Da Milano alla Cina, passando per Sant’Ireneo

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muto-come-un-orsetto#VOLTAPAGINA
Muto come un orsetto, Helfrid Wetwood, Frilli, p. 118 (9,99 euro)
Siamo a Milano. In uno stabile di via Padova. E c’è pure il morto. Meglio, la morta. Si tratta di Ginger, una prostituta, anziana, “una che ‘la vita’ l’aveva iniziata quando in Duomo c’era ancora la nebbia e Mc Donald’s era solo un cognome straniero” è stata infatti ritrovata senza vita nel suo letto. È morta per asfissia. A ucciderla? Gosa: nella bocca della donna hanno infatti trovato dei peli sintetici. Sì, perché Gosa è un orsetto. Un peluches. È l’arma del delitto ed è sparita. Abbandonato il divano di Ginger, Gosa adesso se la deve vedere con la strada. E passa di mano in mano: barboni, spazzini, ragazzi, donne, killer, meccanici, psicologi… è lunga la lista di esistenze con cui Gosa dovrà fare i conti nel corso di questa fiaba nera e notturna raccontata da un originalissimo punto di vista: quello di un orsetto. Un orsetto che vuole vendicarsi con quel bastardo che ha ucciso la sua padrona ma, come tutti gli orsetti, ha la bocca cucita in un sorriso ed è, come ci dice il titolo, muto. Per chi ama le carezze, ruvide, e le creature della notte. (Solo una tiratina d’orecchie all’editore, due va: sulla cover lo “strillo” è fra i simboli di maggiore e minore, quelle non sono le caporali; e ci sono ahimè le “d” eufoniche. Sono una rompiscatole, lo so.)

#DAGUSTAREIl risveglio
Il risveglio della signorina Prim, Natalia Sanmartin Fenollera, traduzione di Giovanni Cecchini, Mondadori, p. 256 (16,50 euro) anche in ebook (7,99 euro)
La signorina Prudencia Prim è un tipo anticonvenzionale, a partire dal nome. Trentenne, coltissima, risponde a un curioso annuncio per “bibliotecaria” che richiede assenza di titoli accademici. Eppure lei ne ha una sfilza! Perché vuole il lavoro? Perché sta fuggendo da un mondo caotico, fatto di ritmi serrati, obblighi, monotonia e crudeltà sociale. E così piomba in questo paesino sperduto, Sant’Ireneo, a casa di questo sconosciuto signore che insegna ai bambini del luogo. Per Prudencia è come approdare in un mondo parallelo: la comunità del tutto indipendente vive in una sorta di Ottocento, conduce una esistenza semplice e rurale, nessuna frenesia, nessuna ansia per la carriera, si ispirano ai valori della cultura classica, sono buoni, colti, pacati, i bambini crescono studiando Virgilio, trattati come creature speciali, indipendenti e capaci. Lo scontro di culture e punti di vista si esprime attraverso battibecchi colti e sensuali tra Prudencia e L’uomo dello scranno (ché il misterioso maestro nella storia non ha nome): lei moderna, emotiva che nasconde dietro alla sicurezza non poche fragilità verrà investita da questa ondata di razionalità, pacatezza e tradizione e cambierà, cambierà profondamente. Per tutti quelli che cercano una boccata d’aria, un rifugio al caos opprimente della vita moderna. Per chi cerca il gusto delle e nelle piccole cose.

la-cina-sono-io#BELLISSIMI
La Cina sono io, Xiaolu Guo, traduzione di Gaia Amaducci, Metropoli d’Asia, p. 256 (16,50 euro)
Iona è una traduttrice e vive a Londra. Un giorno una casa editrice le chiede una traduzione. Non è un manoscritto, sono lettere e stralci di un diario scritti in cinese. Inizia così il suo lavoro ma stavolta non si tratta solo di risolvere dilemmi lessicali ma di raccogliere indizi, ricomporre il mosaico delle esistenze che si raccontano in quelle pagine. Ci parlano di Mu, una poetessa, e del suo fidanzato Jian, un musicista di Pechino, un giovane segnato dal massacro di Tienanmen, incarcerato per la sua attività e le sue idee politiche, estromesso dalla Cina e finito in un centro per immigrati in Inghilterra e poi in Svizzera. Queste sono le ultime notizie perché Mu non ha più saputo nulla di Jian ed ecco perché ha consegnato il loro carteggio all’editore: spera di rintracciarlo. Nel frattempo Iona insieme con il direttore editoriale scopriranno che il giovane è figlio di un personaggio di spicco, un politico assai noto in Cina, e il silenzio, il vuoto che è stato creato intorno a ragazzo è tutt’altro che casuale. Riuscirà la nostra traduttrice a rintracciare Jian? Ovviamente lo scoprirete leggendo! Una storia d’amore che ci parla di politica, arte, origini, identità, esilio… per tutti quelli che hanno lottato per la verità e la ricerca ha cambiato loro la vita.

6 Commenti

  • sandra Reply

    17 novembre 2014 at 14:04

    Sopravvissuta a #BCM? Gola e affini, a posto? Ti leggo in grande forma dal punto di vista delle proposte odierne. Come non innamorarsi di Gosa? (Chiuderemo un occhio sulla D eufonica, conosco bene una editor che te le fa togliere o muerte, evidentemente non sono tutte così, e mi viene da dire “peccato”, non “per fortuna!) Il secondo lo lumo da un po’, intrigante da matti il terzo. Bacione

  • polimena Reply

    17 novembre 2014 at 14:50

    “Per tutti quelli che cercano una boccata d’aria, un rifugio al caos opprimente della vita moderna.” SI, LO VOGLIO.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      17 novembre 2014 at 16:07

      Ah, secondo me ti piace! Che bello averti vista in 3D ieri! Mi ricordi dove scrive la tua amica (Francesca, giusto?) Scusa, perdo pezzi… ieri sera ero stravolta!
      Un abbraccio!

      • polimena Reply

        17 novembre 2014 at 16:21

        Felice io di averti riconosciuto e finalmente conosciuto! Ti scrivo in pvt

  • Narrativa in taxi | BookBlister Reply

    15 gennaio 2015 at 15:45

    […] a un diluvio torrenziale, che ho intervistato Helfrid Wetwood autore di Muto come un orsetto (qui trovate la recensione). Buon ascolto, anzi, buona […]

  • Narrativa in taxi - BookBlister Reply

    1 luglio 2016 at 20:42

    […] a un diluvio torrenziale, che ho intervistato Helfrid Wetwood autore di Muto come un orsetto (qui trovate la recensione). Buon ascolto, anzi, buona […]

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