Le paure segrete dei bambini – Lawrence J. Cohen

Le paure segrete dei bambini – Lawrence J. Cohen
Autore: Lawrence J. Cohen
Traduzione di Grazia Maria Torasso
Casa editrice: Feltrinelli
269 pagine
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Capita a tutti i genitori. Ogni cosa sembra andare per il verso giusto e poi, all’improvviso, ecco un problema. Per esempio? Vostro figlio comincia ad avere delle paure strambe (in realtà ha iniziato da un po’ ma voi ve ne accorgete tutto d’un tratto). Tante paure. Delle auto, ad attraversare la strada, dell’ascensore, di rimanere chiuso in una stanza, dei terremoti, del buio e dei mostri, dell’acqua, della scuola, dei voti, di sbagliare!

Il guaio è che queste paure possono incidere pesantemente sulla vita dei nostri figli e sulla nostra. Perché, per esempio, i bambini possono iniziare a evitare certe situazioni – quelle che sono fonte di inquietudine – a fare capricci per vestirsi e andare scuola. Capita altrettanto spesso che la sera, invece di addormentarsi, si agitino, piangano e, sopraffatti dall’ansia, non riescano proprio ad addormentarsi…

Mi capita spesso che mi domandino se i bambini, crescendo, superano la loro ansia. Mi dispiace ma di solito crescere non è sufficiente.

Che fare? Per prima cosa attenzione a ciò che dite e alle parole che utilizzate. Evitate uscite come “devi stare calmo!”. Chiunque abbia mai provato un attacco di ansia sa bene cosa si passa, e a ogni devi stare calmo avrebbe volentieri imbracciato un fucile.

Ma se è più facile sapere cosa è bene evitare, è decisamente più difficile capire che cosa dire. Ed ecco che questo manuale può rivelarsi prezioso. Semplice, diretto – a tratti spassoso – è anche la storia di un ex bambino ansioso che col tempo è diventato uno psicologo e uno psicoterapeuta. Cohen cura le paure e le ansie dei bambini con il gioco e soprattutto facendo quello che Borgonzoni chiama il “Salto in altro”, cioè abituando i genitori a mettersi nei panni dei propri figli.

Fare da specchio a tutte le emozioni è fondamentale affinché i bambini imparino chi sono e che cosa sentono. E insegna che le emozioni possono essere condivise e comprese.

Qualche suggerimento? Per calmare i vostri figli non dite loro che non c’è nulla di cui temere. Se siete spaventati, non vi serve scoprire il perché, c’è il terrore ad assicurarvi che un pericolo c’è per forza. Ditegli: “Potresti guardarmi negli occhi e vedere se ho paura?” In questo modo non negherete la paura ma esprimerete sicurezza che è ciò che serve per rasserenare.

Altrettanto utile è giocare ai pompieri. Sì, esatto, si tratta di insegnare ai nostri figli a gettare acqua sulle proprie ansie. Tutto sta nell’usare la metafora della “fiamma delle emozioni” immaginando ogni paura come una scintilla. Per non far divampare il fuoco bisogna raffreddare ogni scintilla. Ed ecco che ogni fatto o pensiero negativo si annienta con un pensiero positivo o una attività gradita.

Ciò che conta? Avere bene in mente che un bambino che impara a gestire le proprie emozioni sarà un adulto capace di affrontare le sfide.

 

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