Pagare per pubblicare dove vanno i soldi

Pagare per pubblicare: ma dove vanno i tuoi soldi?

Molti autori decidono di pagare per pubblicare il proprio testo. Ma spesso non hanno idea di cosa gli venga venduto”.

Fare l’editore è un mestiere un po’ folle. Se poi il matto in questione pensa pure di guadagnare qualche quattrino, vince all’istante un biglietto di sola andata per un centro di recupero. Eppure – nonostante la crisi, le rogne politiche e le iatture dei maya – sono tanti i coraggiosi (e non mi riferisco ai giganti del settore) che ogni primo gennaio accettano la sfida e scendono in campo, mettendo sul piatto un progetto e i propri denari, andando a caccia di titoli di qualità che abbiano le carte in regola per interessare il lettore. Facendo il proprio mestiere, insomma. Ci sono. Basta andare a cercarli. Non sono perfetti, magari non vi faranno diventare famosi né vendere miliardi di copie ma, perlomeno, non vi spilleranno soldi.

E allora, se tu che leggi sei un esordiente, devi capire se vuoi investire su di te o su un’improbabile realtà (editoriale non si può proprio definire). A meno che il tuo obiettivo sia fare della beneficenza. Perché scegliere un editore a pagamento e pagare per pubblicare è come andare a casa di qualcuno e fargli le pulizie, il bagnetto con tanto di barba pelo e contropelo, cucinargli un lauto pranzo e poi, sull’uscio, ringraziarlo per la bella giornata trascorsa e allungargli una mazzetta da duemila euro. Duemila, se va bene, alle volte sei persino più generoso.

Ma quando scegli di pagare per pubblicare hai mai controllato dove finiscono i tuoi euro? Nell’elenco che segue trovi una serie di costi che, da chi chiede contributi, sono considerati a carico dell’autore.

Obbligo di acquisto copie

Non vorrai mica che l’editore faccia il suo mestiere solo soletto?! Suvvia, compra il tuo lavoro, che ti costa? (Cara, ogni copia ti costerà cara, anche sette volte più di quello che la pagheresti a un bravo tipografo. Perché? Perché pagherai il prezzo di copertina – con un piccolo sconto, se l’editore è generoso – non i costi della stampa.)

Correzione bozze

Non vuoi errori e refusi? Pignolo! (È decisamente un benefit quello di non crivellare il testo con orrori di grammatica, sviste e altre disgrazie.)

Editing

Una storia ben congegnata, in effetti, aiuta a vendere il libro. (Basta che paghi e vedrai che qualcuno una letta al libro te la dà… forse, insomma, se capita.)

Impaginazione

I capitoli son buttati là a casaccio? Non temere, risolveranno anche questo problema da nulla (io non ne sarei tanto sicuro, però, ho visto impaginazioni pirotecniche).

Copertina

È solo la prima cosa che si nota in un libro. È normale che l’editore chieda soldi per metterne una! (Alle volte, ahimè, ci sono foto improbabili degli autori e altre disgrazie ché risparmiare male non fa, soprattutto se è l’editEuro a farlo.)

Quartaalette

Parole parole parole, canta Mina; sono solo parole precisa Noemi. Se proprio ci tieni a una quarta di copertina accattivante e ben ideata e a una bio brillante, paga. (Anche se, sempre in ottica di risparmio, l’editEuro spesso abusa, cioè usa i testi dell’autore; Trapattoni immagino direbbe qualcosa come you sing it and play it too insomma, te la canti e te la soni.)

Codice ISBN

Cioè la carta d’identità del libro, un semplice codice numerico che identifica nel mondo ogni testo editato; sborsare per averlo è come comprare delle scarpe e pagare un sovrappiù per le suole.

Bollino Siae

Permette il controllo delle copie vendute, di norma ti tocca pagare l’apposizione del suddetto bollo ma i costi sono irrisori.

Spese annuali di rendicontazione

Purtroppo, a oggi, non mi è chiaro di cosa diavolo si tratti; ho il dubbio che ti facciano pagare pure le spese di segreteria.

Distribuzione

Un testo che non arriva dal libraio è come se non esistesse; e no, tu che porti i libri con te e li vendi alla prima occasione non significa avere una distribuzione capillare.

Promozione

Hai presente quella persona che rompe le scatole ad altre persone parlando del tuo libro, del perché valga la pena, non solo leggerlo, ma pure recensirlo? Quella che ti organizza gli eventi e le presentazioni o fa i modo che si sappia che ci sono eventi e presentazioni che prevedono il tuo libro? Che sa se in radio, in tv o sui giornali c’è uno spazietto che fa al caso tuo? L’ufficio stampa è una delle chiavi del successo di un libro, non un optional.

Scegliere un editore vero

Vuoi prima la buona o la cattiva notizia? Quella buona è che se sceglierai una casa editrice degna dell’appellativo, non dovrai pagare per pubblicare e, se le cose andranno per il verso giusto, avrai incassato un anticipo e il compenso per le copie vendute. Quella cattiva è che le cose potrebbero andare a rotoli comunque ma almeno non avrai speso nulla.

C’è pure la cattivissima notizia: pagando un eap, spesso non si ottiene nulla anche perché, diciamolo, se incassi a priori non sei proprio motivato a fare al meglio il tuo mestiere. E l’editEuro incassa, senza vendere alcunché, grazie alla tua incauta generosità. Perché non provi con un editore vero? È il caso di dirlo, non costa niente.

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4 Commenti

  • Adelmo69 Reply

    17 novembre 2011 at 12:44

    Hai proprio ragione, purtroppo chi utilizza gli editori a pagamento il più delle volte pensa che questo sia l’unico modo per farsi pubblicare. F-A-L-S-O! Prima cosa l’esordiente deve porsi la spinosa domanda: ma quello che ho scritto interesserà a qualcuno? Sembra ovvia ma assicuro che ogni scrittore ha la certezza di avere appena scritto un capolavoro, ecco, in questi casi, consiglio di far leggere il “capolavoro” a terzi non affettivamente coinvolti, meglio ancora a un editor, tranquilla Chiara non voglio farti pubblicità occulta, non ne hai davvero bisogno, ma solo dire che un editor vede le cose in maniera oggettiva e può darti consigli utili, almeno per me è stato così, piccolo inciso io trovo che un editing ante presentazione alla casa editrice, quindi a carico dello scrittore, possa essere utile per rendere il prodotto ancora più appetibile. Secondo, se superato brillantemente il primo step, di editori anche piccoli ce ne sono davvero tanti e se ci si attrezza con un agente vedrete che vedrete il vostro sogno avverarsi.

  • BookBlister Reply

    17 novembre 2011 at 16:16

    Adelmo ti assumo per fare l’esordiente a tempo pieno 😉
    Non è facile esordire, ma vale la pena giocarsi al meglio le proprie carte!

  • Non leggeteli! #5 | BookBlister Reply

    23 giugno 2015 at 21:48

    […] poco coraggioso che pubblica (si fa per dire visto che l’editore è un Eap, un editore a pagamento) il suo obbrobrio, sento il bisogno di ricordare al popolo tutto che gli orrori indegni che […]

  • Non leggeteli! #5 - BookBlister Reply

    1 luglio 2016 at 7:14

    […] del “capitano” poco coraggioso che pubblica (si fa per dire visto che l'editore è un Eap, un editore a pagamento) il suo obbrobrio, sento il bisogno di ricordare al popolo tutto che gli orrori indegni che […]

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