Walter e io. Ricordi di un figlio

E per gli Scelti da voi, ecco la recensione di Francesco Franceschini.
Simone Annichiarico ha quarant’anni ben portati, i capelli da ragazzo (come direbbe Fossati) e la parlantina sciolta. Lo avete visto tempo fa da Geppy Cucciari o condurre La valigia dei sogni su La7.
Un tipo simpatico, bravo, capace di acchiappare l’attenzione del pubblico, come si dice. Ho ritrovato il suo nome su un libro, ho guardato meglio la foto in copertina e ho riconosciuto Walter Chiari insieme con un bambino di nove, dieci anni. Per farla breve, lui, Simone, il bambino della copertina, è il figlio del grande Walter. Il suo (W)alter ego, insomma.
Colpa mia, che non lo sapevo, e per rimediare ho comprato e letto voracemente il libro. Che non è una biografia, almeno non una di quelle un po’ noiose in cui vengono raccontati i fatti troppo capillarmente per essere interessanti. Piuttosto: un breve racconto sentimentale, un diario, un volo d’uccello su quanto di divertente accade (o dovrebbe accadere) tra un padre e un figlio.
Solo accidentalmente parliamo di un mostro sacro dello spettacolo italiano e del suo unico figlio. Il discorso andrebbe allargato a tutti i padri-figli; aggiungo che tutti i padri e tutti i figli dovrebbero leggere questo libro. Che è divertente e fa commuovere a volte nella stessa pagina, perché parla di complicità, affetto, goliardia: tutte cose che i genitori-figli dovrebbero condividere.
Se cercate la storia di Walter, i suoi successi, l’estromissione dalla Rai negli anni Settanta, i dati delle trasmissioni di successo, qui ne trovate solo rare tracce. Se cercate roba più vera, aneddoti mai svelati fino ad ora, nel libro ce n’è più di qualcuno. Come la volta che il Walter (come lo chiama suo figlio) si calò in acqua, in un mare tropicale, per dar da mangiare pezzi di tonno a due squaletti che si aggiravano lì intorno, affamati. O come quando pianse per la morte del figlio di Eric Clapton e di Lory Del Santo. Un libro sincero, insomma. E Dio solo sa quanto di questi tempi la sincerità sia merce preziosa.

Walter e io. Ricordi di un figlio, Simone Annichiarico, Dalai editore, p. 181 (18,00 euro)

3 Commenti

  • rosettasavelli Reply

    23 marzo 2012 at 18:21

    E tu che ne pensi ? Penso che valga davvero la pena di leggerlo perchè la Magia del padre è arrivata intatta al figlio, ha fatto il giro doppio e triplo ed è ritornata al padre e fermata qui in 181 pagine.
    Ciao Rosetta

  • Barbara (@pixel78) Reply

    23 marzo 2012 at 18:26

    Grazie della recensione Francesco, cercherò questo libro allora 🙂

  • francesco franceschini Reply

    28 marzo 2012 at 8:52

    Grazie a te Barbara, buona lettura 🙂

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