Come siamo diventati nordcoreani – Krys Lee

Come siamo diventati nordcoreani – Krys Lee
Autore: Krys Lee
Traduzione di Stefania De Franco, Flavio Iannelli e Daria Restani
Casa editrice: Codice Edizioni
298 pagine
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Chi sono e quali orrori devono affrontare i nordcoreani? Abbiamo i giornali, la rete, la tv, la radio, i social per far circolare le notizie, smascherare i cattivi e far luce su complotti e atrocità. Crediamo di sapere tutto. Eppure ci sono angoli del mondo che restano al buio. Luoghi in cui tutto accade e nulla trapela. Per scarsa attenzione, certo, e per colpa di chi non ha alcun interesse a far circolare la verità.

Per esempio cosa pensiamo di sapere della Repubblica Popolare Democratica di Corea? Forse leggendo il nome di Kim Jŏng-ŭn vengono in mente solo futili notizie sul suo taglio di capelli o ridicoli fotomontaggi acchiappa like. Ma una risata non basta per cancellare l’orrore di un despota, la crudeltà di un tiranno sanguinario.

Cosa sappiamo della Corea del Nord, di quello che accade in questa dittatura e di cosa significhi essere nordcoreani? Poco, spesso nulla. E per colmare il vuoto servono segni, testimonianze. Servono parole. E Krys Lee (qui trovi l’intervista) ha saputo trovarle, trovando anche il coraggio di affrontare la violenza della realtà con la morbidezza di uno stile poetico e sinuoso, e scegliendo come strumento divulgativo la fiction.

La forza di questa autrice è aver inteso che alle volte il Male per essere smascherato ha bisogno di finire dentro una storia. Perché siamo assuefatti alla realtà tanto che per credere a certi orrori (quando non capitano a noi, quando non ci toccano da vicino), per prestare loro attenzione dobbiamo conoscerli e osservarli attraverso personaggi e storie di fantasia.

Ed ecco che Jangmi, Yongju e Danny diverranno i vostri occhi sulla Corea del Nord. Occhi di chi, poverissimo, tenta di sopravvivere in un Paese in cui la vita – semplicemente – non vale; di chi, al contrario, crede di valere e conosce gli agi del potere; di chi è fuggito.

L’esilio, la fuga, i silenzi, la mancanza di una vera identità sono gli elementi che legano queste persone. Vi sentirete vicini a loro, sarete con loro, e avrete la sensazione di abitare in un Paese vittima del potere, un Paese che divora i sogni di chi lo abita.

La speranza, però, si insinua nelle crepe: lo testimoniano gli attivisti e tutti quelli che trovano il coraggio di parlare. E pure chi legge, presta attenzione e accoglie il messaggio. Perché informarsi, voler sapere e capire è sempre l’inizio di un cambiamento.

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