Non innamorarti mai

LA meccanica del cuore cover

La meccanica del cuore Mathias MalzieuUn bambino nasce nella notte più fredda del mondo. Il suo cuore è completamente ghiacciato e non batte. Così la levatrice (che pare una scienziata pazza) sapete un po’ che decide di fare?
Di impiantargli un orologio a cucù.

La meccanica del cuoreE se pensate che il cuore sia un organo delicato, non potete immaginare quanto sia fragile il meccanismo di un orologio. Qualsiasi emozione forte potrebbe comprometterne il funzionamento. Le lancette spezzarsi e ferirlo… Perciò Jack, per sopravvivere, dovrebbe bandire ogni turbamento, soprattutto quello più intenso: l’amore.

Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non innamorarti, mai e poi mai.
Altrimenti, nell’orologio del tuo cuore, la grande lancetta delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle, le tue ossa si frantumeranno, e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi.

La vita ha però altri piani e, infatti, alla prima uscita il giovane incappa in una la-meccanica-del-cuore-10creatura piena di malia, una piccola cantante andalusa, e se ne innamora. Pazienza se questo significa fuggire, peregrinare per il mondo e rischiare tutto.
Non è un libro perfetto ma mi ha colpita. L’autore, Mathias Malzieu, è un cantante (la voce dei Dionysos) e ha infatti un ritmo tutto suo nel raccontare, non gli mancano le parole, le sue intendo, e neppure la creatività. Ed è coraggioso. Per questo ha scelto una fiaba e come tutte le fiabe è uno strumento 163508348-63ab6c88-5c35-458e-8576-fa66775b430bper affrontare le paure e scardinare credenze (e trattare temi delicatissimi come la diversità), mischia con estro magia e quotidianità e sa essere al contempo lieve, terrena, carnale, dura…  Malzieu l’ha ambientata in un Ottocento surreale zeppo di riferimenti quotidiani (calcistici soprattutto, ma non manca il meteo) con un protagonista che a dieci anni ama come un adulto (o sono gli adulti ad amare come i bambini?). È una fiaba e ha potere di parlarti. Ognuno, nel sussurro delle pagine, sentirà ciò di cui ha bisogno.

Un regalo per chi? Crede che l’amore valga comunque la pena, sa cosa significa essere “diversi”, il freddo, le trovate curiose, i cantanti che scrivono romanzi, le storie di formazione, il surreale.

[youtube=http://youtu.be/3atXidqpuZs]

Incipit
Il 16 aprile del 1874 nevica su Edimburgo. Un freddo cane, fuori del normale, inchioda la città. I vecchi commentano che potrebbe essere il giorno più freddo del mondo. Il sole sembra scomparso per sempre. Il vento è sferzante, i fiocchi di neve sono più leggeri dell’aria. BIANCO! BIANCO! BIANCO! Esplosione sorda. Non si vede altro. Le case ricordano locomotive a vapore, il fumo grigiastro che esala dai camini fa scintillare un cielo d’acciaio.
Edimburgo e le sue ripide strade subiscono una metamorfosi. Una dopo l’altra le fontane si trasformano in composizioni di ghiaccio. Il vecchio fiume, in genere molto serio nel suo ruolo di fiume, si è mascherato da lago di zucchero a velo che si estende fino al mare. Il frastuono della risacca echeggia come vetri rotti. La brina produce meraviglie ricoprendo di paillette il corpo dei gatti. Gli alberi somigliano a grandi fate in camicia da notte, che distendono le braccia, sbadigliano alla luna e guardano le carrozze slittare su una pista di pattinaggio lastricata. È talmente freddo che gli uccelli si congelano in volo prima di schiantarsi al suolo. Cadendo fanno un rumore incredibilmente dolce per essere un rumore di morte.
È il giorno più freddo del mondo. Proprio oggi mi accingo a nascere.
Accade in una vecchia casa in bilico sulla cima della collina più elevata di Edimburgo – Arthur’s Seat –, un vulcano incastonato nel quarzo blu, sulla cui vetta raccontano che riposi la salma del buon vecchio re Artù. Il tetto della casa è altissimo e molto aguzzo. Il camino a forma di coltello da macellaio punta alle stelle. La luna ci affila le sue falci. Non c’è nessuno qui, solo alberi. All’interno è tutto di legno, come se la casa fosse scolpita in un enorme abete. Sembra quasi di entrare in una capanna: una profusione di travi scabre a vista, finestrelle recuperate dal cimitero dei treni, un tavolo basso ricavato direttamente da un ceppo. Innumerevoli cuscini di lana riempiti con foglie morte ricamano un’atmosfera da nido. In questa casa avvengono molti parti clandestini.
Qui vive la strana dottoressa Madeleine, una levatrice che gli abitanti della città considerano pazza. È abbastanza graziosa per essere una vecchia signora. La scintilla del suo sguardo è intatta, ma ha una specie di falso contatto nel sorriso.
Mette al mondo i figli delle prostitute, delle donne abbandonate, troppo giovani o troppo infedeli per partorire nel circuito classico. Oltre ai parti, la dottoressa Madeleine adora riparare la gente. È una grande esperta di protesi meccaniche, occhi di vetro, gambe di legno… Nel suo laboratorio si trova di tutto.
Alla fine del diciannovesimo secolo, tanto basta per essere sospettati di stregoneria. In città si racconta che uccida i neonati per farne schiavi ectoplasmatici e che si accoppi con volatili di ogni genere per dare vita a creature mostruose.

La meccanica del cuore, Mathias Malzieu, traduzione di Cinzia Poli, Feltrinelli, p. 147 (8 euro) ebook (5,99 euro)

© Storia suggerita da Chiara Povero

6 Commenti

  • Aldo Costa Reply

    14 dicembre 2014 at 17:07

    Due motivi per cui mi scatta l’impulso all’acquisto: 1) Edimburgo. Basta sentirla nominare e ci casco, Mi sono appena procurato l’ennesimo libro ambientato in Scozia. 2) La traduzione di inzia Poli. Cinzia Poli? Quella che fa le vignette a Caterpillar? E’ un genio, la stimo tantissimo. Poi ci sono i contro:£) la storia non credo che faccia per me, 4) non ho voglia di fiabe e di fantastico. Sono in periodo ultra reale. Due contro due. Con tutto quello che ho da leggere nel Kobo, per il momento passo.

  • Aldo Costa Reply

    16 dicembre 2014 at 8:34

    Ehi, ho fatto una domanda!

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      16 dicembre 2014 at 9:17

      Eh, ma che carattere! Scusa, eri finito nella coda… divorato dalle baggianate di un fake. Eccomi!
      Cinzia Poli, che tra l’altro è la traduttrice dell’Eleganza del riccio, è una gran traduttrice ma no, non è quel mito della Poli Cinzia, la prima vignettista radiofonica. Però è bello che due persone così brave condividano lo stesso nome.
      Baci!

  • Aldo Costa Reply

    17 dicembre 2014 at 9:14

    Tranqui, non mi ha risposto nemmeno Cinzia Poli ? 🙂

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