Bonus cultura: che fine farà e come è stato utilizzato su Amazon?

Sono passati 9 mesi da quando è stato assegnato il bonus cultura da 500 euro ai diciottenni del ’98. Un bilancio dell'iniziativa e alcuni dati di Amazon. 

Sardegna, Basilicata e Abruzzo sono queste le regioni che – su Amazon – hanno utilizzato di più 18app, cioè il bonus cultura per acquistare libri ed ebook. Seguiti dai diciottenni provenienti da Puglia, Marche, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Campania e Molise.

Che cos’è il bonus cultura? Voluto dallo Stato nel 2016, permette ai ragazzi italiani nati nel ’98 di spendere a proprio comodo 500 euro per cinema, concerti, eventi culturali, musei, monumenti, parchi, teatro, danza… e libri (cartacei, ebook, audiolibri)!

I giovani come hanno speso il proprio gruzzolo? Per prima cosa hanno preferito il canale online rispetto ai negozi fisici (alla fine di maggio erano stati spesi 33 milioni in rete contro i 25 dei negozi) e hanno optato – udite, udite – soprattutto per i libri. Come è andata su Amazon? I più gettonati sono stati manuali e test per prepararsi all’università: Alpha Test, manuali di meccanica, ingegneria, odontoiatria, elettrotecnica…

Nella top ten degli acquisti compare anche la narrativa: ai primi posti troviamo la serie completa di Harry Potter di J.K. Rowling e anche il nostro Alessandro D’Avenia con L’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita (Mondadori).

I dati ufficiali del bonus cultura

A parte le notizie fornite dal colosso di Bezos, i dati ufficiali ci dicono che l’iniziativa “bonus cultura” non è stata un successo: sui 574.953 aventi diritto, solo 351.522 ragazzi (il 61%) si sono registrati a 18app. Senza contare i ragazzi che il bonus, invece di utilizzarlo, sono corsi a rivenderselo: online si trovava a 250 euro. E non sono mancate le truffe (Renzi si è beccato per questo motivo l’immancabile Tapiro di Striscia la notizia). Insomma una buona idea con diverse pecche a cominciare dai tempi biblici per l’attivazione del servizio, scadenze prorogate e svariate rogne burocratiche.

Non ne sapevate niente e siete del ’98? Purtroppo per voi è troppo tardi per usufruire del bonus cultura. Se invece vi siete registrati alla piattaforma entro il 30 giugno 2017 e avete già creato la vostra identità digitale (SPID), ricordatevi che avete tempo fino al 31 dicembre di quest’anno per investire i 500 euro. A luglio risultavano spesi soltanto 67 milioni dei 175 disponibili, quindi prendete ciò che vi spetta!

Come utilizzare i buoni su Amazon

Come? Una volta ottenuto l’ID, si accede a 18app.it per ottenere i buoni del Governo. Per comprare su Amazon.it i ragazzi devono prima creare buoni del valore di 5, 10, 25 o 50 euro – sempre sul sito 18app.it – e poi convertirli in codici Amazon del medesimo valore sul sito amazon.bonus18.it. Al momento della conversione, l’intero importo del buono verrà dedotto dal saldo 18app. I codici Amazon potranno essere quindi utilizzati per acquistare i prodotti selezionati su Amazon.it in un’unica soluzione o in diverse occasioni (per maggiori informazioni date un occhio al tutorial su www.amazon.it/18app).

Il bonus cultura ci sarà ancora?

E per i ragazzi del ’99? Confermato nella legge di Bilancio 2017, l’incentivo non ha ancora un decreto attuativo e quindi non si sa se ci sarà oppure no, anche se sul sito di 18app sono ottimisti e si legge: “Le registrazioni a 18app dei diciottenni nati nel 1999 e degli esercenti verranno rese disponibili dopo la pubblicazione del relativo decreto attuativo con scadenza finale fissata al 30 giugno 2018”.

Nel frattempo potete consultare la pagina 18app creata su Facebook e bersagliata dagli studenti che, in effetti, hanno tutte le ragioni per lamentarsi.

2 Risposta

  1. Purtroppo perché un’iniziativa, nella fattispecie politica, esprima il suo pieno potenziale occorre la validità di tutti i numerosi soggetti coinvolti, dai promotori, ai vari esecutori, finanche agli utilizzatori. Quando i componenti d’una comunità non sono, singolarmente, abbastanza validi quell’iniziativa resterà monca.
    Vi sono popoli essenzialmente validi, altri meno. Quello italiano non brilla in tal senso. Ragion per cui anche un’iniziativa sostanzialmente valida perde gran parte della sua efficacia. Responsabilità dunque collettiva, in questa come in ogni altra situazione. Troppo facile, e irrealistico, addossar sempre tutte le colpe a politici e politica. Considerazione di carattere generale che non vuol in alcun modo contrapporsi all’autrice dell’articolo (che peraltro apprezzo incondizionatamente).

    • Incondizionatamente? Suona meraviglioso ma a pensarci bene è una bella responsabilità!
      È sempre colpa di molti quando qualcosa non funziona. Di chi fa male, di chi non fa abbastanza, di chi non si interessa. Lo dico spesso, i ragazzi leggono, alcuni sono davvero dei lettori voraci ed entusiasti. Quando li vedi aggrappati alle pagine con la faccia attenta… che spettacolo!
      Ma per molti i libri, semplicemente, non esistono. Non esiste il teatro. I musei, se esistono, sono una palla. Il cinema esiste solo per alcune cose. È una faccenda che ha a che fare con l’abitudine, lo sguardo sul mondo, l’educazione e il rinforzo (se sono curioso e incontro solo gente che mi mette i bastoni tra le ruote con consigli pallosi e un atteggiamento saccente, probabile che mi passi la voglia di essere curioso).
      E poi c’è la politica che fa e si dimentica di aver fatto. Non comunica e non semplifica le cose.
      Insomma, sì, c’entriamo un po’ tutti.
      Ciao Marcello!

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