Notizie sommerse

L’ex comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, ha presentato il libro Le verità sommerse scritto insieme con la giornalista Vittoriana Abate. Molto lo sdegno poche le domande (serie) dei giornalisti. 

È qualche giorno che la rete si indigna per l’uscita del “libro” di Schettino. La vera notizia sommersa? Gossip a parte, indignazione a parte, nessun giornalista ha sentito il bisogno di darcele delle notizie, a cominciare dal profilo dell’editore che ha pubblicato il signor Francesco Schettino e la giornalista Vittoriana Abate.

Chi è Vittoriana Abbate? Laureata in giurisprudenza, salentina trapiantata a Roma, è una giornalista professionista dal 2002, lavora in Rai ed è inviata di “Porta a porta”, il programma di Bruno Vespa (e si vociferava avesse una storia con il capitano).

Tornando all’editore: è un certo Graus di Napoli che fino a qualche anno fa non dava informazioni circa la propria politica editoriale ma a diversi autori chiedeva contributi per la stampa (Costi? 2.200 euro). Si chiama eap, editoria a pagamento, un modo inutile per alleggerirsi il portafoglio, visto che con il selfpublishing si può fare lo stesso (meglio) e con più dignità.

Comunque. Forse ricordate le immagini di Schettino abbronzato che se la spassa a una festa tutto di bianco vestito. Ecco, era il 19 luglio 2014 ed era a Ischia al White party a casa di Pietro Graus, l’editore, e Schettino era l’ospite d’onore. Già.

Volete scoprire se Graus è eap o no? Mandategli un testo, lui assicura che ci metterà solo 20 giorni a darvi una risposta. Anche se il minaccioso “metti Nero su bianco. Contattaci per scrivere il tuo libro” che campeggia sul sito non fa ben sperare… a ogni modo, ci scommetterei che a Schettino soldi non sono stati chiesti ché in quest’Italia guardona il capitano ne farà incassare un mucchio al signor Pietro. Ciò che conta? Inquadrare l’editore per dare a questa notizia il giusto peso. Come fare? Basta osservare il catalogo perché le scelte editoriali sono la carta di identità di una casa editrice. Quindi, inchini a parte, date un occhio a ciò che stampa Graus (esaminate pure la sua fitta rete distributiva) e traete le vostre conclusioni.

Certo, sarebbe stato più normale trovare informazioni sull’editore nei pezzi che ne hanno parlato. Ma, si sa, l’undicesimo comandamento è: “Non pestare i piedi a nessuno (Nessuno un giorno potrebbe tornarti utile) e vivrai a lungo” e il signor Graus di amici ne ha parecchi, basta vedere gli invitati alle sue feste.

Nessun giornalista ha ritenuto neppure importante approfondire perché e quando Vittoriana Abate avrebbe deciso di scrivere questa storia, prima o dopo il 5-12-2012 quando intervistava Schettino a “Porta a porta”? Pochi hanno poi precisato che il testo non corrisponderebbe alla verità dell’uomo che ha ucciso 32 persone ed è stato condannato a 16 anni e un mese di reclusione ma sarebbe una inchiesta. «Le verità sommerse non è la verità del Comandante Schettino, ma è un’inchiesta giornalistica, che contiene anche il suo racconto» ha detto Vittoriana Abate.

Nessuno a questo punto ha trovato logico domandarle perché il nome di Schettino campeggi sulla copertina tra gli autori. Cioè, se scrivo una inchiesta sul mostro di Firenze, poi ce lo metto tra gli autori? E quando presento il libro lo faccio insieme con il mostro? Non si fa un po’ di confusione tra fonte, intervistato e autore? O forse è più facile vendere un libro se in copertina c’è il nome di Schettino?

Una notizia buona però c’è: nessun editore autorevole, grande o piccolo, ha pubblicato questo libro. Detto in modo brutale: nessun editore degno di tale nome ha avuto il fegato di fare cassa con questa storia. E per me è già qualcosa.

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12 Commenti

  • Barbara Reply

    30 Giugno 2015 at 17:11

    Che tristezza….
    I marinai di famiglia Schettino non lo vogliono nemmeno sentir nominare. Ha abbandonato la nave prima dell’ultimo passeggero. O quanto meno prima dell’ultima scialuppa, tentando almeno di coordinare i soccorsi da bordo.
    Ci possono essere processi, ricorsi, appelli, inchieste, libri, libretti e soprattutto librucoli…ma quella è un’onta che non si toglierà mai dalla sua persona.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      30 Giugno 2015 at 17:20

      Ah lo immagino! Un uomo è quello che fa e certe cose non si dimenticano.
      Fatico a comprendere l’Abate, ma fatico a comprendere di più la stampa che dà le notizie senza avere la minima curiosità o voglia di approfondirle.

  • Maria Ventura Reply

    30 Giugno 2015 at 17:17

    La cosa tristemente vera è che questo libro venderà davvero tanto! Non ho parole!

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      30 Giugno 2015 at 17:21

      Garantito. Come è garantita la coda quando c’è un incidente nell’altra corsia e la gente rallenta per guardare.

  • manugia - figlia dei fiori Reply

    30 Giugno 2015 at 17:25

    Perll lloòooooooplllpp oppolo lll Llo olografo ologramma il tuo indirizzo i

    Inviato da smartphone Sony Xperia™

  • Serena Reply

    30 Giugno 2015 at 18:03

    L’ha ribloggato su C'era una volta una storiae ha commentato:
    Grazie a Chiara per questo articolo.

  • Serena Reply

    30 Giugno 2015 at 18:09

    Certo che venderà un botto. La responsabilità dei lettori. Si dimentica sempre che se vige la legge dello schifo è perché sono i lettori a decidere chi vince. Blah. Scusate lo sfogo.

  • Se un imputato figura tra gli autori di una inchiesta mentre il processo è in corso | BookBlister Reply

    3 Settembre 2015 at 0:33

    […] fa mi sono occupata del “libro” di Schettino (trovate il pezzo qui) che, in realtà, non è scritto da Schettino (anche se lui compare come autore) ma dalla […]

  • “Il Libraio” di settembre 2015 (seconda puntata) | giramenti Reply

    8 Ottobre 2015 at 8:01

    […] di Longanesi (da Il Corriere della Sera). Per fortuna l’editore del libro di Schettino – come racconta la siora Beretta Mazzotta – si limita a essere “a pagamento”. La trovo una motivazione più concreta: una scusa che […]

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