Il grande Oscar, una vera bellezza!

La veglia è stata ricompensata! Oscar (alle 03.52) è arrivato in tutto il suo dorato splendore.
A seguire il discorso di Paolo Sorrentino che stava quasi in un tweet, tanto è stato breve. “Grazie alle mie fonti di ispirazione, i Talking Heads, Federico Fellini, Martin Scorsese, Diego Armando Maradona. Grazie a Napoli e a Roma, e alla mia personale grande bellezza, Daniela e i nostri due figli”. Va be’, facciamo due tweet… Comunque no, non è saltato sulle poltroncine! Anche se il sorriso di Servillio in full HD ha trasmesso forte e chiaro il mood del momento.
Ci sono voluti 15 anni per acciuffare la tredicesima statuetta per il miglior film straniero (così zittiamo gli scaramantici e pure i francesi che restano a quota dodici). Sì, come dicevo all’inizio, ne è valsa la pena.

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0 Commenti

  • Aldo Costa Reply

    3 marzo 2014 at 8:48

    La pronuncia inglese di Sorrentino assomiglia molto alla mia.

  • impossiball Reply

    3 marzo 2014 at 10:44

    E’ un Oscar strano. Intanto, del film ho condiviso sia le critiche che i pareri positivi; inoltre, sarà dura spiegare agli stranieri che, non potendo apprezzare le sfumature di COME vengono dette le cose dagli attori, si perdono una buona parte di bontà del film e quindi chiedono perplessi a te italiano cosa avesse di speciale questo film, oltre ovviamente alla fotografia. A me quelle sfumature sono piaciute molto, per dire, anche se certe volte ho fatto fatica a seguire quello che diceva Servillo, nonostante un orecchio assolutamente avvezzo ai dialetti del sud.

    Detto questo, ieri ho visto Smetto Quando Voglio, e l’Oscar dovevano darlo a loro quantomeno per la sceneggiatura 😀

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      3 marzo 2014 at 10:49

      Parto dal fondo: viva le trovate narrative e pure i bravi attori!
      Mi piace questo Oscar strano e imperfetto! Ha una potenza così poco italiana… ma non riesco a dirlo meglio. Ho le visioni dal sonno! 😉

  • C'era una volta Twit Reply

    3 marzo 2014 at 14:50

    La dimostrazione lampante che si può “scrivere” un grande film anche senza l’ombra d’un plot. Meditiamo.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      3 marzo 2014 at 15:01

      Le conseguenze dell’amore per me è maestoso. Questo è meno potente, ma ha fascino e una cifra stilistica direi netta. Ci vuole mestiere per farlo e per avere mestiere bisogna aver sputato sangue su un mucchio di script.

      • C'era una volta Twit Reply

        3 marzo 2014 at 15:13

        Mi hai tolto le parole, anzi il titolo alla bocca: Le conseguenze dell’amore è il film di Sorrentino che ho apprezzato di più: maestoso è appunto l’aggettivo giusto… E visto che siamo in vena di classifiche sul podio ci metto Il Divo, poi questo appena premiato (strameritatamente) dagli americani…

        • Chiara Beretta Mazzotta Reply

          3 marzo 2014 at 15:33

          Il tuo podio è il mio podio! Nel divo quello maestoso è Servillo. Riuscire a non farsi fagocitare dal personaggio, quello in carne e ossa, e a non sembrare una ridicola macchietta (stile Bagaglino) non deve essere stato affatto semplice.

  • C'era una volta Twit Reply

    3 marzo 2014 at 15:16

    alla=dalla… Visto mai arrivasse qui il Rapagnetta brianzolo… (quello dei 98 eurocent a botta su Amazon…) 😉

  • tonino75 Reply

    4 marzo 2014 at 10:45

    Grande riultato per il cinema italiano. Non era per niente facile prendere spunto da un capolavoro assoluto come la Dolce Vita di Fellini e costruire un film che non sembrasse una banale copia oppure una boccaccesca commedia. Gli attori hanno aiutato ma grande merito va a sceneggiatore e regista che sono riuscito a tirare fuori il melgio da ogni attore! Bravi davvero e tanti complimenti e io sono contento che abbia vinto un film italiano, soprattutto quando leggo i commenti dei cuginastri francesi, rosiconiiiiii!!!!

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