Dalla lirica ai veleni… Buon compleanno, “Mary”!

Buon compleanno Agatha-Christie scrittriceMary Westmacott alias Agatha Christie nasceva oggi; indiscussa regina del giallo che con i suoi scritti – racconti, romanzi e opere teatrali – avrebbe guadagnato circa 20 milioni di sterline.

Archie ChristieSono passati ben 125 anni dal 15 settembre 1890. A Torquay, nella contea inglese del Devon, nasceva Agatha Mary Clarissa Miller. Se il nome non vi dice nulla, è perché il cognome lo deve ad Archie Christie – ufficiale della Royal Flying Corps – sposato nel 1914 (che, in barba al colpo di scena, la tradirà banalmente con Theresa Neele, la segretaria).

Agatha_Christie_da bambinaTempra niente male la signora: in 86 anni di vita pubblicò la bellezza di 66 romanzi gialli, 20 opere teatrali, 6 libri rosa e 150 racconti. Una che a scrivere, però, non pensava affatto: il suo sogno era infatti diventare una cantante lirica e per questo aveva studiato. Ma il suo talento stava altrove.

Iniziò a scrivere biografie e romanzi sentimentali usando come pseudonimo Mary Westmacott. Fu la vita a darle ben altri argomenti. Ferite da arma da fuoco, medicinali… imparò tutto durante la Prima guerra mondiale all’ospedale di Torquay, mentre assisteva i soldati.

Ed è proprio lavorando a contatto con i veleni, come assistente nel dispensario farmaceutico, che le venneThe mysterious affair of Styles l’idea per The mysterious affair of Styles, il suo primo romanzo giallo che – udite udite, esordienti! – le venne rifiutato da diversi editori prima di vedere la luce; cosa che accadde ben cinque anni dopo, grazie a John Lane, editore londinese che lo fece uscire prima negli Stati Uniti poi, dopo il discreto successo, anche in Gran Bretagna. Un successo insperato, peraltro, visto che il libro nacque per scommessa (Margaret, la sorella, l’aveva sfidata a comporre e pubblicare una storia gialla).

La Morris Cowley di Agatha ChristieLa vita talvolta imita l’arte e la biografia dell’autrice non è esente da misteri. È il 3 dicembre del 1926 e Agatha sparisce dalla propria casa. Viene ritrovata soltanto la sua auto, una Morris Cowley, in fondo a un dirupo vicino a Guilford.

Seguono ben undici giorni di buio in cui la stampa si scatena mentre Scotland Yard (e pure Sir Arthur Conan Doyle) tenta di far luce sul mistero. La donna viene poi ritrovata allo Swan Hydro, un albergo di Harrogate, in stato confusionale. O almeno questa fu la versione “ufficiale”: amnesia dovuta a un profondo stato depressivo in seguito alla morte della madre (e alle difficoltà coniugali aggiunsero i maligni). I complottisti dell’epoca arrivarono a pensare che si fosse trattato di uno stratagemma per farsi pubblicità. Mentre i più creatavi ancora oggi leggono l’episodio come un astuto piano per incolpare Archie, il fedifrago, di omicidio o quantomeno per fargli prendere un bello spavento. Di certo i dettagli narrativi non mancano a cominciareLa sparizione di Agatha Christie dal fatto che la Christie si fece registrare in albergo con il nome Theresa Neele, l’amante del marito.

L’episodio non ispirò alla scrittrice alcuna storia gialla bensì un romanzo rosa, Il deserto nel cuore (1944), la cui trama ricorda parecchio le intricate vicende matrimoniali della Christie. La sparizione colpì invece diversi altri autori (e i biografi non autorizzati come Richard Hack che la raccontò nel suo Duchess of Death) e, nel 1979 divenne un agatha il filmfilmIl segreto di Agatha Christie diretto da Michael Apted – con Dustin Hoffman e Vanessa Redgrave nel ruolo della scrittrice.

La verità sull’accaduto rimarrà un mistero ma di certo l’autrice continua a essere letta, tradotta, portata in scena…  e non cessa di essere  fonte di ispirazione. La ritroviamo, se così si può dire, persino nel film Minority Report (2002) – tratto dall’omonimo racconto di Philip Dick, diretto da Steven Spielberg e interpretato da Tom Cruise, Colin Farrell e Samantha Morton – i tre Precog hanno infatti i nomi di famosi autori di gialli:  Dashiell (come Hammett), Arthur (dall’autore di Sherlok Holmes, Doyle) e appunto Agatha.

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18 Commenti

  • Barbara Reply

    15 settembre 2015 at 12:56

    La grande Agatha. Non so quanti ne ho letti, trovati in giro per casa degli zii in edizione Gialli Mondadori da edicola. Però più di Poirot, mi piaceva Miss Marple, forse per l’incredibile somiglianza impicciona con una mia prozia. Per un lungo periodo poi ero convinta che il pince-nez fossero i baffi all’insù… (non c’era wikipedia e non si trovava nel Zanichelli!) Il mio preferito resta Dieci piccoli indiani. Però ho smesso di leggerla con L’assassinio di Roger Ackroyd. Non m’è andata giù che per tutto il libro mi metti a caccia dell’assassino e poi mi dici che è il narratore stesso che, ovviamente, ha omesso il particolare di essere stato lui. Mi sono sentita defraudata del finale.
    Però mi viene la curiosità di leggere quei 6 libri rosa…chissà.

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      15 settembre 2015 at 13:02

      Curiosità su “Dieci piccoli indiani”. Il titolo, in realtà, era “Ten Little Niggers” da questa filastrocca https://www.youtube.com/watch?v=SfNdwFwV6Ao citata nel testo. Per ovvie ragioni, per la versione cinematografica del 1945 di René Clair, il titolo fu modificato in “Dieci piccoli indiani” in questo caso, però, non sono persone di colore a morire nella filastrocca ma pellerossa.

    • sandra Reply

      15 settembre 2015 at 13:22

      L’assassino di Roger Ackroyd in effetti ha diviso in due i suoi lettori, c’è chi, come te si sente tradito, e chi, come me, pensa di avere avuto in mano tutti gli elementi, in fondo il romanzo è il diario del medico, e di non averli saputi capire.

  • silvia cantoia Reply

    15 settembre 2015 at 13:03

    Io sono una grande lettrice di Agatha Christie tanto che ho tutti i libri gialli e alcune opere teatrali e per me è l’archetipo del genere ed è piacevole da rileggere nel tempo

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      15 settembre 2015 at 13:04

      Ciao Silvia! Ah, ti capisco. Io ricordo estati disseminate di Gialli. Tutti suoi! 😉

  • sandra Reply

    15 settembre 2015 at 13:17

    Sono talmente esperta di Agatha che il tuo post ha collegato la mia libreria 😀 che godimento. Li ho letti tutti, visti a teatro, partecipato al brunch con delitto su una sua opera, visti i film (e quando ripropongono Assassinio sull’Orient Express in tv lo riguardo con piacere e pure Corpi al sole). Un mito, punto. Alcune sbavature non sminuiscono il genio, del resto con una produzione tanto vasta.
    Segnalo http://www.ibs.it/code/9788845413544/martinetti-anne/creme-crimini-ricette.html
    con la presentazione di Jeffery Deaver ricette tratte dai romanzi della Christie, tra le quali il famoso Christmas Pudding.
    Ehi, i libri a colacione di ieri?
    E ciò che tu sai?
    Mi stanno imbiancando casa, sono in una situazione assai tediosa. La rogna della macchia di umidità proveniente da una rottura dei vicini, a giugno, pare non sia stata riparata a dovere… pepepppepepepepe!
    bacione sconfortato

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      15 settembre 2015 at 13:19

      La rubrica non è ancora ripresa! Ci stiamo lavorando 😉 E arrivo!
      Salutami la libreria, vado a farmi un pudding…

      • sandra Reply

        15 settembre 2015 at 13:24

        … se riesco a raggiungerla scavalcando i cumuli provenienti dalle altre stanze in fase imbiancante, volentieri. Grazie

  • Aldo Reply

    15 settembre 2015 at 14:37

    Su Roger Ackroyd,
    Tutti gli altri sono giallognoli, gialli canarini, gialli paglierini e gialli pipì. Questo di Aghata Christie è il giallo giallo per definizione. Io penso che tutti gli scrittori che sono venuti dopo Roger Ackroyd, cioè dopo il 1926, abbiano dovuto far finta che questo romanzo non esistesse, altrimenti, per quanto bravi, fantasiosi, perversi o geniali fossero, con un benchmark di questo livello sarebbero andati in depressione.
    Chi non lo avesse letto si procuri uno specchio per guardarsi in faccia alla fine della lettura. Buon divertimento

    E alla faccia dello spoiler 🙁 🙁

  • Daniele Reply

    15 settembre 2015 at 16:35

    Ho letto qualcosa di suo da ragazzino – non so se esista qualcuno che non abbia letto almeno un suo libro, a questo mondo – e una cosa che mi stupì ai tempi, fu scoprire che aveva scritto anche delle storie sul soprannaturale.
    Poi ricordai che anche Conan Doyle si era lanciato sul tema, e mi sono chiesto se pure Edgar “scrivo un libro in un weekend” Wallace facesse parte del club 😛

    • Barbara Reply

      15 settembre 2015 at 16:53

      Il segugio della morte! Era una raccolta di racconti con base il soprannaturale, mi ricordo la copertina con il disegno di un enorme cane nero che attacca una suora.
      E ricordo che mi piacque. Oh si si!
      Tempo fa avevo cominciato a ricomprare quelli letti (originali perduti durante un allagamento), ma non ritrovo più le stesse edizioni.

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