatoriale.

Cioè di quella specie temibile di maschio che gioca al campetto. A parte che miete più vittime una partitella della guerra, comunque, ecco un compendio di tutto quello che può accadere sul campo dalla presa di possesso del suddetto fino al vestiario.

Per tutti gli individui che cercano – con passione – di colpire con i piedi il pallone su un campo di patate prestato al calcio, individui che non passerebbero mai una visita medico sportiva e che si cimentano nell’evento pensando soprattutto a ciò che seguirà: pizza e birra. E soprattutto per tutti quelli che non comprendono il rituale e i personaggi del calcio amatoriale. Dopo aver letto, capiranno!

Miss Jerusalem, Sarit Yishai-Levi, traduzione di Ofra Bannet e Raffaella Scardi, Sonzogno► DA GUSTARE
Miss Jerusalem, Sarit Yishai-Levi, traduzione di Ofra Bannet e Raffaella Scardi, Sonzogno, p. 492 (19 euro) ebook (9,99 euro)
Trovare l’amore è per alcune una faccenda più complicata di altre. Lo è di per certo per le donne della famiglia Hermosa che hanno la maledizione di incontrare e amare l’uomo giusto ma di vederselo scappare di mano e finire con lo sposarsi uomini che non amano e dai quali non sono amate.

La protagonista di questa storia si chiama Gabriela e ha deciso di riannodare i fili del passato e di ricostruire la storia delle generazioni che l’hanno preceduta, scovarne i segreti, gli amori, i matrimoni obbligati… e la sua famiglia di storia ne ha: a cominciare dal fatto di essere partita dalla Spagna per approdare in Palestina.

E Gabriela ci racconta soprattutto della madre, Luna, la ragazza più bella di Gerusalemme (è appunto lei la Miss Jerusalem del titolo), corteggiata da tutti e trattata come una specie di regina. Questo finché, nell’immediato dopoguerra i conflitti tra Palestina e il nuovo Stato di Israele porteranno gli Hermosa sul lastrico.

Quello che accade non ve lo dico io, ve lo racconterà Gabriela! Un libro per tutti quelli che sanno che per vivere l’oggi e affrontare il domani, tocca aver fatto bene i conti col passato.

► BELLISSIMILola Bensky, Lily Brett, traduzione di Silvia Castoldi, edizioni eo
Lola Bensky, Lily Brett, traduzione di Silvia Castoldi, edizioni e/o, p. 259 (17 euro) ebook (9,99 euro)
Lola Bensky è la protagonista di questa storia. 19 anni, australiana ma trapiantata quasi per caso a Londra. È una giornalista e scrive per una rivista pop australiana che l’ha spedita in giro per il mondo per scrivere di musica e di miti della musica.

Niente male trovarsi a Londra nel ’67, se ci si occupa di musica! Immaginate di poter fare due chiacchiere con Janis Joplin, avere un certo Jimi che ti fa il filo… ma Lola – frizzante, piena di vita e forza – non è solo il suo presente, perché ha una storia, un passato grave: è figlia di sopravvissuti ad Auschwitz, che come tutti i sopravvissuti non conosce il “qui e ora” perché nei campi si rimane per sempre.

E anche se Lola è molto diversa, questo passato le appartiene e la abita, e non può fare a meno di tenerne conto, di condividerlo anche con le star che ha la fortuna di intervistare che stanno ad ascoltare, eccome se ascoltano! Se volete conoscere le icone del rock e avere il privilegio di osservarle da un altro punto di vista ecco il libro che fa per voi!

► #CITACIONE
“Il dolore non è altro che la sorpresa di non conoscerci” Alda Merini.

5 Risposta

  1. Voglio, posso? Sì, posso raccontare un aneddoto su Silvia Castoldi che ha tradotto il n. 3 e pure Elizabeth Strout e altri. E’ stata una mia compagna a un corso di scrittura creativa e si capiva che aveva una gran penna. Scrisse un raccontino bellissimo sui vampiri ben prima di Twilight. Ci incontriamo anni dopo a un concorso di racconti, con finale tipo girone calcistico a eliminazione in un locale (gli avventori votano, e un giudice supremo tipo un editor, un giornalista, assegna altri punti) prima serata: io prima, lei seconda, passiamo entrambe il turno. Alla tornata successiva non siamo più ovviamente insieme, lei viene massacrata dal giudice supremo che dirà: “si vede proprio che non ha dimestichezza con la scrittura!!” Sgosh e tanti vaffa.
    Tutti belli questa settimana, anche le copertine.
    Ci vediamo presto.

    • Ah, che meravigliosa cantonata! Grazie per averla condivisa con noi.
      Ci vediamo presto sì! Con un glorioso spritz 😉

      • Barbara

        Ben prima di Twilight, c’era I diari del vampiro/The vampire diaries. E la diatriba sulla Stephenie Meyer che ha copiato Lisa J. Smith è ancora molto calda tra i fan. Peccato che il secondo fosse già molto focalizzato ad una serie televisiva, o come dico io “never ending story”.

  2. Barbara

    “Il calcio del campetto” mi piace…
    Conosco qualcuno dedito, ma sono molto evoluti: adesso usano non-mi-ricordo-quale-sito per organizzare le partite di calcetto (non a 11 ma a 5). Quando raggiungono i 10 partecipanti, prenotano il campo, a pagamento, riscaldato (quelli da tennis sotto il tendone riconvertiti). E la mattina dopo arrivano zoppicanti… 😀
    Qui no, qui si respira aria di tubo di scappamento del tir che entra dentro il casco quando stai valutando il sorpasso. E l’ebbrezza della sauna dentro la tuta in pelle ai semafori rossi di agosto. Ma, soprattutto, l’adrenalina della prima curva in piega all’inizio di una serie di tornanti che portano in vetta. E il saluto a V che solo i motociclisti seri conoscono. 😉

    • Sì, ne parlano in effetti di questa diavoleria. Devo ammettere che sulle prime mi è parso un libro strano. Cioè non si ride a crepapelle, è serio, perché gli amatoriali la prendono davvero sul serio, pizza e birra, sia chiaro.

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