I giovani li leggono, all’estero li comprano

Buoni i numeri dell’editoria per i ragazzi (i dati sono dell’Osservatorio Aie) e ottime anche quest’anno le presenze alla Fiera internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna.

La crisi miete vittime ma il 2014 dell’editoria per i ragazzi si è chiuso discretamente, con un aumento del 5,7 per cento del fatturato e un più 2,7 per cento di copie vendute. Secondo l’Annuario Andersen sarebbero 320 gli autori italiani che scrivono abitualmente libri per ragazzi e 305 gli illustratori.

Quanto leggono i ragazzi? Guardate qui:

Dati lettura ragazzi

È andata bene anche la Fiera internazionale del Libro per Ragazzi di Bologna (dal 30 marzo al 2 aprile) con oltre 1.200 espositori da 77 Paesi di tutto il mondo, visitata da oltre 35mila persone (un +15% sul 2014 e un +10% di presenze estere).

Non è mancato pure l’annuncio curioso (o minaccioso, fate voi): la nascita del Premio Strega Ragazzi, dedicato ai giovani tra i 6 e i 16 anni, organizzato da BolognaFiere con la Fondazione Maria e Goffredo Bellonci in collaborazione con (rullo di tamburi) il Centro del Libro e della Lettura (il Cepell, sì). Alcuni studenti delle elementari e medie decreteranno i vincitori della prima edizione del Premio Strega Ragazzi. Due le categorie in concorso: una di libri per bambini dai 6 agli 11 anni e l’altra per quelli dai 12 ai 16 anni. Verranno selezionate due cinquine da una commissione di esperti (anche questo suona minaccioso). I vincitori? Saranno scelti dagli studenti di scuole elementari e medie e resi noti durante la prossima edizione della fiera.

Tornando ai dati, sono interessanti anche quelli relativi all’export. Nel 2014 sono stati venduti 2.167 diritti di edizione (+6,8%) ed è diminuita l’importazione da altri Paesi (-4,4%): i titoli acquisiti sono stati 840 nell’ultimo anno. Pensare un libro per il mercato internazionale pare un obiettivo ormai imprescindibile e realizzabile: se nel 2002 solo il 31,5% dei titoli “volava” all’estero, oggi accade per il 92,4%. L’Europa è l’area più interessata ai nostri titoli (63%) a seguire l’Asia (20%) anche se i Paesi anglofoni (sostanzialmente UK, Stati Uniti e Canada) assorbono solo il 6 per cento dei testi venduti all’estero.

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