Un altro best seller e siamo rovinati

Frotte di compratori indecisi, facili prede di amnesia da titolo o, peggio, adepti del clan degli “storpiatori anonimi”. Colleghi afflitti da delirium da marketing e poi tanti, troppi libri.
Questa la vita del moderno libraio che si destreggia in una selva di titoli – 70mila all’anno, una cifra spaventosa – e ti credo che il poveretto alle prese con questa “invasione di ultratesti” abbia bisogno di un computer! Perché neppure un ossessivo compulsivo con la mania per le catalogazioni potrebbe mandare a memoria così tanti titoli. Senza contare che l’esercizio dovrebbe essere duplice: registrarli e cancellarli. Perché per un testo la vita sugli scaffali è piuttosto breve, con una media di soli trenta giorni. E non sono pochi quelli che entrano ed escono dalle librerie senza che alcuno se ne accorga: ben il 42 per cento dei libri ha il triste primato di non vendere neppure una copia.
A raccontarcelo in un divertente diario è Marino Buzzi, professione libraio, che ci racconta il suo amato inferno di carta a partire proprio da questo periodo, quello natalizio, quando il delirio raggiunge vette inimmaginabili. Ventotto capitoli per raccontarvi di pile di libri spostate a destra e sinistra senza soluzione di continuità, nella speranza di appioppare almeno una copia a qualche cliente; di gadget improbabili e di ridicole strategie di vendita; di librai tenuti in scacco dall’incubo delle previsioni, degli incassi settimanali, del budget orario… e di personaggi che, ahimè, rischiano di essere più veri che caricaturali. Una voce caustica che saprà farvi sorridere e imparare tante piccole cose sulle vostre amate librerie, magari facendo un sorriso in più ai valorosi librai che, tutti i giorni, ci affrontano con il sorriso.

L’incipit
«Scusi, ha per caso Storia di una calimera
Il ragazzino ossuto e ricciolino mi guarda con aria di sfida, freno il desiderio di strozzarlo e faccio un lungo respiro. È il 24 di dicembre e la libreria è un galeone del Seicento nel bel mezzo di una tempesta: onde enormi, marinai e mozzi che corrono da una parte all’altra della nave, bagnati e impauriti. Qualcuno cade fra i barili pieni di vivande che rotolano sul ponte, qualcuno è già sceso in cambusa a pregare.
Persone ovunque che sbuffano se, dal momento in cui ti chiedono; «Scusi» al momento in cui consegni loro l’agognato libro passano più di venti secondi, sgomitano per passare, si strappano dalle mani i libri, progettano tattiche per accaparrarsi l’ultimo gioco richiesto dal figlio.
Nel bel mezzo della burrasca ci siamo noi librai, che rispondiamo con un sorriso per la milionesima volta, che il pacchetto regalo lo fanno alla cassa, che: «Sì, sono della libreria» del resto ho un cartellino  al collo, stile San Bernardo, che certifica la mia appartenenza a questa tribù.

Un altro best seller e siamo rovinati, Marino Buzzi, Mursia, p. 118 (9,90 euro)

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