Perché la gratuità ammazza la qualità?

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9 Commenti

  • Sandra Reply

    18 ottobre 2017 at 20:27

    Cara Chiara, post molto interessante e pragmatico. Trovo tutto ineccepibile ma con rammarico: da autrice non celebre mi chiedo “chi mai mi pagherebbe per presentare un mio romanzo?” Scrivo e pubblico da 7 anni, ho fatto una decina di presentazioni/reading, in tutto il nord-centro Italia. Rimborsi? Una volta in provincia di Padova, cena e pernottamento e colazione per me e mio marito, e pure di qualità. Per il resto, una bottiglia di ottimo olio d’oliva, un set da colazione 😀 e basta. Però è un modo per farsi conoscere, magari apprezzare e vendere qualche copia. E’ così e scardinare il sistema mi sembra difficile, non che non sia giusto, eh. Da lettrice non avrei alcun problema a pagare per assistere a una presentazione. Mi viene in mente una frase che dice John Travolta in un film “non sempre ciò che è gratis fa schifo!” Non sempre, però hai ragione, ti aspetti che lo faccia. Però, e torno a parlare da autrice, già è una fatica procacciarsi presentazioni così, lo sai, figuriamoci a chiedere anche solo un piccolo gettone presenza. Li vivo come “gite, faccio cose, vedo gggente” e spero di non fare schifo mai.
    Un bacio

  • El Cugino morto in attesa della redenzione Reply

    19 ottobre 2017 at 13:03

    92 minuti di applausi per la sempre super applaudibile Chiara Beretta! 😀

    Andrebbe inserito un articolo costituzionale di poche battute: “Gratis è Crimine. Gratis porta dipendenza criminale. E’ compito costituzionale limitarla a eventi di comprovata gravità e straordinarietà, bandendola nella totalità degli altri casi”.

    @Sandra… Purtroppo il tuo, il mio atteggiamento accondiscendente altro non fa che alimentare la macchina del gratuito, la stessa che poi, come ci ha spiegato bene Chiara, nemmeno troppo alla lunga produce cattiva qualità, immiserimento, disoccupazione, disinteresse. Giusto due giorni fa ho visitato una magnifica rocca medioevale del nostro meridione edificata su vestigia romane. Un luogo riportato all’antico splendore dopo (immagino) una costosa opera di scavo e restauro. Poche le indicazioni, nessuna guida, mille cosa attaccate alle pareti e reperti a ogni angolo, tutti privi d’un cartellino o di un qualcosa che desse di loro una spiegazione… Ovviamente tutto gratis!
    Dipendesse da me: biglietteria, guide, percorsi, eventi e biglietto minimo 12 euro e (puoi scommetterci), quel luogo si riempirebbe di tutto quello che manca e partirebbe un immediato tam tam di chi ci è stato, ha pagato, ha ammirato e ha ecc. ecc… Forse mi dirai che c’entra poco col discorso delle presentazioni gratuite, eppure io ci intravedo lo stesso vizio di fondo… Io ci sono stato, ho ammirato e averei voluto capire di più, pagando… E come vedi manco ti dico dove sono stato! 😉 😀

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      19 ottobre 2017 at 22:49

      Ohhhhh mi metto comoda e mi godo gli applausi

    • Chiara Beretta Mazzotta Reply

      19 ottobre 2017 at 22:53

      Ecco, dopo gli applausi dico sì. La questione gratuità riguarda il sistema cultura in senso ampio. Abbiamo un patrimonio dimenticato, figurati far pagare… di solito siamo bravi a farlo depredare.
      Ma il posto, qual era?

  • El Cugino endependentista Reply

    20 ottobre 2017 at 9:39

    Non dovrei (vista la fluviale premessa), ma per te faremo (faremo?) un’eccezione: http://iluoghidelcuore.it/luoghi/15595 😀

  • Fidi Reply

    26 ottobre 2017 at 18:05

    Brava, hai ragione. In Inghilterra mi è capitato spesso di andare a presentazioni dove si pagava. Qui, al massimo una volta mi è capitato di andare a una presentazione dove poteva accedere al buffet solo chi aveva comprato il libro… 🙂

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